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Un altro incidente nucleare in Francia

Sabato 19 Luglio 2008, 09:44 in Nucleare di

fbfc.jpg

Il nucleare francese sembra iniziare a fare acqua. Dopo l'abbondante perdita di acqua contaminata con Uranio nei fiumi francesi dello scorso 7 luglio , ieri l'Autorité de sûreté nucléaire (ASN) ha denunciato un nuovo incidente nucleare presso l'impianto di fabbricazione di combustibili nucleari arricchiti FBFC di Romans sur Isère (foto).

Questa volta Areva non ha potuto fare finta di niente e ha rilasciato un comunicato   che afferma che "è stato trovato un tubo difettoso".

Peccato che AREVA non dica che

  • il tubo difettoso si trova sottoterra
  • la rottura è stata scoperta ieri, ma sarebbe già vecchia di qualche anno;
  • la quantità di Uranio fuoriuscita deve essere ancora stimata.

(informazioni contenute nell'Avviso di Incidente dell'ASN). I dirigenti di Areva hanno subito messo le mani avanti dicharando che non c'è stato alcun impatto ambientale  perchè l'Uranio fuoriuscito potrebbe ammontare a qualche centinaio di grammi (fonte Le Monde e la Repubblica).Ma, come afferma l'ASN, la qauntità deve ancora essere stimata.

Due perdite da condutture in meno di quindici giorni. Non sono un grande biglietto da visita per le ambizioni di Sarkozy di esportare il nucleare francese nel mondo...

Viene spontaneo inoltre chiedersi quanti tubi marci ci siano negli impianti AREVA e quale sia il rischio reale per i fiumi e il suolo francesi.

Vedi anche

Grave incidente nucleare in Francia

Incidente a una centrale nucleare in Svezia

La serie di post su Criticità nucleare

 

 

 

9
9 commenti
9
22 Lug 2008
alle 23:27

Marco Pagani

Grazie dei commenti. Concordo totalmente con quanto scritto da Hydraulics (non so perchè adesso tutti dicono "quoto", che trovo piuttosto brutto). Vorrei dedicarmi prima o poi in modo approfondito alla faccenda delle riserve, ma penso che si farà a settembre.

@ Simone 82. Morti per il solare? Così su due piedi non saprei... non ci ho mai pensato, semplicemente perchè non esiste una "tecnologia solare" (nel senso in cui esiste invece una "tecnologia nucleare"). Il pannello solare è fatto di silicio poli o mono, alluminio e vetro. I rischi per la salute sono quindi ora come ora gli stessi dell'industria del silicio; i rischi potrebbero però diminuire in futuro quando dovesse prendere piede una tecnologia dedicata espressamente al policristallo "solar grade", dal momento che in questo caso il processo di produzione sarebbe assai più semplice.  Ho scritto qualcosina a questo riguardo in questo post.

8
22 Lug 2008
alle 15:25

Hydraulics

@ Simone82

La centrale in Giappone è rimasta intatta mentre tutto intorno crollava e si spezzava in due: quanti campi di pannelli solari sarebbero sopravvissuti a quel terremoto?

Mi sembra che la domanda sia del tutto inutile. Quello che conta è: in caso di terremoto e di danni alle installazioni, sono più pericolosi potenzialmente dei pannelli fotovoltaici o un reattore nucleare? Io so a cosa preferirei stare accanto, se fossi obbligato a scegliere.

Secondo la IAEA e la NEA i giacimenti noti ammontano a 10milioni di tonnellate.

LOL!! Prova a cercare fra i tag "nucleare", troverai qualcosa di interessante sui dati contenuti nel Red Book...

Questi sono documenti ufficiali: quello che dicono le associazioni ambientaliste è falso e tendenzioso.

E' questo il bello: per demolire i proclami dei nuclearisti non serve fare riferimento ad associazioni ambientaliste, basta leggere i documenti dell'IAEA. :)

Senza dimenticare il torio, tre volte più abbondante dell'uranio...

La quantità di Torio presente non ha alcuna importanza fino a quando non saremo almeno in grado di realizzare un reattore che possa fertilizzarlo per produrre U233; poi ci sarebbe il problemino del riprocessamento in presenza di U232; e infine, a voler essere proprio pignoli, rimane da valutare il tempo di raddoppio (breeding ratio). Tutte questioni che finora o non hanno risposta, o ne hanno una insoddisfacente dal punto di vista tecnico e/o economico.

7
22 Lug 2008
alle 11:55

Simone82

Solo per precisione, vorrei integrare il tuo articolo con questi dati:

la quantità di uranio fuoriuscita dall'impianto che produce combustibile nucleare per reattori nucleari (quindi ancora non la centrale), sarebbe stimabile in poche centinaia di grammi. Stante questo dato, L’ ASN ha classificato l’ incidente al livello 1 della scala INES, che corrisponde ad una "anomalia". Né più é meno che una anomalia...

