Ambienti, scienza e varia umanità
L'introduzione del cotone Bt non rappresenta tuttavia quella marcia trionfale che viene spesso descritta dalle industrie biotech e dai vari istituti di ricerca che le spalleggiano. I numeri sono innanzitutto piuttosto discutibili, dal momento che indagini sul campo hanno mostrato che il 46% dei semi OGM sono mescolati con semi tradizionali (dal momento che i semi Bt sono molto più cari, è cioè pratica normale che diversi rivenditori "taglino" il prodotto con sementi non-Bt di minor costo).
Le rese del cotone sono cresciute tra il 2002 e il 2006, ma se si riporta in un grafico la resa complessiva annuale in funzione della % di terra coltivata a OGM, si scopre qualcosa di piuttosto curioso: le rese delle colture crescono mentre la frazione di terra OGM varia tra 0 e 10%, per poi rimanere costanti per frazioni più elevate.
Sono stati davvero gli OGM ad aumentare la resa del cotone, o magari invece è stata la pioggia? Il 65% del cotone non è irrigato e le rese dipendono molto dalla piovosità delle diverse annate.
Per i contadini più poveri gli OGM rappresentano un rischio economico. Basta considerare i fatti seguenti:
Molti contadini hanno sperato di migliorare la loro condizione sociale passando ad una coltura potenzialmente più redditizia di quelle alimentari.
Il cotone richiede però costi nettamente più alti,
Quando i raccolti non sono buoni, non c'è quindi da stupirsi se i contadini non possono pagare i loro debiti e alcuni decidono di farla finita. . Questo avviene sia sui campi tradizionali che su quelli OGM. Gli OGM in pratica non risultano di alcun aiuto ai contadini più poveri.
Per poter sostenere il contrario occorrerebbe dimostrare che i guadagni dei contadini più poveri sono davvero aumentati in questi anni proprio grazie al Bt.
Non tutti i contadini comunque rivolgono la propria rabbia su di sè. Altri invece hanno deciso, come ci racconta la BBC, di votare con i fiammiferi e di mandare in fumo i raccolti sperimentali di OGM ...
Uno di loro ha detto: "L'agricoltura in India non è un business, ma la cultura del popolo indiano". Speriamo che sia qualcuno che lo ascolti.
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Ho trovato diversi dati interessanti nel sito, devo però dire che l'impostazione mi pare scorretta e alcune citazioni lasciano davvero a desiderare.
Il dato comunque che trovo veramente significativo dalla sintesi dei vari post è il seguente:
(I suicidi) Questo avviene sia sui campi tradizionali che su quelli OGM.
Il continuo voler rimarcare la correlazione Bt - suicidi (alla Shiva, per intenderci) è, alla luce dei dati da voi presentati, errato, come solleva giustamente il report IFPRI.
Mancano poi i dati sulle percentuali di suicidi GM e convenzionale che dirimerebbero la questione una volta per tutte.
Il problema vero dei suicidi in India, voi stessi lo dite, è legato alla riforma della struttura del sostegno agricolo... non certo agli OGM. Parlare "male" degli OGM non solo non servirà a migliorare la situazione di quei contadini, ma impedirà di concentrarsi sui loro veri problemi, legati al microcredito, agli ammortizzatori sociali e a molte altre cose. Se anche l'india divenisse OGM-free quei contadini continuerebbero a suicidarsi con l'aggravante che, se un anno, invece di siccità ci fosse una pesante infestazione di insetti, non avrebbero nessuno strumento per proteggersi se non spendere altri soldi per insetticidi tossici e scarsamente efficaci.
alle 21:42
Marco Pagani
Come spiegato anche negli altri post della serie, il problema dei suicidi in India è in effetti dovuto alla deregulation e alla globalizzazione che favorisce i ricchi e penalizza i poveri.
Come spiego in un altro post della serie, il rapporto IFPRI ha la coda di paglia perchè, nella foga di voler dimostrare l'estraneità di Monsanto e company dai suicidi si spinge a minimizzare un fenomeno che invece è tutt'altro che marginale.
Apprezzo e stimo Vandana Shiva per la sua battaglia per il diritto all'acqua e alla terra (beni che qualcuino in nome del profitto cerca sempre di più di portare via agi abitanti dei paesi poveri). Non per questo intendo difendere ogni suo singolo intervento. Non so perchè insista sulla correlazione OGM-suicidi. Forse ha informazioni che non conosciamo. Forse.
Io ho fortissime perplessità, sia scientifiche, sia politiche, sulla validità e soprattutto sulla sostenibilità di tutte le colture OGM (che sono sempre parte dell'agricoltura industriale, energivora e altamente dipendente dai fertilizzanti chimici). In questo spiego i motivi per cui gli OGM tendenzialmente non riducono i rischi per i contadini più poveri e senza irrigazione, ma, cercando di seguire il metodo scientifico, non intendo imputare loro colpe non dimostrate.
Non esistono statistiche ufficiali su cosa coltivavano i contadini suicidi; per questo occorrerebbero indagini specifiche sul campo fatte da qualche università. Può darsi che ci siano. Quando ho scritto questi post non ne ho trovate. Se mai le troverò non mancherò di scriverne.