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Percorsi di decrescita /2 Lavorare meno, vivere di più

Martedì 18 Dicembre 2007, 09:28 in Percorsi di decrescita di

Decrescendo%20cantabile.jpg

[Percorsi di decrescita vuole esplorare i molti modi possibili per iniziare a decrescere e a vivere in modo più sostenibile. Non si tratta di ricette o di prescrizioni, ma di testimonianze. Inizio con le mie, ma sono bene accette quelle di tutti. Decrescendo cantabile è il titolo di un libro dell'artista Besson-Girard].

Parlare di lavoro è sempre una questione spinosa. Anche in questo caso, non intendo dare lezioni a nessuno, ma raccontare solo la mia esperienza.


A partire dal 1992 mi sono autoridotto l'orario di lavoro da 40-45 a circa 20 ore alla settimana. Non ce la facevo più a timbrare il cartellino e a restare 8 (anzi, di fatto oltre 9) ore di lavoro chiuso dentro un laboratorio e per questo ho optato per l'insegnamento. Ho passato i concorsi del 1990-1992 e così sono entrato nel mondo della scuola.

Libera%20il%20tuo%20tempo.jpg

Questo ha comportato una riduzione di reddito più o meno del 25% (1), ma ha liberato enormi quantità di tempo che ho dedicato alla famiglia e ad attività sociali e di volontariato. Fossi rimasto in azienda, sarei forse più ricco, ma avrei dedicato molto meno tempo ai miei figli e soprattutto avrei perso l'opportunità di fare incontri umani straordinari.

Come per la TV, anche questa è un'esperienza di decrescita ante litteram. Ovviamente, non può avere valenza generale, perchè non tutti possono fare i professori e perchè non è sempre possibile pensare di poter ridurre l'orario di lavoro.

In ogni caso, ritengo che lavorare meno sia uno dei punti chiave del processo di decrescita. Varrebbe infatti a poco risparmiare denaro mediante l'autoproduzione (ortaggi, pane, yogurt) o spostandosi in bicicletta, se poi si spendessero i soldi in altri generi di consumo (TV al plasma, condizionatori d'aria ecc.). In termini di decrescita ha senso consumare di meno se in assoluto si spende di meno e quindi se si guadagna anche di meno.

Ancora due considerazioni:

  • chi ha un lavoro a tempo indeterminato, potrebbe valutare se non è possibile optare per un part time. Perchè il part time è tenuto in considerazione solo per le donne che hanno figli piccoli? Certo, molti faticano a tirare avanti anche con uno stipendio pieno, ma quanta parte delle nostre spese mensili è realmente necessaria? Avere una sola auto per famiglia, anzichè due, comporterebbe già ad esempio un bel risparmio.
  • chi arranca da un lavoro interinale all'altro sta già lavorando meno. In questo caso, poichè si ha una discreta quantità di tempo libero, si potrebbe pensare a come affiancare un'economia di sussistenza a quella del (poco) lavoro retribuito: coltivare frutta e verdura, organizzarsi in un Gruppo di Acquisto Solidale (GAS), avviare una rete di scambio di servizi (stile Banca del Tempo).
(1) Non voglio entrare nel merito della polemica se gli insegnanti sono pagati troppo o troppo poco, ma vorrei solo fare notare che se il lavoro dell'insegnante è pagato abbastanza bene rispetto all'orario di cattedra, è anche vero che un'ora di lezione è un lavoro ben più impegnativo di un'ora di scrivania e che  il lavoro dell'insegnamento non è riducibile al solo orario di cattedra. Purtroppo è difficile quantificare il tempo di lavoro extra necessario ad essere un buon insegnante.
11
11 commenti
11
24 Giu 2008
alle 16:42

GINALUCA

GRANDE GIULIANO LEPRI!!!

10
13 Giu 2008
alle 14:28

Davide

Beh un telecontrollo come quello indicato nell'articolo linkato forse è decisamente eccessivo, ma un normale controllo di efficienza e produttività è fattibile tramite banali configurazioni del pc o tramite l'utilizzo di webcam e simili.  In quello non ci vedrei nulla di male.  Ovvio che alla base del telelavoro ci debba essere onestà ed etica professionale, fiducia e rispetto da entrambe le parti!

Cmq approfittando del recente parto della mia compagna (al quale intendo far seguire qualche settimana/mese di mia aspettativa di paternita..!!) sono riuscito a strappare 2 gg su 5 di telelavoro.   Vedremo se funziona.  ciao e a presto 

9
19 Gen 2008
alle 07:25

Marco Pagani

Grazie dell'ottimo commento e grazie per la segnalazione di EquAzioni. La decrescit asi fa poco per volta strada, e così anche l'idea di una società conviviale in cui siano gli uomini e le donne a prendersi cura della loro vita e di quella del prossimo, senza delegare più nulla alla megamacchina dello sviluppo.

