L'unico orso buono è un orso morto?
Pubblicato da Marco Pagani alle 13:38 in Ecosistemi sotto stress
[I commenti sulle elezioni e sul futuro energetico - climatico - ambientale dell'Italia richiedono un po' di riflessione. Preferisco occuparmi degli orsi bruni]

Gli svizzeri hanno premeditato e pianificato l'uccisione dell'orso JJ3, ritenuto "troppo pericoloso per l'uomo". L'orso apparteneva ad una pericolosa famiglia di ribelli: il fratello JJ1 è stato giustiziato due anni fa in Germania, mentre per la madre Yurka gli italiani sono stati più clementi, dal momento che l'hanno semplicemente condannata ad una lunga pena detentiva.
Cosa significa che JJ3 era un "orso pericoloso"? Non viene riferito nessun comportamento aggressivo da parte sua, nessun umano è stato minacciato o ferito, nè di proposito, nè accidentalmente.
«E' stato definito un orso problematico - scrivono gli animalisti - ma per poterlo uccidere deve diventare un orso pericoloso. Per ottenere ciò basta alimentare la fobia dell'orso aggressivo e pericoloso».
Le alpi e gli appennini ospitano decine e decine di orsi di cui non si parla mai. Gli orsi di questa famiglia hanno avuto l'unica colpa di essere stati un po' troppo intraprendenti e di aver gironzolato troppo nel "nostro territorio". Dal momento che noi ci arroghiamo il diritto di circolare in tutti i territori, forse sarebbe opportuno mostrare un po' di tolleranza verso le altre specie...
Non so se la cosa corrisponda a verità, ma qualcuno una volta mi ha detto che gli orsi non dovrebbero mai assaggiare il cibo umano altrimenti in qualche modo "impazziscono" e lo cercano nuovamente (forse la storia dell'orso yoghi ha un fondo di verità...).
Sarebbe inoltre una buona cosa che i media non si occupassero solo degli orsi "pericolosi", ma ci parlassero ogni tanto anche di quelli che non danno mai problemi e del loro ruolo nell'ecosistema del mondo. Dal momento che anche questo blog è una minima parte dei media, inizierò a farlo.







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