Secondo la IAEA e la NEA i giacimenti noti ammontano a 10milioni di tonnellate. Al consumo attuale si avrebbe materiale per ca. 500 anni (facciamo 250 ammettendo che le centrali raddoppino nel giro di un paio di generazioni). Questi sono documenti ufficiali: quello che dicono le associazioni ambientaliste è falso e tendenzioso. L'uranio non è in via di esaurimento, ma tra 40-50 anni si usauriranno le miniere da cui si estrae uranio a 130$/Kg. Dovendosi scendere più in basso, la produzione costerà leggermente di più, ma bisogna tenere presente che anche a 250$/Kg l'energia elettrica da nucleare costerebbe di meno di quella prodotta a petrolio. E per quest'ultimo, il 2050 sarà veramente la data della morte, quella nella quale non potremmo più estrarre il petrolio nero per fini energetici.

Senza dimenticare il torio, tre volte più abbondante dell'uranio...

6
22 Lug 2008
alle 11:38

Simone82

@Marco

Io ho detto che è la tecnologia migliore per l'approvvigionamento elettrico, non ho detto che le centrali attuali sono il meglio che ci sia. Mi sembra che il concetto sia assolutamente diverso. Molte centrali vanno riammodernate, soprattutto nelle loro installazioni satellite, quelle dove avviene la maggior parte degli incidenti. La centrale in Giappone è rimasta intatta mentre tutto intorno crollava e si spezzava in due: quanti campi di pannelli solari sarebbero sopravvissuti a quel terremoto? Se il Giappone si alimentasse a pannelli solari, sarebbe ancora alle candele...

Il problema fondamentale resta soltanto quella piccola palla da tennis di scorie geologiche che ogni centrale produce ogni anno. L'approvvigionamento di uranio è garantito per qualche secolo (il tempo sufficiente a mettere a punto la fusione), mentre i problemi militari sono soltanto nella fantasia degli oppositori, visto che l'uranio da centrale civile non è riutilizzabile per scopi militari...

Cmq, quando pubblicherai uno studio nel quale riporterai il numero di morti, intossicati, avvelenati negli stabilimenti chimici dedicati alla produzione del materiale destinato ai pannelli solari? È una cosa che mi incuriosisce e sulla quale non trovo risposta... Nessuno? Tanto meglio... 10? 100? 1000? Boh...

Buona giornata ;)

5
21 Lug 2008
alle 09:49

Fabio80s

@4 : io direi che e' una tecnologia da mutanti!! :D

4
20 Lug 2008
alle 14:35

Antonello

Guarda caso tutti questi incidenti proprio quest'anno. E' evidente che con l'aggravarsi della crisi energetica spingono al massimo queste centrali nucleari ormai obsolete con risultati che sono sotto gli occhi di tutti.

Accidenti ma quando lo capiranno che il nucleare è ormai una tecnologia da zombi.

3
19 Lug 2008
alle 21:56

Marco Pagani

E' un po' difficile affermare che il nucleare è la migliore forma di approvigionamento elettrico con la carovana di problemi che si porta dietro (e la sicurezza è solo uno dei tanti, ci sono i problemi militari, le scorie, la scarsa flessiblità e l'esaurimento dell'Uranio). Il problema è che tutte le installazioni sono vecchie, rottami del tempo della guerra fredda; tubi, giunture, flange, valvole iniziano a mostrare i segni degli anni e lo dimostrano. A questo proposito scrive il Times: "Concern over the incidents is rekindling questions about the safety of France's giant nuclear power grid and could complicate the country's quest to become the world's leading purveyor of nuclear technology."

Staremo a vedere cosa ci riserveranno i prossimi mesi...

2
19 Lug 2008
alle 19:16

Weissbach

Sì, giusto, quanta gente muore negli stabilimenti chimici che preparano componenti per i pannelli solari?

1
19 Lug 2008
alle 12:00

Simone82

L'incidente del 7 luglio è stato riconosciuto appartenere a vecchie installazioni militari che operarono nell'area per oltre 30 anni, fabbricando armi nucleari con uranio altamente arricchito. Quella radioattività non è considerata affatto "grave", ma è ad un livello decine e decine di volte inferiore rispetto alla radioattività che noi umani ingeriamo semplicemente bevendo acqua naturale...

Per quanto riguarda questo incidente, inutile fasciarsi la testa se prima non si sa a quanto ammonti il danno. E comunque ancora una volta il danno non proviene dalla centrale nucleare in sé e per sé, ma da impianti satellite, a conferma di come questi impianti godano di un alto livello di sicurezza (ricordiamo il terremoto giapponese che ha spaccato le strade ma non ha neanche graffiato la centrale).

Ciò non significa che il nucleare sia sicuro, ma soltanto che se controllato bene da persone competenti attualmente rappresenta la migliore fonte di appovvigionamento elettrico. Senza dimenticare di quanta gente muore negli stabilimenti chimici che preparano componenti per i pannelli solari...

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