Il telelavoro sarebbe una delle migliori opportunità offerte dallo "sviluppo", ma viene ancora assai poco utlizzato. Perchè? Io penso che i "capi" si sentano mancare la terra sotto i piedi se non possono controllare da vicino i loro dipendenti. Speriamo solo che il telelavoro non si diffonda insieme al telecontrollo stile microsoft...

8
19 Gen 2008
alle 01:44

davide

ah mi son dimenticato di dirti che anche nel nostro blog parliamo di decrescita autoproduzione e libri sul tema!  il nostro motto è:

{Sobrietà, Convivialità, Solidarietà, Equità, Decrescita} = EquAzioni : la nostra formula per il mondo che vorremmo;

http://equazioni.wordpress.com/

 

7
19 Gen 2008
alle 01:38

davide

Ciao,  ottimo!  condivido appiano il discorso decrescita e riduzione orario di lavoro. Io sto cercando da tempo di ridurre l'orario ma sembra davvero dura a meno di non accettare di passare a qualche lavoro sottopagato e precario tipo call center o commesso nella grande distribuzione (e allora altro che 25 % in meno di reddito).  Come minimo sto spingendo in ufficio per ottenere il telelavoro (nel mio campo - sviluppatore web - sarebbe non dico possibile ma assolutamente ovvio). Quindi almeno risparmiare le inutili 2 ore abbondanti di pendolarismo e ridurre le inutili spese di mezzi - benzina ecc 

LA RIDUZIONE DELL'ORARIO DI LAVORO E' IL PRIMO STEP PER LA DECRESCITA  Lavorando meno si ha più tempo per dedicarsi all'autoproduzione di beni e servizi e cosi oltre ad avere maggiore soddisfazione (e controllo) su cio che si consuma (yogurt - pane - formaggio - pasta - assistenza anziani e bambini ecc ecc)  si ha bisogno di ancor meno reddito e si inquina ancora meno (pensa a tutti gli imballaggi e i km percorsi dai prodotti che si possono facilmente autoprodurre)... 

Quando ne parlo in giro mi guardano come un pazzo o uno scansafatiche  e invece è cosi ovvio...

ciao e complimenti 

6
12 Gen 2008
alle 18:58

Marco Pagani

Grazie Tiziano per la tua testimonianza. Evidentemente noi "obiettori del lavoro" siamo più numerosi di quello che si può immaginare.

Il tempo è in fondo la nostra unica ricchezza e dovremmo trascorrerlo con le persone che ci sono più care e con quelle che hanno bisogno di noi, delle nostre parole e del nostro aiuto. Esso è troppo prezioso per essere "sprecato" dietro ad una scrivania...

5
12 Gen 2008
alle 10:59

tiziano

Condivido, senz'altro la scelta relativa al lavoro. Qualche anno fa, dopo una grave crisi personale e di salute, ho deciso di avvalermi di quanto concesso dal contratto di lavoro, passando ad un rapporto part-time, per aver più tempo da dedicare a mio figlio, a mio padre, alla mia compagna, alla mia salute, ai miei interessi, alla mia vita insomma (per la cronaca, un solo maschio e 24 donne in azienda hanno fatto questa scelta). la vita è una e a un certo punto bisogna decidere che cosa farne.

Con simpatia

Tiziano

4
20 Dic 2007
alle 13:23

Marco Pagani

Grazie per i vostri commenti.

Segnalo che ho aggiunto al post un'immagine simbolica. L'avevo già preparata, ma poi inspiegabilmente mi sono dimenticato di postarla prima. 

3
19 Dic 2007
alle 22:47

Giuliano Lepri

Ciao Marco, è da oltre 1 anno che seguo il tuo blog, condivido quel che scrivi per non meno del 90%, ti faccio i miei complimenti!

Mi auguro che sempre più persone si rendano conto sempre più che "lavorare x vivere" è molto meglio che "vivere per lavorare"; che le chimere di politici&economisti (PIL, crescita, ...) e della pubblicità+deteriore (imperativo: consumare!...) non sono altro che ignoranza e/o menzogna.

Un saluto, e continua così chè ce n'è bisogno!

Giuliano Lepri

2
18 Dic 2007
alle 17:34

RISERVA DI PESCA MODELLO TORRE

autoprodursi acqua, energia, cibo  e rivendere ad amici a conoscenti gli eccessi di produzione

1
18 Dic 2007
alle 15:28

Eleonora

A questo proposito consiglio a tutti la lettura di un libro brevissimo (e dal prezzo irrisorio, ovvero 1 euro) pubblicato da Stampa Alternativa: "Elogio dell'ozio" di Robert Louis Stevenson. Dove per OZIO non si intende il fanc@zzismo... Ma in questo testo l'ozio ha una connotazione positiva e con questo termine si intende la ricerca del piacere all'interno della vita. E' l'ozio dei nostri antenati latini.

Certo nella nostra epoca e nella nostra società, contraddisti dalla frenesia, dalla corsa al denaro è molto difficile potersi permettere l'attività dell'ozio... Ma forse non impossibile, come tu insegni! ;)

Ho letto il libricino in questione proprio ieri sera. Direi che questa è telepatia! ;)

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