Crisi agricola e alimentare /1 I prezzi volano
Pubblicato da Marco Pagani alle 09:21 in Alimentazione
La FAO è piuttosto preoccupata perchè i prezzi dei cereali (che rappresentano la quota più importante del nostro fabbisogno energetico) stanno aumentando rapidamente, nonostante il 2007 sia stata una buona annata agricola.
Il problema si sta abbattendo con violenza soprattutto sui paesi più poveri. Se in Europa l'aumento del pane o della pasta producono al più qualche mugugno, in Africa e in Asia questi rincari sono l'inizio della fame. Milioni di persone che spendono già il 60-80% del loro reddito per il cibo potrebbero non essere più in grado di potersi garantire un'alimentazione sufficiente.
Riferisce Repubblica che «negli ultimi mesi si sono verificati scontri per questioni alimentari in numerosi Paesi di tutto il mondo: Egitto, Camerun, Costa d'Avorio, Senegal, Burkina Faso, Etiopia, Indonesia, Madagascar, Filippine e Haiti.»
Nell'ultimo anno il riso è aumentato del 172% (sta sfiorando i 700 $/tonn), il grano del 113%, l'olio di palma del 92%, la soia del 77% e il mais del 63% (dati FAO, International commodity prices).
Come è possibile vedere dal grafico in alto e da quelli postati più sotto (clicca per ingrandirli), i prezzi dei generi alimentari non sono mai stati così alti negli ultimi dieci anni. Non si tratta quindi solo di una contingenza, ma di un trend di medio-lungo periodo, che diffcilmente potrà invertirsi.
Quale la causa degli aumenti? Secondo la FAO , la causa principale è il «forte aumento della domanda di cereali, soprattutto per uso mangimistico nell’Unione Europea».
Insomma, la FAO punta il dito contro i consumi di carne, in particolare dell'Europa.
Secondo il database FAO nel 2003 (al momento per problemi tecnici è consultabile solo fino a quell'anno), nei paesi ricchi si usano come mangime 5 kg di cereali e altri vegetali per ogni kg di carne consumata.
Quando ci commuoviamo davanti alle carestie africane o ci indignamo per gli sprechi alimentari, pensiamo prima a quello che arriva sulla nostra tavola e cerchiamo di capire come anche noi siamo i responsabili della situazione attuale.
Tag: africa, agricoltura, cereali, FAO, povertà








1. leonardo, Giovedì 17 Dicembre 2009 ore 21:20
100 kg di grano 15 euro 100 kg di farina almeno 4 volte di piu', provate ad andare da un pizzaiolo o da un panettiere e chiedetegli quanto costa un sacco da 25 kg di farina tipo 0, io l'ho fatto a tarquinia nel mio paese dove ho un amico che fa il pizzaiolo ,risultato mi sembra 25 euro ma ci sono posti dove i risultati sono anche peggiori.la crisi del settore agricolo e' dovuta 1 alla speculazione di chi produce pane, pasta e farina.i prodotti vengono tagliati con cereali provenienti dall'estero di dubbia qualita' e tutti lo sanno2 l'ignoranza della gente che per comodita' compra prodotti senza sapere da dove vengono e chi li fa mettendo in condizione chi produce di fare la fame al contrario mulini e pastifici di speculare sul lavoro degli altri 3 i centri di lavorazione e vendita dei prodotti sono tutti della mafia, la mafia fa i prezzi degli ortaggi o le speculazioni sui cereali.Nessuno dice niente tanto le leggi servono soltanto per i comodi dei ladri e dei politici,gli agricoltori abbassano la testa e pensano che forse l'anno dopo sara' meglio,invece peggiore!i dazi sono ridotti a zero invece di aumentarli,per colpa di "quattro commercianti ladri e malfattori e mafiosi" facciamo soffrire tutta l'economia di un paese,ancora dopo trent'anni di sbagli nel settore agricolo nessuno ai vertici e' riuscito a cambiare qualcosa,manca poi lo strato sociale e il menefreghismo collettivo.terreni di proprieta' ancora di altri che non fanno i coltivatori (dottori,avvocati,baristi,mafiosi e altro) dopo anni non siamo riusciti a formare una generazione di professionisti dell'agricoltura.realta' locali e frammentate ,eta' avanzata dei coltivatori media 60 anni, podere medio italiano circa 7 ettari contro i 50 di francia e i 400 i canada!mancati controlli della finanza (corrotta) e anti trust.secondo me l'unica cosa che puo' mettere le cose a posto e spero un giorno avvenga e "la fame",i miei al tempo di guerra se la ricordano la coda per 100g di pane muffo. io mi vergogno di essere italiano quando lo dico a uno straniero!