
Questa è la settimana europea per la riduzione dei rifiuti. Ridurre i rifiuti alla fonte consumando meno e meglio è un'operazione prioritaria (ma non alternativa) rispetto alla raccolta differenziata e al riciclaggio.
L'avevo scritto più di un anno fa su Ecoalfabeta; (in un post finito pure su Panorama) si vede che qualcuno in Europa l'ha letto...
L'immagine qui sopra sintetizza la riduzione di rifiuti che potrebbe operare una famiglia media europea (fonte ACR+). La produzione media di monnezza è pari a 600 kg/anno a famiglia, anche se ci sono differenze notevoli tra i vari stati dell'Unione. Si va da un minimo di 300 kg ad un massimo di 750.
Secondo ACR+ è possibile ridurre questi rifiuti di circa 100 kg all'anno, operando sul compostaggio domestico (per tutti quelli che hanno un pezzetto di giardino, familiare o condominiale), sulla riduzione degli sprechi, sui vuoti a rendere e sul riutilizzo degli oggetti usati.
Si tratta di cambiare
- alcune pratiche individuali: non rincorrere troppo la moda, non stampare troppo, non sprecare il cibo
- alcune pratiche collettive: avere la possibilità di fare la spesa alla spina o comunque di reintrodurre i vuoti a rendere (come spiego nel post citato sopra).
Vedi oltre i consigli per ridurre i rifiuti forniti dalla
Provincia di Torino , che aderisce a questa campagna.
A casa
- fare il compostaggio domestico;
- bere l'acqua del rubinetto;
- rifiutare la pubblicità anonima nella buca delle lettere;
- acquistare prodotti sfusi (detersivi);
- preferire grandi confezioni formato famiglia;
- regalare o scambiare i giochi dei propri figli o i vestiti usati;
- utilizzare pannolini lavabili e riusabili;
- sostituire le borse di plastica per la spesa con borse riutilizzabili;
- sostituire i prodotti usa e getta (rasoi monouso, stoviglie in plastica,ecc.) con materiali riusabili più volte o riciclabili;
- utilizzare apparecchiature con pile ricaricabili anziché usa e getta
A scuola e al lavoro
- nelle mense richiedere l'utilizzo di cibi sfusi al posto delle porzioni preconfezionate, al fine di ridurre gli scarti;
- prevedere punti di erogazione di acqua pubblica con bottiglie o bicchieri riusabili;
- non stampare i messaggi di posta elettronica se non strettamente necessario;
- programmare i computer e le stampanti in fronte-retro, usare caratteri più piccoli e stampare con la modalità economia di inchiostro;
- selezionare i propri fornitori (ad es. delle mense) tra quelli che producono meno imballaggi a perdere;
- ridistribuire i prodotti a scadenza o non consumati in mense per meno abbienti;
- sostituire nei bar e ristoranti asciugamani, tovaglie e altro materiale a perdere con prodotti in stoffa;
- sostituire negli alberghi i prodotti di cortesia o alimentari monouso con prodotti a ricariche o in grandi confezioni;
- distribuire alle casse dei supermercati e nei negozi borse riutilizzabili;
- installare nei propri punti vendita erogatori di prodotti alla spina (detersivi, prodotti alimentari secchi, latte fresco).