Ambienti, scienza e varia umanità
[Dalla Gran Bretagna non posto foto del Big Ben o del Tower Bridge, ma alcuni dettagli minori che mostrano come gli inglesi sono un po' più avanti di noi nella transizione verso un mondo più sostenibile]
Addio al PVC; coltelli e forchette sono di legno, piatti e bicchieri di cartone. E' tutto materiale organico che può essere riciclato e compostato insieme agli avanzi di cibo (che si spera siano comunque pochi).
E' una soluzione interessante e intelligente. Usare stoviglie non usa e getta dove c'è molto turn over di persone comporta elevati consumi di acqua e di energia per il lavaggio.
Inoltre è un ottimo messaggio "pubblicitario". Ci dice, signori, l'epoca della plastica sta finendo, è ora di cambiare.
Quando riusciremo in Italia a mettere fuori legge il famigerato PVC che non può essere nemmeno riciclato?
Grazie per la segnalazione di Vegware; usare fibre di piante annuali è sicuramente un'opzione migliore del legno.
Il fatto interessante è però che in Italia non ho mai visto posate "organiche" in un luogo di ristorazione pubblica. Utilizzarle in un posto frequentatissimo (almeno dagli amanti della natura) come i Kew Gardens è un ottimo modo per renderci conto che la plastica non è l'unica soluzione.
Ti segnalo un passo avanti rispetto a queste posate, del quale ho parlato nel mio blog. Spero possa tornarti utile!
Perfettamente d'accordo. Non so, ma forse si potrebbero fabbricare posate a partire dagli scarti dei cereali (la parte buona si mangia). Chissà se è possibile?
Sì, è chiaro che occorrerebbe fare una LCA che includa anche il costo energetico delle posate di metallo e dei piatti di porcellana, più l'energia per produrre la lavastoviglie. Fare questo tipo di analisi è snervante, perchè in internet è difficile trovare le informazioni necessarie.
Il punto però è secondo me un altro, cioè che il PVC è comunque inostenibile e che andrebbe sostituito quanto prima con materiale di tipo organico (legno, materbi o quant'altro).
Naturalmente è auspicabile che si riducano gli sprechi: in casa non ha senso usare materiale usa e getta e nelle mense aziendali queste posate potrebbero durare una settimana e forse, se ciascun lavoratore potesse conservarle.
Premessa:
- Per far le posate di legno e i piatti di cartone ci vuole l'albero.
Riflessioni:
- Per le grandi occasioni, fiere o feste pubbliche dove si butta via tutto, questa forse è una soluzione da esaminare.
- Per le mense: bisognerebbe calcolare se acqua ed energia per lavare stoviglie classiche, sia superiore ad acqua, energia e carburante per produzione, trasporto (dalle materie prime alla distribuzione del prodotto finale) e riciclaggio, delle stoviglie lignee.
- Per uso domestico penso che le posate e i piatti classici siano di gran lunga più ecologici rispetto alle altre, sia in termini produttivi che di trasporto distributivo o dell'eventuale consumatore dell'ultimo minuto. Si lavano a mano, naturalmente.
alle 13:26
Anonimo codardo
L'utilizzo di posate di acciaio per la ristorazione pubblica ha senso, anche se l'energia per riutilizzarle (produzione, trasporto, lavaggio) perché altre forme basate sulla plastica utilizzano comunque una risorsa limitata che è il petrolio.
Purtroppo i parametri con cui oggidì si prendono decisioni sono solamente economici e non tengono conto di questi fattori....