I cereali sono per gli uomini, gli animali, o le auto?
Pubblicato da Marco Pagani alle 09:28 in Alimentazione, Economia e ambiente, Sviluppo "insostenibile"
Abbiamo parlato dei forti aumenti del prezzo dei cereali che si stanno verificando in varie parti del mondo e che stanno colpendo soprattutto i paesi più poveri. Il grafico qui sopra ci aiuta a fare luce sulla questione.
Nel 2007 sono stati prodotti 2120 milioni di tonnelate di cereali; di questi solo la metà sono stai destinati all'alimentazione umana. Il resto viene utilizzato come mangime per gli animali, biocombustibile, oppure viene semplicemente sprecato.
Il Presidente Prodi è intervenuto con un articolo su Repubblica, Il mondo senza cibo, un disastro evitabile, in cui prende posizione in modo molto netto contro i biofuel, perchè
- hanno un "bilancio energetico solo marginalmente positivo o addirittura negativo";
- sono responsabili di "mettere in conflitto il cibo con il carburante ".
- "il grano richiesto per riempire il serbatoio di un SUV con etanolo è sufficiente per nutrire una persona per un anno"
Tutti questi argomenti sono stati trattati su Ecoalfabeta oltre un anno fa, come è possibile vedere cliccando sui link precedenti. Peccato che Prodi abbia letto i post solo adesso... :-)
Se giustamente ci scandalizziamo perchè il 5% dei cereali del mondo finiscono nei serbatoi delle automobili invece che negli stomaci degli affamati, che dire allora di quel 36% che invece va a ingrassare gli animali da allevamento?
I cereali prodotti sul pianeta potrebbero oggi sfamare più o meno 10 miliardi di persone: perchè quindi nel 21° secolo dovrebbero ancora esistere le parole fame, carestia, malnutrizione?
Pensateci la prossima volta che vi sedete a tavola: mangiare meno carne (o meglio ancora non mangiarne affatto) diventa sempre di più una scelta di altissimo valore etico, ambientale e politico.
Per finire, vorrei precisare che non sto auspicando un pianeta con 10 miliardi di homo sapiens. Non per niente qualche riga più sopra ho scritto oggi in corsivo: in un domani non troppo lontano, potremmo avere meno disponibilità di concimi di origine fossile e quindi sognarci di avere rese agricole così elevate. Quindi, meglio non cerscere troppo.








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