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Nov 0827

Lavare i piatti a mano fa bene all'ambiente: 1/20 delle emissioni di CO2 delle lavastoviglie

Pubblicato da Marco Pagani alle 15:20 in Impatto ambientale, prodotti e consumi


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In questi giorni gira per blogosfere il banner dell'ENEL di Ecodieta, in cui, tra le altre cose, si dice: "lavare le stoviglie a mano rovina l'umore. E anche il pianeta."

Questo slogan (che peraltro non viene ripreso all'interno di Ecodieta) è falso. Nel post 100 litri d'acqua per lavare i piatti? ho mostrato che lavando i piatti a mano si consuma meno energia ed acqua che non con la lavastoviglie, e precisamente:

  • da tre a cinque volte meno energia (0,29 kWh contro 1 - 1,5 kWh);
  • da due a quattro volte meno acqua (6 litri contro 12-24).

Per  pareggiare i conti con il lavaggio manuale occorrerebbe quindi accumulare le stoviglie di 4 pasti successivi. Questo avrebbe due svantaggi: (1) occorrebbe avere il quadruplo dei piatti; (2) si lascerebbero prosperare i batteri sui piatti per uno o due giorni.

E' invece impossibile pareggiare i conti per le emissioni di CO2, dal momento che lavando i piatti a mano le emissioni sono venti volte inferiori rispetto alla lavastoviglie (vedi oltre per i dettagli). In questo calcolo non sono naturalmente comprese le emissioni dovute alla produzione della lavastoviglie.

Prima di scrivere che si avvelena il pianeta, sarebbe bene fare due conti...

Vedi anche La vera rivoluzione è non cambiare il mondo?

Nel post precedente ho mostrato che lavando 4 coperti a mano a 35 °C il consumo di energia dello scaldabagno (efficienza 60%) è di 0,29 kWh, ovvero, 0,63 MJ, corrispondenti a 12 grammi di metano e a 32 g di CO2.

Con un lavaggio in lavastoviglie si ha un consumo medio è 1,25 kWh. Con il mix elettrico italiano, il fattore di emissione è di 531 g/kWh. Le emissioni raggiungono quindi i 664 g, venti volte tanto.

L'impatto ambientale della lavastoviglie è assai più alto per le emissioni di CO2 rispetto all'energia, perchè usare l'energia elettrica per scaldare l'acqua è una follia termodinamica.

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Commenti

1. Paolo Marani, Giovedì 27 Novembre 2008 ore 16:38

Nel caso di utilizzo dei pannelli solari per l'acqua sanitaria, come si modificherebbe il bilancio ?

2. Marco Pagani, Giovedì 27 Novembre 2008 ore 16:47

Domanda quanto mai opportuna. Lavando a mano i piatti con "acqua calda solare", le emissioni di CO2 e il costo energetico

  • sono nulli in caso di buona insolazione
  • sono comunque ridotti nelle giornate più fredde e nuvolose.

La lavastoviglie invece non può beneficiare di questo sconto perchè (almeno per ora) non è pensata per avere una presa per l'acqua calda.

3. Danda, Giovedì 27 Novembre 2008 ore 18:20

Mi piace questo post! Io non ho la lavastoviglie poiché la mia cucina è talmente piccola che non me lo permette, per cui lavo tutti i giorni le stoviglie a mano. Da quando poi seguo i consigli di un libro sui detersivi ecologici e self-made ho imparato anche a sprecare meno acqua. Per esempio non è vero, come dicono alcune pubblicità, che si risparmia più acqua mettendo il detersivo nella bacinella delle stoviglie sporche, perché il detersivo perde col tempo la sua efficacia. Invece, è preferibile metterne una goccia di volta in volta su una spugna bagnata efficiente e strofinare più stoviglie. Ovviamente, poi nel risciacquo l'acqua (calda ma non eccessivamente) la lascio scorrere solo quando serve e la faccio cadere nella bacinella dove sono le altre stoviglie, così cominciano a sgrassarsi. Poi bisogna avere l'accortezza di svuotare la bacinella quando la carica del detersivo si è smorzata e l'acqua è satura di sporco. Così facendo si spreca una quantità moderata di acqua e molto meno detersivo (ne ho sperimentato le quantità comprando quello alla spina). Altre accortezze sono: accumulare i piatti di almeno due pasti e eventualmente usare aceto per sgrassare meglio prima del lavaggio. Alla fine del ciclo di lavaggio si può usare l'acqua ancora carica di detersivo per risciacquare barattoli, bottiglie e contenitori da avviare al riciclo. Ovviamente sto anche pensando di mettere i pannelli solari sul tetto. Spero non mi prendiate per matta, ma preferisco avere un disordine organizzato in cucina durante il giorno che bollette salate e una coscienza sporca con l'ambiente! ;-)

