Ambienti, scienza e varia umanità
Il 16 ottobre attivisti di Greenpeace sono sbarcati all'alba dalla nave Arctic Sunrise ed hanno messo a segno un doppio colpo contro la nuova centrale a carbone dell'ENEL a Civitavecchia. Hanno scalato la gru alta cento metri per esporre lo striscione che vedete qui sopra e hanno scritto sul molo a lettere cubitali NO CARBONE e QUIT COAL.
Come è noto, il carbone è la minaccia principale per i cambiamenti climatici, poichè possiede le emissioni specifiche di CO2 più alte e perchè i suoi giacimenti sono più consistenti di quelli di petrolio (vedi Dove arriverà la CO2 bruciando tutti i fossili?).
Scrive Greenpeace:
«Con questa protesta Greenpeace chiede al Governo un 'Piano Marshall' per efficienza e sviluppo delle fonti rinnovabili: l'unica alternativa possibile per centrare gli obiettivi europei.
Rinnovabili ed efficienza energetica sono la soluzione vera per l'Italia. Non certo un ritorno al nucleare, fonte rischiosa e costosa, promossa per favorire alcune lobby e non certo l'ambiente.
La recente conversione a carbone della centrale di Civitavecchia rappresenta il fallimento della politica energetica italiana verso la riduzione delle emissioni di gas serra. Una volta in funzione, la centrale di Civitavecchia immetterà in atmosfera oltre 10 milioni di tonnellate di CO2, pari alle emissioni di 2 milioni di SUV, ognuno dei quali percorre 25mila km in un anno.»
A proposito di Piano Marshall: Ecoalfabeta lo aveva già proposto nel 2006...
alle 09:21
Mimmo
Grazie, Greenpeace.
Una volta avrei condannato questi vostri comportamenti 'terroristici', adesso, ogni volta che sento di una nuova impresa vi dedico un mio piccolo contributo economico.