blogo, informazione indipendente
Logo Blogosfere

Lo sciopero dei TIR? Passate alla filiera corta!

Mercoledì 12 Dicembre 2007, 09:29 in Economia e ambiente, Sviluppo "insostenibile", Trasporti di

Coda%20TIR.jpg

Giornali di carta e on line e a quanto mi dicono (dal momento che non faccio uso di TV) anche telegiornali stanno dando ampio spazio alla questione dello sciopero dei TIR: manca il gasolio, ma la situazione è disastrosa soprattutto per gli approvvigionamenti alimentari.

Repubblica scrive che, poiché l'85% delle derrate viaggia su gomma, buona parte delle verdure e del latte che non sono stati trasportati a destinazione dovranno essere distrutti. Una follia . E I prezzi aumenteranno.

Sono bastate 36 ore di sciopero dei trasporti (da mezzanotte di lunedì fino a stamattina) per mettere in crisi la nostra filiera alimentare.

Se lo sciopero durasse davvero fino a venerdì, forse anche i più insensibili e i più indifferenti si renderebbero conto di quanto un sistema di approvvigionamento basato sul trasporto degli alimenti a lunga distanza sia estremamente fragile.

Quante migliaia di km deve percorrere il cibo prima di giungere sulle nostre tavole?

Dedicherò altri post a rispondere a questa (non sempre facile) domanda; qui mi limito a ricordare l'assurdità di trasportare su e giù per l'Italia l'acqua, che è un bene disponibile ovunque.

Alla stazione di Torino Porta Susa servono l'acqua della Basilicata: avete presente quante montagne e quante sorgenti ci sono in Piemonte? All'aeroporto di Napoli Capodichino qualcuno mi ha riferito di avere visto l'acqua della Valtellina. Ho rintracciato l'acqua delle montagne di Cuneo  nei pressi di Oristano.  Sui monti dell'Alto Adige ho visto acqua della pianura veneta. E tutto questo ci sembra perfettamente normale, giusto?

Questo è il nostro meraviglioso sviluppo economico.

empty%20store.jpgSe non vogliamo dipendere dai capricci dei TIR, dallo sciopero dei benzinai, dalle interruzioni autostradali e sopratutto dagli effetti del picco del petrolio, sarà bene che cominciamo a guardarci intorno e a chiederci: cosa posso trovare nel raggio di 20 km in grado di nutrirmi e dissetarmi? 

Questo, in poche parole, è il concetto di filiera corta: poca strada e pochi o meglio nessun intermediario tra la coltivazione e il consumo. Mi sono reso conto di avere dedicato troppa poca attenzione a questa idea fondamentale. Rimedierò. Mi consolo perchè nemmeno Wikipedia ha ancora una voce dedicata alla filiera corta...

Ma soprattutto mi consolo perchè non devo temere gli scaffali vuoti: la verdura biologica mi viene consegnata da 16 km di distanza...

4
4 commenti
4
29 Apr 2008
alle 06:55

fiorenzo

sono assolutamente d'accordo sulla scelta della filiera corta.per quanto mi riguarda essendo un ristoratore sto proponendo il "menu' a km0".

frutta e verdura nella mia trattoria sono del territorio,quindi di stagione. anche la carne (fassone piemontese) proviene da allevamenti a poche decine di km dalla mia citta' (alessandria).conosco i produttori e i metodi di coltivazione e allevamento.

propongo acqua dell'acqedotto naturizzata.

devo constatare che queta iniziativa e' molto gradita e stimola riflessioni.

3
12 Dic 2007
alle 16:43

RISERVA DI PESCA MODELLO TORRE

 SCIOPERO AUTOTRASPORTATORI: BLOCCO DEI TIR

Una tua opinione sullo sciopero dei camionisti?


Guardando le foto sembrerebbe ci sia stata un'adesione massiccia volontaria.

Non credo convenga esagerare con la prova di forza perchè altrimenti potrebbe scattare la repressione. In Francia buttarono decine di TIR giù dall'autostrada che non furono ripagati dalle assicurazioni.

Decine di camionisti ebbero la vita rovinata per aver messo il loro camion sulle autostrade francesi.

Per esperienza decine di miei amici che sono apparsi in foto di manifestazioni, o che sono stati ripresi dagli sbirri, a freddo sono stati perseguitati, hanno perso il posto di lavoro.

Io non partecipo a manifestazioni di scontro dal 1989 quando ebbi la prova scientifica che metà dei miei amici erano agenti ed ogni mia mossa, ogni mia telefonata, ogni mio amico era controllato 24 ore su 24.

I nemici dell'umanità usano metodi bastardi, quindi va creata una rete di solidarietà con tutti i trasportatori che nei prossimi mesi o anni dovessero avere ripercussioni per aver aderito allo sciopero.


Quando le adesioni sono così massicce, o son tutti scemi o c'è qualcosa che non va.

Ho molti amici camionisti di varie nazionalità e non ne conosco di scemi. Le tariffe sono così basse che non si può più nemmeno viaggiare in due.

