Ambienti, scienza e varia umanità

[Fatti e misfatti su Uranio e dintorni. Ciò che difficilmente arriva nei media italiani. Leggi in sintesi i problemi del nucleare e tutti i post della serie Criticità nucleare.]
(5) Regno Unito: problemi con le scorie nucleari scozzesi.
Sette sottomarini nucleari, imbarazzante scheletro nell'armadio dei tempi della guerra fredda, si trovano presso la base di Rosyth in Scozia e devono essere smantellati. La Scottish Environment Protection Agency ha dato l'OK perchè tutte i componenti vengano mandati in Svezia per essere fusi, decontaminati e riutilizzati (ci troveremo con qualche scatola di piselli "da sottomarino"?). I residui contaminati dovrebbero ritornare alla discarica nucleare di Drigg, presso Sellafield.
Le municipalità locali sono contrarie al rischio di un incidente in mare; la destinazione dei rottami radioattivi si trova sul Baltico, uno dei mari più contaminati del mondo. Altri invocano giustamente il principio di prossimità, per cui i rifiuti radioattivi scozzesi dovrebebro essere trattati e conservati in Scozia.
Non è la prima volta che questi vecchi sottomarini fanno parlare di sè; qualche mese fa è stata scoperta una falla delle dimensioni di un pugno nello scafo di uno di essi.
(6) USA - Yucca Mountain: entrerà mai in funzione il deposito?
Il progetto di stipare le 77000 tonnellate di scorie nucleari USA sotto la Yucca Mountain non vedrà la luce facilmente. Secondo un giornale del Nevada , l'apertura del deposito non è più prossima di quanto lo fosse 20 anni fa.
Il deposito porterebbe un notevole arricchimento alle casse dello stato. Per comprarsi l'appoggio del Nevada, il governo federale ha promesso un centro di medicina nucleare, un treno alta velocità Los Angeles - Las Vegas e un acceleratore di particelle, ma il governo locale ha sempre declinato l'offerta. Chissà perchè...
Per la realizzazione del deposito dieci anni fa erano stati spesi 6 miliardi di $ e se ne prevedevano altri 48 miliardi. Oggi il conto è salito a 80 miliardi.
(7) USA - Il National Catholic Weekly prende posizione contro l'energia nucleare.
Il settimanale cattolico USA smonta uno per uno cinque miti relativi all'energia nucleare (è pulita, è economica, è sicura, è necessaria, non causerà proliferazione di armi) e si chiede "perchè l'attuale amministrazione dà invece tutto il suo supporto all'alternativa nucleare, più costosa e rischiosa?" Da fare leggere ai teocons italiani...
Non credo di avere mai affermato che non si costruiscono più centrali nel mondo. Nel post Il picco delle centrali nucleari ho mostato invece come in Europa si sia raggiunto il picco della nuova potenza nucleare installata nel 1984, dopodichè si sono aperte sempre meno centrali. Negli USA tutte le centrali in esercizio hanno iniziato la costruzione prima del 1978.
I reattori in costruzione sono solo l'8% di quelli esistenti. Non sembra esattamente un settore in rapida crescita...
Se si fanno le cose in grande si spende semplicemente di più. Non ci sono economie di scala. Il punto è che il nucleare ha enormi costi di investimento e i privati sono riluttanti a rischiare in questo settore. Il nucleare funzionava quando c'erano compagnie elettriche di stato sussidiate; con il libero mercato dell'energia il nucleare ha vita dura. Anche negli USA nessuno si era arrischiato ad accettare di costruire nuove centrali finchè non sono state in parte sussidiate dallo stato.
Il rischio di incidente in un centrale segue la famosa "curva a vasca da bagno"; all'inizio è alto (perchè alcuni impianti sono stati fatti male) e c'è una idscreta mortalità infantile, dopodichè il rishcio si abbassa fino a un valore minore (che non è mai zero!) durante la vita operativa; dopo i 40 anni la curva torna a rialzarsi e il rishchio di incidenti ritorna ad essere elevato, per cui non è detto che alla centrale venga dato il permesso di continuare. Non basta cambiare dei pezzi, la centrale è così complicata che è più o meno come un organismo. Quando invecchia, non può ringiovanire. Se si volessero cambiare tutti i pezzi, costerebbe assai meno farne un'altra.
Avrei delle domande: perchè molti dicono che nessuno più costruisce centrali nucleari nel mondo? Secondo questa pagina è vero il contrario,36 reattori in costruzione l'anno scorso nel mondo e 93 pianificati a maggio 2008. Guardate la cina, sembra qusi che sia stia facendo "la scorta". Lasciamo stare gli usa che stanno semplicemente rimpiazzando le centrali che si smantellano. Come funziona? Per i paeselli come l'italia che vorrebbe 3-4 centrali non è conveniente mentre se si fanno le cose in grande l'uranio è più ammortizzabile? Io sono appunto contrario per l'italia, con tutte queste centrali in costruzione il prezzo dell'uranio schizzerà alle stelle e per 4 centrali non ne vale la pena. Chi mi aiuta a capire?
Ah, un'altra cosa: come mai la vita di una centrale nucleare è così bassa? Cos'è che si usura? non è possibile "cambiare i pezzi"? immagino che se potessero l'avrebbero già fatto, ma qualcuno conosce la spiegazione?
alle 12:54
Hydraulics
@ roberto:
No, non è vero che nessuno costruisce più reattori. Però se guardi questa pagina (è una fonte ufficiale)
http://www.iaea.org/programmes/a2/
puoi notare come negli ultimi 10/15 anni si siano costruite in media 4 centrali al'anno, e quindi al momento non è visibile alcuna rinascita nucleare. Inoltre si nota che non esistono centrali in funzione con più di 41 anni di vita - un dato da ricordare quando si trova scritto che quelle nuove sono progettate per 60.
Ricordiamo che le centrali proposte sono come il ponte sullo stretto di Messina: finché non ci si può camminare sopra, rimangono sulla carta.
Riguardo all'invecchiamento e sostituzione di pezzi, credo che il problema dipenda dall'infragilimento delle strutture di contenimento (il famoso vessel) causato dal bombardamento nucleare; cambiare quello equivarrebbe in pratica a rifare una centrale.