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Una lavatrice senz'acqua?

Mercoledì 11 Giugno 2008, 10:23 in Acqua, Tecnologia e ambiente di

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Sta destando un certo scalpore la ricerca patrocinata dall'Università di Leeds per una lavatrice a bassissimo consumo di acqua. Ne ha parlato ieri anche Repubblica.

Il processo sviluppato dall'azienda Xeros consociata all'università, prevede l'uso di una sola tazza di acqua per ciclo di lavaggio per bagnare i capi; lo sporco verrebbe poi catturato da mini granuli di plastica di 5 mm di diametro. In questo modo si risparmierebbe acqua e il bucato uscirebbe quasi asciutto.

Vi confesso che sono sempre un po' infastidito quando leggo di questa o quella invenzione che risolverà tutti i nostri problemi; sembra che non riusciamo mai ad uscire dalla sindrome del deus ex machina e desidereremmo tanto liberarci delle costrizioni termodinamiche che regolano il nostro universo... 

Ora, la miracolosa lavatrice inglese necessita di ben 20 kg di granuli per poter funzionare. Sembra che essi possano catturare lo sporco per 100 lavaggi. Si tratta quindi di un consumo equivalente di 0,2 kg di plastica a lavaggio.

Ma quanta energia e quanta acqua servono per produrre questa plastica?

Non sappiamo di quale polimero si tratti, per cui facciamo un calcolo indicativo con il PET (quello delle bottiglie). Sul sito di Plastic Europe esiste una Life Cycle Analysis della produzione di PET (per trovarla, occorre una piccola caccia al tesoro, leggi oltre per i dettagli), da cui si scopre che per produrre un kg di PET occorrono 

  • 104 MJ, equivalenti a 2.4 kg di petrolio (e non 1,9 come si continua a scrivere su molti siti italiani)
  • 62 litri di acqua dolce (e non 17,5 come si scrive negli stessi siti) 

Se i granuli di Leeds avessero le stesse richieste idriche ed energetiche del PET, ogni lavaggio richiederebbe quindi  0,48  kg di petrolio (pari a circa 0,6 litri) e oltre 12 litri d'acqua. L'acqua "nascosta" potrebbe essere quindi assai di più di quella dichiarata.

Una lavatrice standard a basso consumo  (dati ENEA 2003 , magari oggi si fa anche di meglio) per un lavaggio a 60 °C consuma  da 0,4 a 0,5 litri di petrolio equivalente (assumendo un rendimento del 34% della filiera termoelettrica complessiva , from well to plug e un potere energetico di 9,46 kWh/dm³). Questo valore può scendere a un solo decilitro se si opta per un lavaggio a 30 °C, il che nella mia esperienza funziona benissimo... a meno che siate degli zozzoni!

Il gioco vale davvero la candela?

Teniamo in oltre conto del fatto che, se risparmiare acqua, è un proposito nobilissimo, il grosso dei nostri consumi non è dato dagli elettrodomestici, ma dall'agricoltura. Servirebbe a poco risparmiare su una lavatrice per poi dilapidare in costosi e inefficienti sistemi di irrigazione.

Questa è la pagina introduttiva delle LCA. Cliccando su Eco-profiles Report si aprono una serie di pagine in cui viene descritto il diagramma di flusso della produzione del PET. Si prosegue fino alla pagina 5 del diagramma e si clicca sull'ellisse con scritto PET bottles in basso a destra.

A questo punto si scarica un file zip , che contiene tra le altre cose un documento word e documenti excel con i dati citati sopra.

Facile, no?  Quando si dice trasparenza e facilità di comunicazione... 

5
5 commenti
5
30 Ott 2008
alle 16:06

Marco Pagani

Nel post c'era un errore relativo alle unità di misura: 104 MJ corrispondono a 2,4 kg di petrolio (e non 2,4 litri). Un lavaggio consuma quindi circa 0,48 kg di petrolio, corrispondenti a circa 0,6 litri (assumendo una densità di 0,8 kg/litro). Grazie per la segnalazione, ho già corretto l'errore.

Il post non prendeva in considerazione i consumi energetici della lavatrice con granuli di plastica, dal momento che non si hanno informazioni riguardo alla temperatura del lavaggio e in ogni caso la quantità di acuqa da riscaldare sarebbe piuttosto esigua. Ciò farebbe però solo ulteriormente pendere la bilancia a favore della lavatrice tradizionale. Concordo pienamente con l'ultimo commento. L'energia può essere rinnovabile, l aplastica non lo è per definizione.

4
30 Ott 2008
alle 14:39

domenico

Mi sembra ci sia un errore nei calcoli: se per ogni lavaggio la lavatrice utilizza 0,2Kg di plastica e per produrre un Kg di PET servono 2,4 litri di petrolio, allora per ogni lavaggio si utilizzano 0,2*2,4=0,48 litri di petrolio e non 0,7.

Comunque credo che questo quantitativo vada aumentato del corrispettivo di petrolio utilizzato per il funzionamento della lavatrice (l'energia elettrica utilizzata per riscaldare l'acqua usata direttamente e il motore -se c'è-), che invece mi sembra sia stato incluso nel calcolo per le lavatrici tradizionali.

E un'ultima considerazione: se si investisse di più in energie rinnovabili il consumo di petrolio equivalente delle vacchie lavatrici diminuirebbe (visto che l'energia elettrica sarebbe ottenuta da altre fonti), mentre la plastica della nuova lavatrice deriva da petrolio vero, che è destinato a finire.

3
11 Giu 2008
alle 11:59

Daniele

Per sapere cosa fanno le istituzioni in materia di ambiente, segnalo http://www.sherpatv.it, l'agenda delle istituzioni. Utilizzando il filtro "cosa", si possono vedere tutti gli appuntamenti politico istituzionali in materia.

2
11 Giu 2008
alle 11:41

Marco Pagani

La nuova lavatrice non usa detersivo e questo va a suo vantaggio. Tuttavia sto aggiornando il post, dal momento che ho ricontrollato i consumi di energia e acqua per produrre il PET e sono assai più alti di quanto normalmente viene riportato in Italia.

1
11 Giu 2008
alle 11:22

Mimmo

tu, però non hai tenuto conto del detersivo (la nuova lavatrice lo usa?) e aggiungerei che se si fa entrare acqua ricaldata da pannelli solari (cosa che io faccio) posso aumentare la temperatura del lavaggio e diminuire la dose di detersivo.

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