La monocoltura non è una foresta, ma un deserto

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Ieri (scusate per il ritardo…) è stata celebrata  la Giornata internazionale contro le monocolture. «Le piantagioni non sono foreste, ma sistemi agricoli estremamente uniformi che distruggono gli ecosistemi naturali e la biodiversità, per produrre una singola materia prima, sia essa legno, gomma o olio di palma.» sostiene Sandy Gauntlett della Pacific Indigenous Peoples Environment Coalition .

Come dargli torto? L'area occupata dalle piantagioni è aumentata di cinque volte rispetto agli anni '80, creando un vero e proprio genocidio di specie naturali.

Secondo uno studio brasiliano, la trasformazione di un lotto di foresta amazzonica in una piantagione determina una  perdita di biodiversità di specie di anfibi, rettili e uccelli  compresa tra il 40% e il 60%; questi risultati potrebbero essere sottostimati, dal momento che le piantagioni studiate erano prossime alla foresta.

Un altro studio relativo all'asia orientale, mostra che l'introduzione di piantagioni di palma da olio causa fino all'83% di perdita della biodiversità (fonte per entrambe le notizie: mongabay).

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Inoltre, non c'è paragone tra l'ottima fotosintesi di una foresta e quella mediocre di una piantagione, dove la copertura vegetale è assai più ridotta. Le antiche foreste naturali assorbono carbonio in gran quantità, mentre una piantagione potrebbe persino emettere CO2, a causa del disturbo arrecato al suolo (che è un "magazzino" di carbonio).

Grazie alle piantagioni, la deforestazione avanza. La foto qui a fianco mostra una parte della foresta del Borneo (Sarawak) in procinto di essere tagliata, mentre un'altra parte è stata già trasformata in piantagione. Solo la palma da olio ha distrutto oltre 11 milioni di ettari di foresta e potrebbe fare molti più danni sulla spinta di una domanda crescente di olio  da parte dei paesi ricchi.

Le piantagioni creano anche un vero e proprio genocidio sociale e culturale: popoli della foresta vengono sradicati e loro antiche civiltà rapidamente distrutte; oltre 70000 bambini vengono forzati a lavorare nelle piantagioni di palma da olio con una paga di meno di 30 centesimi ogni 50 kg di semi raccolti.

La prossima volta che fate la spesa, fermatevi a leggere gli ingredienti di ciò che acquistate: se c'è l'olio di palma, lasciate perdere.

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