Cerca
Blogosfere
Giu 0812

So long, Bobby, welcome, Barack!

Pubblicato da Marco Pagani alle 09:33 in Manifesto e commenti generali


RobertFKennedy_MartinLutherKingJr.jpg

Nel giugno di quaranta anni fa veniva assassinato negli USA Robert Kennedy. Nel seguito del post vi ripropongo la lettura del suo famoso discorso all'Università del Kansas in cui, prima di ogni altro, aveva iniziato a mettere in discussione il PIL come misura del progresso e della felicità.

Qui mi permetto alcune considerazioni personali. Quando Bob fu ucciso, ero troppo giovane per capire, ma la costernazione e il dolore dei miei genitori mi sono rimasti impressi indelebilmente.

Tante volte mi sono immaginato cosa avrebbero potuto essere  gli USA (e il mondo) se Robert Kennedy fosse diventato presidente al posto del malefico Nixon: la guerra in Vietnam sarebbe finita prima, avrebbe fatto la pace con l'Unione Sovietica, l'America Latina non sarebbe stata torturata, la crudele deregulation degli anni '80 (dovuta all'opera sanguinaria di Reagan&Tatcher) non sarebbe mai avvenuta... l 'immaginazione ci porta a pensare di tutto.

Forse Kennedy non avrebbe avuto la volontà politica o il potere di fare tutto questo. Con lui però sicuramente il mondo sarebbe stato un posto migliore. 

495px-Sen._Barack_Obama_smiles.jpgQuesto però non è (solo) un post di rimpianto. Oggi potrebbe avvenire quello che una mano omicida ha impedito nel 1968: un uomo dalla pelle scura, figlio di un immigrato africano, potrebbe diventare l'uomo più rilevante del pianeta.

In questo mondo in cui i "grandi uomini", come li chiamava Terzani, sono quasi tutti scomparsi (oggi credo ne sia rimasto uno solo), Barack Obama potrebbe segnare il ritorno ad una politica con una visione di futuro. E come ha detto Latouche a Torino,  «l'utopia ci dice che un'altro mondo è possibile, ci serve per uscire dall'incubo del presente. Senza utopia, la politica si riduce alla gestione delle cose.»

Obama ha una visione di futuro, è un uomo di pace, è attento ai problemi dei più deboli. Forse è l'ultima chance che il mondo ha di raddrizzare la rotta prima che sia troppo tardi.  

395px-Robert_Kennedy_speaking_before_a_crowd%2C_June_14%2C_1963.jpg«Non troveremo mai un fine per la nazione né una nostra personale soddisfazione nel mero perseguimento del benessere economico, nell’ammassare senza fine beni terreni.

Non possiamo misurare lo spirito nazionale sulla base dell’indice Dow- Jones, né i successi del paese sulla base del prodotto interno lordo (PIL).

Il PIL comprende anche l’inquinamento dell’aria e la pubblicità delle sigarette, e le ambulanze per sgombrare le nostre autostrade dalle carneficine dei fine-settimana.

Il PIL mette nel conto le serrature speciali per le nostre porte di casa, e le prigioni per coloro che cercano di forzarle. Comprende programmi televisivi che valorizzano la violenza per vendere prodotti violenti ai nostri bambini. Cresce con la produzione di napalm, missili e testate nucleari, comprende anche la ricerca per migliorare la disseminazione della peste bubbonica, si accresce con gli equipaggiamenti che la polizia usa per sedare le rivolte, e non fa che aumentare quando sulle loro ceneri si ricostruiscono i bassifondi popolari.

Il PIL non tiene conto della salute delle nostre famiglie, della qualità della loro educazione o della gioia dei loro momenti di svago. Non comprende la bellezza della nostra poesia o la solidità dei valori familiari, l’intelligenza del nostro dibattere o l’onestà dei nostri pubblici dipendenti. Non tiene contodella giustizia nei nostri tribunali, né dell’equità nei rapporti fra di noi.

Il PIL non misurala nostra arguzia né il nostro coraggio, né la nostra saggezza né la nostra conoscenza, né la nostra compassione né la devozione al nostro paese. Misura tutto, in breve, eccetto ciò che rende la vita veramente degna di essere vissuta.»

Robert Kennedy, Discorso all'Università del Kansas, 18 marzo 1968

(questa è la versione originale negli Archivi Kennedy

Trackback

Indirizzo di Trackback per questo post:
http://blog.blogosfere.it/mte/mt-tb.php?tb_id=121135

Commenti

1. Federico, Giovedì 12 Giugno 2008 ore 15:20

Su luogocomune.net vi è un video che tratta dell'omicidio di Robert Kennedy.

Ormai da quando ho Internet ho perso quell'ingenuità che mi permetteva di credere nella casualità. Credo ormai che tutti gli omicidi che vengono fatti passare per gesti folli sono quasi sempre pezzi di un disegno più grande. I Kennedy, Martin Luter King, forse lo stesso John Lennon...

Viviamo in un mondo in cui a governare sono i banchieri e le lobby di potere. chi vi si oppone è pericoloso e va eliminato.

Mi auguro con tutto me stesso che Obama possa farcela a contrastare tutto ciò. 

