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Le insostenibili fantasie nucleari di C. S.

Sabato 24 Maggio 2008, 13:17 in Nucleare di

Scajola%20nucleare.jpg

Uno degli uomini forti del nuovo esecutivo, il ministro dello sviluppo economico C.S. (gli altri due uomini forti sono naturalmente A.M. e G.T.) ha incantato la platea dei confindustriali invocando il ritorno del nucleare. "Nuove centrali nucleari costruite entro 5 anni" titola ottimisticamente Repubblica.  In realtà secondo il ministro si tratta solo di porre entro cinque anni la prima pietra delle centrali. Una pietra probabilmente di tipo cartaceo, dal momento che è piuttosto improbabile che si riesca ad aprire anche uno scampolo di cantiere in un tempo così breve.

Le promesse di C.S. mi hanno fatto venire in mente un'osservazione ascoltata al convegno ASPO di Torino (se chi ha fatto l'osservazione vuole palesare la sua identità, lo può fare nei commenti): è assai difficile che dalle future centrali nucleari italiane esca anche un solo kWh di energia, ma invece è assai probabile che si investano un sacco di miliardi in cemento e infrastrutture. E naturalmente è questo ciò che fa gongolare maggiormente gli industriali: come nel caso degli inceneritori o dei rigassificatori, appalti sicuri senza rischio di impresa.

Mi permetto di formulare alcune considerazioni. Chissà che il signor C.S. non si trovi un giorno a leggerle... 

  1. Prima di partire lancia in resta con le nuove centrali, i ministri dovrebbero forse risolvere il problema delle (al momento poche) scorie nucleari presenti nel nostro paese. Nessuna regione italiana le vuole. Vorrebbero mandarle negli USA, ma là non ne vogliono sapere; la nostra monnezza radioattiva non gli interessa.
  2. La ricetta di C.S. prevede il passaggio dalla dipendenza dal petrolio a quella (anche se parziale) dall'uranio; non è un grande affare, sarebbe come passare dall' eroina al metadone.
  3. Come si spiega anche nel comunicato ASPO-Italia, le risorse (non rinnovabili) di Uranio sono estremamente limitate e potrebbero mantenere in vita l'attuale parco centrali per qualche decennio.
  4. Già oggi esiste un forte squilibrio tra domanda e offerta: si producono circa 40 mila t all'anno che rappresentano solo il 55% del fabbisogno. Si sopperisce ad una parte delle esigenze di combustibile smantellando vecchie testate sovietiche, ma queste prima o poi finiranno.
  5. Sa il ministro che il prezzo dell'Uranio è oggi 7 volte più alto che nel 2004? Si è passati da da 20 a 150 $/kg (prezzo U3U8)
  6. SWu%20mondo.jpgSa il ministro che il costo dell'arricchimento dell'Uranio è quasi raddoppiato dal 2001?, passando dagli 80$/SWU ai 150 $/SWU di oggi (SWU, separative working unit è un indicatore dell'energia necessaria per arricchire una data quantità di uranio fino ad essere reactor grade, se ne parla in questa voce di Wikipedia).
  7. Sa che l'attuale capacità lavorativa degli stabilimenti di arricchimento sta diventando inferiore alla domanda? (vedi grafico a destra, fonte p. 5)
  8. Last but not least, questo governo è così convinto che gli USA si fideranno degli italiani e ci lasceranno gingillare con materiale radioattivo?

Leggete anche l'ottimo e complementare post di Cambi sull'argomento.

Parole Verdi ci fa sapere che Amory Lovins ha scritto su Newsweek un articolo assai interessante su nucleare e rinnovabili. Nel 2007 le fonti di energia rinnovabile hanno attratto finanziamenti per oltre 70 miliardi di $. E il nucleare? Assolutamente zero. Il motivo secondo Lovins è sostanzialmente economico. La non affidabilità dell'energia rinnovabile è un mito mentre l'inaffidabilità dell'energia nucleare è del tutto reale.

5
5 commenti
5
26 Mag 2008
alle 09:57

Roberto

La percezione è proprio quella, che l'importante sia avviare gli appalti. Poi si troverà un capro espiatorio per giustificare il fallimento.In questo modo però partiremo in ritardo anche con le energie rinnovabili. Criticare la sostenibilità di un progetto non significa essere contro il progresso, ma il progresso deve avanzare di pari passo con la civiltà, che a sua volta significa anche rendere ottimale l'ambiente in cui viviamo.

Ridurre i consunsumi no !? 

4
24 Mag 2008
alle 22:48

Marco Pagani

Antonello, l'articolo su Wikipedia è veramente ottimo! Spero di riuscire a studiarlo con la dovuta calma. Mi sembra di capire che tu suggerisci che l'aumento del costo del SWU è dovuto all'aumento del petrolio. In effetti la cosa è più che plausibile.

Ho dovuto cancellare il commento n.4 (quello che si trovava al posto di questo), perchè non pertinente all'argomento del post e tendente verso lo spam. Spero di non dover più ricorrere a questa attività di moderazione dei commenti, dal momento che di solito pubblico tutto, critiche comprese.

3
24 Mag 2008
alle 21:21

Antonello

Già... Ma quanto petrolio è stato usato poi per estrarre, triturare, ed arricchire 1gr di Uranio pronto all'uso?

Il nucleare è ormai roba da cavernicoli. Vi lascio questo interessante link:

http://it.wikipedia.org/wiki/Abbandono_dell'energia_nucleare

2
24 Mag 2008
alle 18:07

Marco Pagani

Non sono così sicuro che i politici "sappiano"; ad esempio mi è stato segnalato questo video spassosissimo in cui il signor B. dimostra di non sapere nemmeno l'ABC del nucleare...

Sono d'accordissimo che ai politici (a molti, almeno) interessano solo gli appalti, ma credo che alcuni di loro siano davvero convinti che costruire una centrale nucleare risolverà magicamente tutti i nostri problemi. E perchè?

Perchè non capendoci niente chiedono ai consiglieri. E qual è il consigliere che fa più carriera? Quello che dice esattamente quello il principe vuole sentirsi dire.

1
24 Mag 2008
alle 17:07

Chabba

In questo post è presente un errore di fondo: si ragiona sul fatto che i nostri politici siano ignoranti e invece no, queste cose le sanno benissimo, è solo che a loro interessa altro.

Interessa rimandare il problema, avviare gli appalti, lubrificarli e lubrificarsi e poi incamerare profitti il prima possibile in attesa dei tempi bui. Tempi bui per noi mica per loro. 

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