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Ivan Illich - Abbandonare l'illusione che le macchine possano lavorare per noi

Giovedì 24 Gennaio 2008, 09:38 in Ecoquote di

[Di solito non uso colori per evidenziare il testo, poichè dicono che sia poco professionale Wink. Ho voluto qui fare un'eccezione, perchè credo che le due frasi in verde costituiscano il nocciolo dell'intera questione sociale e ambientale.]

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«Di solito si identificano nel sovrappopolamento, nella sovrabbondanza e nella tecnica indifferente ai suoi sottoprodotti le tre forze che, combinandosi, mettono in pericolo l'equilibrio ecologico.[...]

Il sovrappopolamento accresce il numero degli individui dipendenti da risorse limitate, la sovrabbondanza obbliga ognuno a spendere più energia, e lo strumento distruttivo degrada questa energia senza beneficio.[...]

Il sovrappopolamento è il risultato di uno squilibrio dell'educazione, la sovrabbondanza deriva dalla monopolizzazione industriale dei valori personali, e la cattiva tecnologia è l'inesorabile conseguenza d'una inversione dei mezzi in fini.[...] 

Onestà vuole che ognuno di noi riconosca la necessità di porre un limite alla procreazione, al consumo e allo spreco: ma ancor più importa abbandonare l'illusione che le macchine possano lavorare per noi...

L'unica soluzione alla crisi ecologica è che gli uomini capiscano che sarebbero più felici se potessero lavorare insieme per prendersi cura l'uno dell'altro.

Un simile rovesciamento delle idee correnti richiede, in chi l'opera, coraggio intellettuale. » 

Ivan Illich, La convivialità, Milano 1974, pp 85-86

[Ivan Illich è stato uno dei pensatori più geniali del '900. Nell'opera La convivialità condensa in meno di 200 pagine la più radicale critica alla società industriale che sia mai stata formulata. Per questo è a tutti gli effetti uno dei precursori della società della decrescita. La convivialità è un libro densissimo di idee, che andrebbero riprese e ragionate ad una ad una. Intendo farlo poco per volta.]

Leggi anche gli altri post dedicati a Ivan Illich:

  1. L'uomo si è evoluto in una nicchia cosmica
  2. Abbandonare l'illusione che le macchine possano lavorare per noi
  3. L'uomo si troverà completamente accerchiato dai prodotti
  4. Il monopolio radicale
  5. La società produce la propria distruzione

 

7
7 commenti
7
25 Gen 2008
alle 13:17

Frank GAlvagno

Giusto Pierino,

ci preoccupiamo tanto dell'esistente, ma non di quello che verrà, che è ben peggio.

I rifiuti esistenti in qualche modo saranno gestiti, recuperati, bruciati.

Le persone retrograde si estingueranno.

Quello che ci dovrebbe preoccupare sono tutte le assurdità che saremo in grado si fare, non quelle che abbiamo già fatto

6
24 Gen 2008
alle 20:10

Luigi Gallo

C'è stato una coincidenza di tempi tra commenti. Il mio (5) era riferito al n.3 di Marco. Ma va bene anche per il n.4 direi :)

5
24 Gen 2008
alle 20:00

Luigi Gallo

Sono d'accordo.

4
24 Gen 2008
alle 19:59

pierino c.

come commentiamo l'articolo di repubblica di oggi dove esaltava l'aumento della popolazione negli stati uniti? sicuramente si avvicina il collasso. anch'io sto' leggendo Ivan Illich e' lo consigliato a un amico che riesce a capire i miei pensieri e ragionamenti. la nostra scuola che Ivan vede come figlio dell'industrializzazione e' confermata da un mio intervento in una universita' dove contestavo un testo dove i ragazzi avevano fatto un esame qualche mese prima. bene, per loro ero io l'alieno e non chi aveva scritto il libro di economia senza pensare che l'ambiente a un costo. Quando quei ragazzi saranno laureati quale pensiero porteranno avanti? se non quello a loro insegnato. Pertanto, ci sono poche speranze di farcela se stiamo formando dei ragazzi che non saranno pronti ad affrontare i grandi cambiamenti che ci aspettano e ancora di piu' la loro formazione non servira a niente. Quanti anni e menti sprecate!!

3
24 Gen 2008
alle 18:39

Marco Pagani

Volevo rispondere anche alla seconda parte del tuo commento, ma me ne ricordo solo ora. L'idea di una tecnologia naturale è interessante e andrebbe approfondita.

Io non sono anti-tecnologico, però ritengo che oggi la tecnologia ha appunto trasformato i mezzi in fini e non serve quindi quasi più a nulla. Per servire dovrebbe

  • rispondere alle domande giuste quelle relative ai bisogni (come fare un frigo a energia solare? invece che come fare l'i-pod con  la TV?)
  • mantenersi su piccola scala (quindi evitare la cosiddetta ingegnerizzazione) 
2
24 Gen 2008
alle 15:17

Marco Pagani

Grazie per il commento. Ho riscovato il volumetto della Convivialità, che avevo appunto acquistato negli anni '70; allora però ero un po' troppo giovane per poterlo comprendere appieno per cui cerco di recuperare il tempo perduto...

1
24 Gen 2008
alle 13:58

Luigi Gallo

Anch'io sono stato ai tempi un fan di Illich e credo che molto di quello che dica sia ancora attuale. Vedi anche questo mio post, da te commentato. Mi piace, a proposito della tecnologia, quella dell'inversione dei mezzi in fini. Io credo, spero, in una possibile tecnologia naturale intelligente che risolva effettivamente problemi e migliori la qualità della vita. Utopia?

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