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Si sente spesso dire che in Italia non c'è molto vento e che l' energia eolica potrà dare un contributo marginale alla produzione di elettricità, a differenza di quanto accade nei paesi nordici. Questo in realtà non è vero, dal momento che anche il nostro paese possiede una discreta quota del proprio territorio in cui il vento soffia ad una velocità utile per la produzione di energia.
Più che di velocità del vento, è comunque bene parlare di producibilità specifica, ovvero del numero di ore equivalenti all'anno in cui un dato generatore funziona a piena potenza. La producibilità si calcola dividendo l'energia prodotta in un anno (MWh) per la potenza installata (MW).
Come ho illustrato in questo post , l'attuale producibilità italiana è di circa 1850 ore (pari a oltre il 20% del tempo totale annuo), non molto più bassa delle 2150 h della Danimarca e sicuramente più alta delle 1200 h della Germania (dati UE ).
Ma qual è la potenzialità dell'eolico in Italia? Ovvero, quanta energia potremmo ragionevolmente ricavare dal vento? Secondo uno studio effettuato dal CESI, in Italia ci sono 62000 km² di territorio in cui la producibilità del vento supera le 1750 h.
Ipotizzando, come si fa in questo documento, di installare 50 MW di eolico per ogni 100 km² di territorio produttivo, si raggiungerebbe una potenza complessiva di 31 GW e una produzione annua di circa 60 TWh, pari al 19% del fabbisogno elettrico italiano (leggi sotto per i dettagli). Niente affatto male, direi. E' inoltre possibile aggiungere almeno altri 10 TWh di energia eolica off-shore cioè da generatori posti in mare. Ma, come diceva Michael Ende, questa è un'altra storia e si dovrà raccontare un'altra volta...
Vedi anche gli altri post della serie Energia Eolica
La tabella sottostante illustra le potenzialità dell'energia eolica nelle regioni italiane. La fonte dei dati è uno studio del CESI. Per ogni regione sono state considerate le aree in cui la producibilità specifica p è superiore alle 1750 h; il calcolo è fatto su due diverse aree: quelle con 1750 h<p<2000 h e quelle con p>2000 h. Per brevità, ho riportato in tabella solo i valori totali riguardanti entrambe le aree.
Gli autori dello studio hanno ipotizzato di installare in queste regioni una potenza di 50 MW ogni 100 km², pari a 17 torri eoliche da 3MW. Nella spartizione dell'energia del vento una volta tanto il sud fa la parte del leone, dal momento che potrebbe pordurre circa l'86% dell'energia; l'11% verrebbe prodotto dal centro, mentre il nord contribuirebbe solo con poche briciole.
Ci sono dati sulla potenzialità del vento sui monti del veneto?
Ad esempio altopiano di Asiago e/o massiccio del Grappa?
Grazie per la segnalazione. Ho parlato del kitegen circa un anno fa ed ho conosciuto personalmente Massimo Ippolito con cui ho avuto l'opportunità di parlare abbastanza a lungo. Si tratta di un'idea straodinaria, ma che ha ancora bisogno di un po' di tempo per crescere.
Nella figura in alto ho in effetti scritto "eolico terrestre", per distinguerlo non solo dall'off-shore, ma anche dall'eolico di alta quota o kitegen. Quest'ultimo potrebbe in effetti fornirci la rimanente parte di fabbisogno elettrico nazionale, in tempi che credo non siano però ancora ben definiti.
Dopo un anno è sicuramente ora di scriverci un altro post...
avrai già visto immagino,
cmq ti segnalo
http://paroleverdi.blogosfere.it/2008/04/il-progetto-kitegen.html
Complimenti per la puntualità nella pubblicazione
blog sempre in anticipo sulle news
buon lavoro
alle 01:31
Marco Pagani
Seguendo questo link (è un po' lento) è possibile vedere la mappa della producibilità per le varie zone d'Italia.
Il Veneto nel suo complesso non ha molto vento. Dalla tabella riportata nel post si vede che ci sono solo 57 km² con producibilità superiore a 1750 h.
Basterebbero comunque per metterci almeno un impianto da 50 MW.