I mezzi di trasporto sono così costosi e delicati che non basterebbe viaggiare 48 ore al giorno per ammortizzare l'investimento e le riparazioni.


Suggerisco a tutti i trasportatori la filiera corta, cioè i trasporti su breve tragitto.

Come sapete sono il promotore di 100 Milioni di Tonnellate, per favorire i consumi di biomassa secca e legna ecologica.

La prima clausola per i nostri prodotti è che non siano stati fatti viaggiare per centinaia di chilometri.

Non vogliamo fra i prodotti 100 Milioni di Tonnellate quelli che sono stati fatti viaggiare sfruttando i camionisti, magari fatti in paesi poveri sfruttando la manodopera.

Non serve far viaggiare biscotti cinesi verso l'Italia e biscotti italiani verso la Cina. Serve scambiarsi ricette.

Così non serve far arrivare foglie brasiliane in Italia. Io ho il bosco pieno di foglie per produrre carta igienica e nessuno me le compra. In un giorno potrei raccogliere 10 mila euro di foglie, e invece niente, sono povero.

Ho fatto anch'io saltuariamente il piccolo trasportatore con il mio furgoncino, per circa 8 anni: traslochi, piccoli trasporti, consegne.

Una volta a Natale per 200 mila lire avevo preso un lavoro di consegna regali di Natale, ebbi un guasto da 2 milioni appena ritirata la merce su una rampa ripida per entrare in autostrada per sovrappeso del mezzo.

Il rischio non vale la candela, non presi più lavori rischiosi, al massimo qualche tavolino, un po' di biomassa, una cantina da svuotare, una lavatrice, qualche pacco di giornali dei reduci di Russia.

Il futuro è la stampaoggetti in biomassa. I trasporti sono destinati a diventare uno squallido ricordo del passato, ci saranno aerei telecomandati con motore magnetico senza consumi e i trasporti avverrano tutti per aria a costo zero senza piloti.

Prima di internet un cantante di successo stampava milioni di CD da distribuire capillarmente in decine di migliaia di punti vendita. Ora basta scaricare il suo file MP3 da un sito autorizzato.

Oppure pensate ai giornali. Prima bisognava andare nel bosco, tagliare l'albero, farne carta, poi procurarsi l'inchiostro, poi stamparli, poi distribuirli nelle edicole e andare a comprarli. Ora invece basta entrare in internet nel sito del proprio giornale preferito e leggere direttamente la notizia che ci interessa. Non serve stampare un'intero giornale se al 90% dei lettori interessa una sola notizia. E' sufficiente trovarla in internet e stamparsela da sè con la propria stampante.

Ognuno nella sua casa deve poter avere un'estensione del proprio computer che inserendo della materia prima facilmente procurabile dal proprio rifornitore di fiducia, ne escano prodotti finiti.

Inserendo della normale biomassa nella propria personale "stampaoggetti" , con un semplice comando di stampa da siti appositi su internet, deve essere possibile "stampare" pezzi di legno , cubi, fustini, rifiniti con le istruzioni per assemblarli facilmente costruendo una sedia, un tavolo oppure un mobile. Inserendo un panetto di metallo si deve poter produrre forchette e cucchiai.

Inserendo della fibra vegetale deve poter uscire una camicia: non serve produrre cotone in Uzbekistan, semilavorarlo in Pakistan, confezionare le camicie in India e distribuirle in tutti i negozi del mondo.

L'80% delle merci e delle persone viaggiano inutilmente da una parte all'altra del pianeta. Centinaia di milioni di trasportatori, venditori, distributori e compratori intasano inutilmente con le loro auto le strade di tutto il mondo: non serve, basta, è il momento di reagire e semplificare!

2
12 Dic 2007
alle 12:03

Akanishi

Gli esempi che porti sull'acqua sono nulla in confronto all'incredibile che ho visto a Tokyo: viene venduta comunemente la Masafi, acqua in bottiglia degli Emirati Arabi...

se non ci credi ti mando la foto.

1
12 Dic 2007
alle 11:36

giancarlo

Ottimo. La filiera corta nelle grandi città si trova nei mercati rionali dai venditori produttori e non sono molti, visto che la maggioranza dei banchi rivende alimenti presi all'ingrosso la mattina. Dai banchi dei contadini, troviamo invece i prodotti di stagione, meno belli, irregolari e non lucidati: compriamo quelli, che non vengono da serre riscaldate.

In questi giorni natalizi, credo, stiamo assistendo ad un "assaggio di picco" derivante dalla fragilissima (e sporchissima) logistica italiana. E - per fortuna - la riflessione aumenta, a tutti i livelli....

Giancarlo 

PS Per l'acqua (ed anche le altre bevande industriali), spiace per le aziende, serve una campagna informativa che DICA  quanti ettolitri di diesel e tonnellate di CO2 totalmente inutili portano con sè.

Lascia il tuo commento

Accedi con Facebook Esci da Facebook

Attendere la pubblicazione del commento

Seguici

Iscriviti ai nostri feed rss. Leggi in tempo reale tutti i post pubblicati dal blogger!

Post in evidenza su Blogosfere