Ambienti, scienza e varia umanità
Le foreste di antica crescita sono importanti sink per il carbonio che aiutano a combattere il global warming, secondo uno studio pubblicato ieri su Nature (è disponibile l'abstract).
Questo risultato conferma studi precedenti ed è molto importante dal momento che l'industria del legname ha sempre sostenuto che nelle antiche foreste il bilancio del carbonio è in sostanziale equilibrio.
Analizzando oltre 500 diverse foreste (circa il 15% del totale planetario) in zone boreali e temperate, i ricercatori dell'Università di Antwerpen hanno determinato che queste foreste sequestrano da 0,8 a 1,8 Gt di carbonio ogni anno.
Il grafico qui sopra, disponibile sul sito di Nature (mentre l'intero articolo non lo è) mostra la NEP (Net Primary Productivity, vedi oltre per la spiegazione) delle foreste prese in considerazione. Se la NEP è positiva significa che il carbonio è assorbito dall'atmosfera. I punti verdi sono le foreste temperate, quelli ocra le foreste boreali. Un esigio numero di foreste (una ventina) ha un bilancio negativo, ma per la stragrande maggioranza il bilancio è positivo. La linea nera rappresenta la media mobile dei punti colorati, l'ombra grigia l'intervallo di confidenza al 95% della media.
Dal grafico si vede che ogni anno ogni ettaro di foresta sequestra da 1 a 4 tonnellate di carbonio. Le foreste con meno di 30 anni hanno una produttività leggermente superiore, ma questa non si arresta nemmeno nelle foreste secolari.
Questa è la conclusione dei ricercatori:
Le antiche foreste accumulano carbonio per secoli e me contengono una grande quantità. Ci aspettiamo tuttavia che una buona parte di questo carbonio, anche carbonio del suolo ritornerà nell'atmosfera se queste foreste verranno disturbate.
Più chiaro di così...
Nello studio del bilancio del carbonio vengono usati i seguenti indicatori