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Il bel paese di cemento /1 14 tonnellate a testa in 20 anni

Mercoledì 28 Maggio 2008, 10:25 in Impatto ambientale, grandi progetti, prodotti e consumi di

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Nel post L'età del cemento ho mostrato come questo materiale grigio, granuloso e bruttino potrebbe aspirare a dare il nome alla nostra epoca.

Qual è invece la situazione italiana? Per il cemento l'Italia è all'avanguardia: 800 kg a testa in più ogni anno, esattamente il doppio della media mondiale! 

Provate a immaginarvi 16 sacchi da 50 kg (moltiplicati per il numero di membri della famiglia) davanti alla vostra porta di casa, ogni anno.

Come si vede dal grafico in alto, siamo al secondo posto in Europa. Abbiamo guidato la classifica fino al 2005, ma poi la Spagna ci ha superati.

Una delle solite domande da lettore operaio: come è possibile che i tre più importanti e "sviluppati" paesi europei abbiano una produzione di cemento minore della nostra? Germania e Francia producono 400 kg a testa ogni anno, il Regno Unito addirittua solo 200.

Una modesta proposta. Non potremmo iniziare a pensare di "alleggerire" la nostra economia iniziando a dirottare gli investimenti su cose diverse dal cemento?  

Leggi anche L'età del cemento e tutti i post della serie Il bel paese di cemento:

  1. 14 tonnellate  a testa in 20 anni
  2. L'effetto tangentopoli
  3. L'ecoefficienza non riduce i consumi
  4. Aumentano le emissioni di CO2

 

Negli ultimi 20 anni abbiamo prodotto qualcosa come 825 milioni di tonnellate di cemento, più o meno  14 tonnellate a testa o 5 m³. L'anno scorso riportavo un dato di 53 m³ di cemento costruiti in 10 anni; il dato era fornito da Asor Rosa in un articolo di Repubblica.

Quando ho scritto quel post non ero in città e non ho avuto tempo di controllare; analizzando ora i dati, mi rendo conto che il numero fornito da Asor Rosa non poteva essere cemento. Si tratta allora di calcestruzzo? Dal momento che nel calcestruzzo il cemento è solo il 20%, passeremmo a circa 25 m³ in 20 anni, il che è sempre assai meno di 53 m³ in 10 anni.

Morale: quando i letterati citano numeri, andare sempre con i piedi di piombo! :-)

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