4. Mimmo, Venerdì 28 Novembre 2008 ore 10:58

Io ho un pannello solare autocostruito, in grado di riscaldare l'acqua o pre-riscaldarla prima di inviarla in caldaia a metano e la lavastoviglie allacciata sull'acqua calda. In questo modo, con una buona giornata di sole non mi costa nulla il riscaldamento dell'acqua, lo svantaggio sarebbe che nelle giornate coperte utilizzerei acqua riscaldata a metano anche per i risciacqui che di solito si fanno freddi. Ma, sapendo che prelavaggio e risciacqui sono fatti con acqua calda, invece di usare il programma di lavaggio più intenso se ne può usare uno più leggero, ottenedo lo stesso risultato e consumando meno energia e meno sapone. In genere, comunque, sporchiamo coì poche stoviglie che preferiamo lavarle a mano utilizzando la tecnica del lavaggio controcorrente: insaponate e impilate le stoviglie si comincia a sciacquare i bicchieri lasciando che l'acqua calda di lavaggio dei bicchieri tolga il sapone dai piatti sottostanti. Tra pannello solare, areatore al rubinetto e riciacquo in controcorrente credo che il consumo sia irrisorio.

Il passo successivo sarebbe avere il comando del rubinetto a pedale o il recupero di quest'acqua per altri utilizzi (tipo giardino).

 

5. Satollo, Sabato 29 Novembre 2008 ore 00:09

Sicuramente la lavastoviglie può essere più efficiente quando è carica al massimo in modo da avere una quantità di energia usata per pezzo lavato bassa. Mentre a mano questo valore probabilmente è costante ed indipendente dalla quantita (ovviamente dipendente dal modo di lavaggio), per la lavastoviglie che non ha occhi è importante ficcarci dentro più roba possibile. Poi mi chiedo come fa la gente a lavare i piatti, io faccio in questo modo. E la pubblicità mi sorprende, come sempre.

Poi la partita è persa in partenza: non solo la TV vende fumo a favore della lavastoviglie, ma proprio oggi su un numero di Grazie trovato dal dentista, la cosa viene confermata... quindi avrete voglia a lottare con le mogli su questo argomento! :-) 

6. Marco Pagani, Domenica 30 Novembre 2008 ore 11:56

Grazie per i commenti. Questo potrebbero essere l'inizio di una vera e propria "scienza del lavaggio dei piatti". Danda (commento 3), Mimmo (n.4)  e Satollo (n. 5 e relativo link) usano approcci leggermente diversi.

Danda e mette il detersivo sulla spugna e lava così gruppi di stoviglie, senza prima immergerle in acqua, mentre Satollo mette il detersivo insieme all'acqua tiepida nel lavello. Mimmo sembra procedere in modo simile a Danda.

Non sono molto convinto dell'utilità di mettere acqua nel lavello, perchè

  • così si rischia di usare più acqua (il lavello è capiente e ne contiene più o meno 10 litri);
  • l'unto si diffonde uniformemente su tutte le stoviglie;
  • la concentrazione di detersivo potrebbe così essere troppo bassa.

Penso che sia più risparmioso la procedura primo sciacquo-insaponamento-secondo sciacquo stoviglia per stoviglia, cominciando naturalmente dai bicchieri e andando via via verso i piatti e le pentole più unte. Se rimane una pellicola di unto, è possibile rimuoverla rimettendo ancora un po' di detersivo e passandolo con le dita.

Per usare un approccio scientifico, varrebbe comunque la pena di fare un esperimento. Propongo quindi a Danda, Mimmo, Satollo, me stesso  e chiunque voglia di misurare il consumo di acqua, sapone ed energia per un lavaggio "tipico" di: 4 coperti (2 piatti, due posate e un bicchiere ciascuno), una pentola e due padelle, unte, ma non incrostate. In questo modo potermmo confrontare vantaggi e svantaggi dei rispettivi metodi.

Per misurare i consumi:

  1. sapone: pesare il contenitore del sapone prima e dopo il lavaggio;
  2. acqua: per determinare la massa M d'acqua utilizzata cronometrare il tempo di uso dell'acqua, avendo prima misurato la portata con un bicchiere graduato (sia nel caso di flusso libero, sia nel caso di accumulo in vasca)
  3. energia: misurare la temperatura T1 dell'acqua calda, T2 dell' acqua fredda e  Te dell'acqua tiepida; le masse m1 e m2 e l'energia usata per scaldare l'acqua si possono trovare con semplici formule calorimetriche che verranno fornite alla prossima lezione :-)

7. Danda, Lunedì 1 Dicembre 2008 ore 14:24

Ciao di nuovo!

Ho seguito attentamente i commenti prima e dopo il mio e ho concluso che i modi per lavare i piatti con un occhio agli sprechi sono tanti. Però val la pena approfondire il discorso, visto che i gesti quotidiani sono quelli che più incidono sui consumi domestici. 

Quello che proponi tu, Marco, è un'ottima cosa da fare. Misurare, per poter fare confronti e dare dei parametri validi. Però è un compito impegnativo. Necessita di precisione e quindi va fatto in un giorno in cui il lavaggio non è frettoloso.

Infine mi pongo il quesito di come poter misurare la temperatura dell'acqua in uscita dal rubinetto, con massa ed energia... ho paura di non riuscire a rispolverare quelle poche nozioni di fisica studiate al liceo, quindi aspetto con molto interesse la tua prossima lezione! ;-)

Grazie!

Danda 

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