Un iceberg gigante si stacca dalla banchisa di Wilkins
Pubblicato da Marco Pagani alle 12:59 in Acqua, Il clima che cambia, Riscaldamento globale
Un iceberg di varie centinaia di km² si è staccato dalla banchisa di Wilkins , nella parte occidentale dell' Isola Alessandro I, presso la Penisola Antarica . La notizia è stata data dal National Snow and Ice Data Center del Colorado e sta facendo il giro delle agenzie di tutto il mondo.
L'evento è in realtà accaduto circa due settimane fa, ma la prudenza degli scienziati nell'elaborazione delle immagini e dei dati ha ritardato fino a ieri la notizia.
Le immagini ottenute dalla NASA (vedi sopra) mostrano le varie fasi dell'assottigliamento, fusione e distacco dell'iceberg dalla banchisa;il processo è stato rapidissimo, dal 28 febbraio all'8 marzo. Per fortuna l'estate australe è giunta al termine, e per quest'anno non si dovrebbero osservare altri distacchi di ghiaccio.
La foto qui a fianco mostra un'immagine ingrandita della zona di banchisa che sta sparendo. Il NSIDC dice che l'area complessivamente interessata al distacco è di circa 405 km². Se la scala della foto qui a fianco è esatta, l'area indicata come Region of disintegration dovrebbe avere però un'area di ben 1800 km² (60kmx30km).
Il collasso è iniziato con il distacco di un iceberg di circa 100 km² (41kmx2,5km). E' quindi inesatto dire che «Un mastodontico frammento di una banchisa antartica grande 415 chilometri quadri si e' staccato», come fa ad esempio RAInews24 (anche perchè 41 per 2,5 non fa 415...).
La fusione di questo ghiaccio non contribuisce all'innalzamento dei mari, dal momento che già galleggiava.
Si tratta comunque di una pessima notizia, oltre che di una ulteriore ennesima conferma che il clima sta cambiando e sta cambiando adesso. Non stiamo parlando di cose che avveranno tra cinquant'anni, stiamo parlando del presente.
[Un ringraziamento a Massimiliano Varriale per la segnalazione]
Vedi anche il post de Il professor €chos .








1. Simone82, Mercoledì 26 Marzo 2008 ore 20:22
«Si tratta comunque di una pessima notizia, oltre che di una ulteriore ennesima conferma che il clima sta cambiando e sta cambiando adesso.»
Il clima è sempre cambiato. L'ipotesi che il clima rimanga sempre immutabile così come ci piace a noi fa parte dell'utopia fantascientifica che appartiene a certo mondo ambientalista. Tanto alla fine, il fatto che stia cambiando, non ci dice nulla sulla percentuale di responsabilità dell'uomo e di conseguenza sulla possibilità che possa avere un qualche ruolo sul mitigamento di tale fenomeno (ovvero nel fare in modo che sia soltanto la natura a fare il suo corso): se ancora è ben lungi dal comprenderne le cause (nonostante i trionfalistici quanto allarmistici proclami di indebiti nobel per la pace), figurarsi se può mettere in pratica delle soluzioni!!!
2. Marco Pagani, Mercoledì 26 Marzo 2008 ore 21:50
I cambiamenti ci sono sempre stati, ma è appena superfluo osservare che il punto cruciale è la velocità dei cambiamenti stessi. Per secoli i movimenti delle calotte polari sono stati lenti e oscillanti, ora al nord abbiamo una "catastrofe estiva" e al sud abbiamo questi episodi catastrofici (il precedente è la frattura della banchisa di Larsen nel 2002).
3. Simone82, Mercoledì 26 Marzo 2008 ore 23:05
Sappiamo che cambiamenti incredibili e apparentemente anomali nella loro ultravelocità ci sono stati anche in passato, quando l'unica CO2 prodotta da qualche migliaio di uomini era quella del fuoco...
E cmq continuo a ripetere: anche ammesso (e non concesso) che sia tutta colpa dell'uomo, ancora non abbiamo capito come questa colpa si esplichi* e già vogliamo dare delle soluzioni? °_°
*= i dati dei satelliti smentiscono quanto dicono i dati terrestri e forniscono dati diversi da quanto gli scienziati (tanto più se catastrofisti) affermano...
4. Lucia, Giovedì 27 Marzo 2008 ore 00:33
Il presunto allarmismo non è certo più dannoso dell'indiferrenza giustificata dal "tanto è sempre accaduto"... La velocità con cui il clima sta cambiando non può essere taciuta e non può lasciarci indifferenti. Proporre strategie per ridurre l'impatto umano post rivoluzione industriale sul nostro pianeta non credo possa nuocere a nessuno. Attendere di avere la certezza matematica e la soluzione assoluta al problema prima di fare qualocosa, invece, credo possa nuocere.
5. Hydraulics, Giovedì 27 Marzo 2008 ore 00:45
@ Simone82
Sarebbe possibile avere un riferimento ai dati satellitari che smentirebbero quelli terrestri?
6. Maurizio Morabito, Sabato 29 Marzo 2008 ore 00:40
Se il trackback non funziona...
Il Caso Gonfiato dell'Iceberg Antartico
7. Marco Pagani, Mercoledì 10 Dicembre 2008 ore 08:08
"Ripassando" da questo post oggi, ho rivisto la domanda di Hydraulics a Simone82, rimasta senza risposta.
Cerco di rispondere ora. Non è vero che i dati dei satelliti smentiscono quelli terrestri. Tre mesi fa ho confrontato le serie storiche della temperatura media di superficie e della temperatura media della bassa troposfera e i trend sono analoghi.