I rigassificatori? Sostanzialmente inutili

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Forse è ora di dire con una certa enfasi quello che pochi hanno l'onestà intellettuale di affermare: costruire rigassificatori in Italia è un'opera sostanzialmente inutile

La mappa qui a fianco (i dati sono stati ricavati da questo documento dell'AEEG,clicca per ingrandire)   mostra, in rosso, l'unico rigassificatore esistente (Panigaglia, SP), con una capacità di 3,5 km³/anno, in verde i tre rigassificatori approvati (anche se quello di Brindisi è per ora stoppato) con una capacità di 20 km³/anno.

Esistono poi ben 10 progetti di nuovi rigassificatori (più un ampliamento), con una capacità di oltre 100 km³/anno (in azzurrosulla mappa). Solo una parte di questi progetti verrà approvato: dipende chi, tra Edison, Exxon, BP, Shell, Enel, Gas de France ecc. risulterà più "convincente".

La mappa ci dà comunque un'idea della valanga di impianti che potrebbero spuntare al largo delle coste italiane.

Mettendo da parte il pur importante argomento della sicurezza e dell'impatto ambientale, chiediamoci: servono davvero tutti questi rigassificatori? 

Liq%20e%20rigas%20nel%20mondo2.jpgSembra che nell'immaginario collettivo i rigassificatori creino il gas dal nulla, mentre non fanno altro che fare evaporare gas precedentemente liquefatto presso i siti di estrazione.

Diamo un'occhiata al grafico qui a fianco (dati della California Energy Commission). Oggi ci sono nel mondo 26 impianti di liquefazione e 60 di rigassificazione: un rapporto di 1 a 2,3.

Tenendo conto di quelli in costruzione e in progetto il rapporto scende a quasi 1 a 2,7.

Insomma le potenze industriali storiche o emergenti fanno a gara a costruire rigassificatori sperando di assicurarsi una maggiore fetta di gas. In questo modo,  le navi attraccheranno ai moli di chi pagherà il prezzo più alto disertando  i rigassificatori dei mercati meno "attraenti".

Detto altrimenti, potremmo anche avere una grande capacità di rigassificazione, ma non è detto che potremo permetterci di pagare il gas liquefatto al prezzo medio di mercato.

Andiamo infine a fare i conti in tasca all'unico impianto di rigassificazione italiano, quello di Panigaglia costruito nell'area (di grande valore paesaggistico) di Portovenere. Non si tratta di indiscrezioni, dal momento che si trovano sul bilancio 2007 della società che lo gestisce, la GNL Italia. Ho aggiornato i dati al 2008 (grazie per la segnalazione, Valentina!)

 Indicatori  2005  2006   2007 

 2008

 Gas trattato (km³)
 2.49   3.13    2.38 

 1.52

 Utile netto (M€)
  9.15   7.77    5.20 

 1.97

 Indebitamento finanziario (M€)
  9.49 14.57 19.66 

 14.04

Non sono un esperto di bilanci, ma credo che chiunque possa notare che l'impianto opera ben al di sotto della sua capacità nominale di 3,5 km³, mentre i dati economici e finanziari non fanno certo pensare a un comparto giovane e in crescita

Se l'unico rigassificatore italiano ha questa performance, chissà quale interesse hanno le multinazionali a costruirne così tanti…

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