Ambienti, scienza e varia umanità
Uno degli uomini forti del nuovo esecutivo, il ministro dello sviluppo economico C.S. (gli altri due uomini forti sono naturalmente A.M. e G.T.) ha incantato la platea dei confindustriali invocando il ritorno del nucleare. "Nuove centrali nucleari costruite entro 5 anni" titola ottimisticamente Repubblica. In realtà secondo il ministro si tratta solo di porre entro cinque anni la prima pietra delle centrali. Una pietra probabilmente di tipo cartaceo, dal momento che è piuttosto improbabile che si riesca ad aprire anche uno scampolo di cantiere in un tempo così breve.
Le promesse di C.S. mi hanno fatto venire in mente un'osservazione ascoltata al convegno ASPO di Torino (se chi ha fatto l'osservazione vuole palesare la sua identità, lo può fare nei commenti): è assai difficile che dalle future centrali nucleari italiane esca anche un solo kWh di energia, ma invece è assai probabile che si investano un sacco di miliardi in cemento e infrastrutture. E naturalmente è questo ciò che fa gongolare maggiormente gli industriali: come nel caso degli inceneritori o dei rigassificatori, appalti sicuri senza rischio di impresa.
Mi permetto di formulare alcune considerazioni. Chissà che il signor C.S. non si trovi un giorno a leggerle...
Leggete anche l'ottimo e complementare post di Cambi sull'argomento.
Parole Verdi ci fa sapere che Amory Lovins ha scritto su Newsweek un articolo assai interessante su nucleare e rinnovabili. Nel 2007 le fonti di energia rinnovabile hanno attratto finanziamenti per oltre 70 miliardi di $. E il nucleare? Assolutamente zero. Il motivo secondo Lovins è sostanzialmente economico. La non affidabilità dell'energia rinnovabile è un mito mentre l'inaffidabilità dell'energia nucleare è del tutto reale.
Antonello, l'articolo su Wikipedia è veramente ottimo! Spero di riuscire a studiarlo con la dovuta calma. Mi sembra di capire che tu suggerisci che l'aumento del costo del SWU è dovuto all'aumento del petrolio. In effetti la cosa è più che plausibile.
Ho dovuto cancellare il commento n.4 (quello che si trovava al posto di questo), perchè non pertinente all'argomento del post e tendente verso lo spam. Spero di non dover più ricorrere a questa attività di moderazione dei commenti, dal momento che di solito pubblico tutto, critiche comprese.
Già... Ma quanto petrolio è stato usato poi per estrarre, triturare, ed arricchire 1gr di Uranio pronto all'uso?
Il nucleare è ormai roba da cavernicoli. Vi lascio questo interessante link:
http://it.wikipedia.org/wiki/Abbandono_dell'energia_nucleare
Non sono così sicuro che i politici "sappiano"; ad esempio mi è stato segnalato questo video spassosissimo in cui il signor B. dimostra di non sapere nemmeno l'ABC del nucleare...
Sono d'accordissimo che ai politici (a molti, almeno) interessano solo gli appalti, ma credo che alcuni di loro siano davvero convinti che costruire una centrale nucleare risolverà magicamente tutti i nostri problemi. E perchè?
Perchè non capendoci niente chiedono ai consiglieri. E qual è il consigliere che fa più carriera? Quello che dice esattamente quello il principe vuole sentirsi dire.
In questo post è presente un errore di fondo: si ragiona sul fatto che i nostri politici siano ignoranti e invece no, queste cose le sanno benissimo, è solo che a loro interessa altro.
Interessa rimandare il problema, avviare gli appalti, lubrificarli e lubrificarsi e poi incamerare profitti il prima possibile in attesa dei tempi bui. Tempi bui per noi mica per loro.
alle 09:57
Roberto
La percezione è proprio quella, che l'importante sia avviare gli appalti. Poi si troverà un capro espiatorio per giustificare il fallimento.In questo modo però partiremo in ritardo anche con le energie rinnovabili. Criticare la sostenibilità di un progetto non significa essere contro il progresso, ma il progresso deve avanzare di pari passo con la civiltà, che a sua volta significa anche rendere ottimale l'ambiente in cui viviamo.
Ridurre i consunsumi no !?