 

Ciao. 

2. Alessio, Giovedì 12 Giugno 2008 ore 21:34

Gran bel post, Kennedy era veramente un mito.

Forza Obama, yes we can!

3. angelo balzano, Domenica 16 Agosto 2009 ore 23:16

Un discorso nobile, di alta idealità. Profondo,vibrante e sempre attuale.

Infonde speranza in un mondo migliore e più umano.

Non sempre tutti gli uomini sono lupi degli altri,come pessimisticamente affermava Hobbes, ma c'è sempre in noi una scintilla che ci orienta verso il bene.

E' stato il discorso più ispirato tra tutti quelli dei fratelli kennedy.

Tanto da diventare un icona del ventesimo secolo.

Che consolazione ascoltarlo oggi, in un paese mai così degradato,corrotto, involgarito ed imbarbarito nella sua storia.

Dove cercare di far rispettare la legge è considerato spesso un atto sovversivo e dove molti governanti pur di fare il loro comodo ignorano e violano elementari principi di civiltà ed essenziali libertà democratiche fissate in tutte le carte costituzionali dei paesi civili.

Un paese guidato da un avventuriero eccezionalmente impudente che è proprio l'opposto di Bob Kennedy.

Ilquale  sta a lui come il nero sta al bianco e come il diavolo all'acqua santa.

L'ho sempre stimato moltissimo ed è stato più audace,coraggioso,coerente e profondo del fratello.

Quando era Ministro della Giustizia per essere rigoroso e coerente con la sua coscienza e con il ruolo, delicatissimo, che ricopriva si fece nemici acerrimi e mortali.

Primo fra tutti la potentissima mafia italo americana.

Che sfidò a viso aperto,senza compromessi.

Perciò il fratello maggiore non lo voleva nella sua squadra, tanto che il padre glielo dovette imporre.

I soliti disfattisti e relativisti hanno cercato di infangarlo attribueddogli una relazione con la povera Monroe.

Ma solo un cristiano cattolico vero può scegliere di avere undici figli a neppure quarant'anni di età.

Dopo la morte del fratello con encomiabile spirito di servizio alla collettività ed alla sua famiglia,ed anche allo scopo di accertare chi avesse organizzato l'omicidio del fratello, si candidò alla Presidenza. Pur sapendo molto bene a quali gravissimi pericoli andasse incontro.

Onesto e sensibile ai serissimi problemi del suo paese (mai così diviso, dilaniato e smarrito dalla questione razziale e dalla rovinosa guerra del Vietnam) ed ai gravissimi squilibri economici e sociali nel mondo che ne minavano seriamente la pace (compresi quelli dell'America latina che il fratello aveva trascurato), propose un progetto politico,economico e sociale, di respiro nazionale e globale, ancora più rivoluzionario e audace di quello preparato dal fratello.

Fu l'unico politico americano che ebbe lo straordinario coraggio di andare solo,senza scorta,sfidando la morte, incontro ai neri americani inferociti, nei loro ghetti, appena dopo l'assassinio di Martin Luther King.  

Il suo programma era così ardito ed irto di severissimi ostacoli da superare ed erano così numerosi i potenti nemici da combattere  che l'espressione del suo volto durante la campagna elettorale del 1968 era tanto tenace e decisa quanto segnata dal dolore e velata di tristezza.

Come se già presagisse il suo ineluttabile e tragico destino di vittima.

Ma non si tirò indietro e volle combattere per far valere i suoi ideali. E per realizzare la sua missione.

Lasciando,così, al mondo una traccia ed un esempio luminosi ed incancellabili.

Che grande Presidente sarebbe stato !

E cosa sarebbe stata l'America guidata da lui.

 Angelo Balzano.

 

Angrlo 

4. giacomo, Mercoledì 2 Settembre 2009 ore 10:44

mi dispiace deludervi( perchè anche ne sono rimasto deluso) ma obama è stato scelto da i grandi gruppi d'informazione e le multinazionali. basta guardare i suoi sponsor nella campagna elettorale e vedere cosa ha fatto con la Monsanto (fa l'orto a casa ma poi legalizza e regolarizza pesticidi e schifezze varie altamente impattanti) ciao a tutti e non guardatemi come il solito scettico perchè lo dico perche mi sono informato...ricordatevi che il cambiamento può arrivare solo dal basso, da noi. ancora ciao

Scrivi un commento

:

:

:

(facoltativo):

Attendere la pubblicazione del commento
Foto & Video
Post più letti
Ultimi commenti
Archivi

Mappa del blog

Tag
Profilo
Newsletter
Logo Blogosfere
Cronaca e Attualità
Cultura
Economia e Finanza
High Tech
Politica e Società
Scienza e Salute
Spettacoli
Sport e Motori
Style e Fashion
Tempo libero

Speciali
In cerca d'autore
  • Vuoi curare uno dei nostri blog in cerca d'autore? Per conoscere i blog liberi scrivici a bloggers@blogosfere.it
Business Blog
Ultime di Scienza - Salute
Ultime da Blogosfere
Link utili
Partner tecnici
  • Logo SixApart
  • Logo MySyndicaat