Ambienti, scienza e varia umanità
[Dalla Gran Bretagna non posto foto del Big Ben o del Tower Bridge, ma alcuni dettagli minori che mostrano come gli inglesi sono un po' più avanti di noi nella transizione verso un mondo più sostenibile]
«Il nostro caffè è biologico, da commercio equo e solidale e approvato dalla Rain Forest Alliance. Vogliano aiutare i coltivatori in modo più sostenibile.»
Così recita la scritta su questo bicchiere che non è di plastica, ma di cartoncino ondulato (tra l'altro le ondulazioni evitano di scottarsi le dita meglio del PVC).
Questo caffè è servito alla cafeteria dei giardini botanici Kew Gardens; vabbè, nell'intero universo non esiste nulla di lontamente paragonabile a questi giardini, per cui è abbastanza comprensibile che qui ci si dedichi alla sostenibilità più che altrove.
Sarebbe bello poter leggere questa dicitura su tutti i pacchetti di caffè...
La produzione di caffè "fossile" richiede ampio uso di fertilizzanti, perchè il caffè è una pianta piuttosto esigente; essendo coltivata in genere sui pendii, una buona parte di questo fertilizzanti finisce per ruscellare e inquinare le acque (se ne parla ad esempio qui).
Il caffè biologico non dovrebbe avere questi problemi e la domanda di acqua dovrebbe essere minore, dal momento che i nitrati tendono a fare assorbire più acqua ai tessuti vegetali.
Qualcuno sostiene che la produzione di caffè biologico è poco sostenibile perchè i contadini latinoamericani non hanno spesso le risorse per trovare fertilizzanti biologici e impoveriscono i suoli. Con il tempo si troveranno risorse migliori.
Il punto importante secondo me è che in Gran Bretagna chi beve caffè è messo di fronte al fatto che questo piccolo lusso ha un costo ambientale e sociale. Girando un po' per le città inglesi ho visto in effetti che questo caffè è venduto anche da diverse catene di coffee shops e di supermercati.
Ben venga quindi la moda del biologico-equo e solidale-amico delle foreste.
Per quanto riguarda il commercio equo e solidale è un'ottima cosa da promuovere. Altra considerazione interessante su cui riflettere: una volta Luca Lombroso ha spiegato che una tazzina di caffè equivale a 150 litri d'acqua impiegati complessivamente nell'intero ciclo di vita del prodotto. Davvero tanta considerando che in teoria servirebbe a dissetare chi è a rischio di questa risorsa. Ora, se l'acqua è pulita penso che dovrebbe tornare nel suo ciclo naturale senza far danni, ma se usano diserbanti e pesticidi… (ci sarebbero tante altre variabili da considerare). Comunque se il caffè è "biologico" queste robe spero che non le usino. Ciao
alle 12:40
Palomar
Grazie mille per le ulteriori spiegazioni. Purtroppo, il mondo è sempre più complesso di come appare. Ciao