Ambienti, scienza e varia umanità
La ginestra (Spartium junceum) è una pianta arbustiva dal fusto flessibile e tenace, usata in epoca pre-industriale per fabbricare corde, stuoie e altri tessuti. La foto qui sopra (clicca per ingrandire) è stata scattata sulle pendici della montagna della Maiella verso i mille metri di quota nei pressi dell'Eremo di San Bartolomeo in legio.
La pianta riesce a sopravvivere anche in climi piuttosto aridi perchè le foglie sono piccole e poco appariscenti in modo da ridurre la traspirazione; la fotosintesi viene compiuta direttamente dal fusto.
Giacomo Leopardi la incontrò sulle pendici spoglie del Vesuvio e ad essa intitolò una delle sue ultime poesie, La ginestra o il fiore del deserto. Il titolo di questo post è uno dei suoi versi. In questo lunghissimo testo (317 versi!) compare la famossissima espressione Le magnifiche sorti e progressive (v 51) con cui il poeta ironizza su quello che oggi chiamiamo "sviluppo".
E' una composizione piuttosto cupa e dura che considera il vulcano come metafora di una natura distruttrice e indifferente degli esseri viventi (Non ha natura al seme/Dell'uom più stima o cura/Che alla formica); di fronte ad essa la ginestra non si china codardamente e non si erge orgogliosa, ma semplicemente sta e spande il suo profumo (lenta ginestra,/Che di selve odorate/Queste campagne dispogliate adorni).
Un grandioso apprezzamento per un poeta che detestava la natura...
alle 19:53
maria livia
Bellissima immagine ed articolo bello