Ambienti, scienza e varia umanità
Le coste del nostro pianeta sono piuttosto densamente popolate. Secondo un recente studio, entro il 2070 almeno 150 milioni di persone potrebbero trovarsi a rischio di inondazione a causa dei cambiamenti climatici. Non è una novità, dal momento che in questo blog se ne è già parlato.
La novità è che gli autori dello studio non sono ambientalisti, ma assicuratori (o quanto meno lavorano per le assicurazioni e ragionano con mentalità da assicuratori). La Risk Management Solutions è infatti "la principale azienda al mondo fornitrice di prodotti e servizi per la quantificazione dei rischi di catastrofe". Lo studio è stato svolto congiuntamente all' Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OECD).
Valutare il rischio di inondazione non è infatti solo una preoccupazione degli ambientalisti, dei governi dei paesi esposti come il Bangladesh o delle agenzie dell'ONU, ma anche di chi vuole proteggere i suoi preziosi investimenti nei pressi delle coste.
La tabella in fondo al post mostra le 20 città costiere a maggior rischio, con la popolazione che potrebbe essere colpita oggi e nel 2070. La RMS pubbliac una tabella analoga con le 20 città con il patrimonio immobiliare più a rischio, ma in questo post ho dato naturalmente la priorità alle persone.
Questi signori hanno una certa confidenza nei loro modelli, dal momento che arrivano a specificare la popolazione a rischio nelle diverse città con una precisione di mille unità. Personalmente mi sarei limitato più prudentemente a una precisione di centomila unità. Comunque, migliaio più, migliaio meno, la sostanza del discorso non cambia; oggi ad esempio Calcutta ha 2 milioni di persone a rischio che diventeranno 14 milioni nel 2070. Bisognerà iniziare a pensare dove dovrà essere eventualmente ricollocata tutta queste gente, senza aspettare il 2070...
Il totale della popolazione riguarda naturalmente solo queste venti città e non la popolazione complessivamente a rischio lungo lungo le coste, che è stimata in 40 milioni oggi e in 150 milioni nel 2070.
100 milioni anche di qua? ma quanti siete!
mi sfugge un particolare di Calcutta, 14 milioni entro il 2070 ?????????? e chi gli da da mangiare?? quali risorse avranno che in cina hanno già ora il carburante razionato!!!!!!!!
Uno studio perfetto.....bei miei soldi!
By
Thomas
@@@ Mi diresti qualche altro prodotto che se ti lascessero produrre sbancheresti il mercato e magari potresti finanziare le riserve di pesca modello Torre per risolvere il problema della fame e dello spopolamento dei mari?---
Vorrei anche essere pagato, ce ne sono già in giro decine.
La muta da sub antisqualo con gli aculei di metallo o di osso appuntiti estraibili che al primo boccone gli si ficcano in bocca impedendo di chiudere le fauci e che poi si possono staccare dalla muta uno a uno dopo aver finito lo squalo a coltellate per liberarsi dalla presa.
Ma vedendo gli aculei gli squali non vengono ad assaggiare.
Venderei 100 milioni di mute in un mese a tutti gli appassionati delle riserve di pesca modello Torre.
100-milioni-di-tonnellate.blogspot.com/2007/10/riserva-di-pesca-modello-torre.html
alle 14:19
Marco Pagani
Per ragioni di spazio, la tabella non spiega che i numeri indicati non sono la popolazione della città, ma solo la popolazione dela città che si trova a rischio di inondazione. L'area metropolitana di Calcutta ha già oggi quasi 14 milioni di abitanti!
E' giusto preoccuparsi di chi dà da mangiare agli indiani, ma dovremmo iniziare a preoccuparci anche di chi darà da mangiare a noi...
Per quanto riguarda i soldi, tutto gli studi che fa l'OECD sono finanziati dai paesi membri, quindi anche dalle nostre tasche.