Ambienti, scienza e varia umanità
Era nucleare? Era informatica? Era spaziale? La nostra epoca sarà piuttosto ricordata in futuro come l'età del petrolio e del cemento. Se per il petrolio siamo tutti d'accordo, forse non ci rendiamo del tutto conto di quanto il cemento caratterizzi l'attuale civiltà industriale.
Forse non tutti sanno che a partire dall'inizio del XX secolo abbiamo utilizzato qualcosa come 55 miliardi di tonnellate di cemento, una quantità più o meno paragonabile a tutto il ferro estratto dalle miniere (i dati provengono dal formidabile sito USGS, quello che abbiamo utilizzato per studiare il picco dei minerali, per intenderci).
Questo numero preso in sè potrebbe non dirvi molto: per rendere di più l'idea si potrebbe dire che equivale a
Il grafico in alto mostra l'irresistibile crescita cementizia (si tratta della produzione annua) sulla superficie del pianeta, appena intaccata dalle crisi economiche e geopolitiche che hanno squassato il '900. Nel 1990 se ne produceva il doppio che nel 1970. Da allora questa quantità è cresciuta di oltre due volte e mezzo.
E' stupefacente il fatto che l'uso del cemento cresce più in fretta della popolazione mondiale; come si vede dal grafico qui sopra, la produzione annua pro capite è passata da 50 kg a testa nel 1950 a quasi 400 nel 2007.
In questo il cemento batte il petrolio, dal momento che la produzione pro capite di greggio ha avuto un picco di 740 kg per persona nel 1979 ed ora è più o meno stabile intorno ai 600 kg.
Davvero pensiamo di poter continuare a lungo con questo tenore di vita?
Leggi tutti i post della serie Il bel paese di cemento:
[A vil]. Posterò un grafico sul petrolio pro capite. Qui non l'ho messo per non appesantire troppo.
[A Luca] L'osservazione sul bitume è assai interessante. Con il petrolio facciamo le strade,gli pneumatici, la plastica delle auto e la benzina che mettiamo nei serbatoi. Tutto diventerà più caro e più scomodo in futuro, e anche asfaltare una strada sarà forse un lusso... meglio, si ridurranno il numero delle nuove bretelle, pedemontane e raccordi...
Io invece mi chiedo: ma assieme al picco del petrolio, ci sarà il picco delle strade (del bitume)? e se così sarà, che senso ha cercare di creare veicoli elettrici da far girare su strada?!
Sono domande idiote, me ne rendo conto...molto probabilmente il bitume sarà l'ultimo dei pensieri, ma la questione me la son posta da qualche tempo.
Saluti
scusa la frettolosità, hai messo giustamente il cemento procapite.. allora rimane per gli altri picchi
qualcuno ha voglia di creare grafici correlati fra i picchi e la popolazione? qui per ex usiamo tanto cemento, ok ma quanto a testa? 100 anni fa quanto cemento si aveva a testa? idem per petrolio e simili.
Se si considera che questa crescita del cemento va di pari passo col consumo dei suoli moto spesso terreni fertili e coltivabili anzi proprio le zone migliori vengono intaccate per prime c'è di che essere davvero preoccupati, anche perchè si tratta anche in questo caso di una risorsa non rinnovabile, visto che una volta che si è costruito quel luogo è perso da quel punto di vista per qualche migliaio di anni.
alle 23:52
Luca Lombroso
Marco, complimenti
è sorprendente come la produzione di cemento è simile alle emissioni totali di carbonio (attenzione, emissioni totali, non cencentrazioni).
Per ora però nessuno sembra pensare di fermarsi di fare bretelle. Fra un po serviranno ma per..tener su i pantaloni, temo!