Ambienti, scienza e varia umanità
Il suicidio dei contadini in India è un problema sociale estremamente grave: dal 1997 al 2006 166 mila persone si sono tolte la vita. (I dati sono contenuti in questo articolo , di cui tornerò a parlare dopo.)
I suicidi non sono diffusi in modo uniforme nella penisola, ma si concentrano in modo particolare in 5 stati: Gujarat, Madhya Pradesh, Maharashtra, Andhra, Pradesh e Karnataka.
In questi stati i suicidi tra gli agricoltori sono passati dagli 8000 all'anno del 1997 ai 10600 del 2006, con una punta di oltre 12000 nel 2004 (+58%). Nel resto del paese i suicidi sono rimasti invece sostanzialmente stabili.
Perchè i contadini si uccidono? Il problema è assai complesso, ma potrebbe essere sintetizzato da una sola parola: povertà. Scrive Patel in I padroni del cibo (p.29): «La regola aurea, valida negli Stati Uniti quanto in India, è la seguente: i contadini che si ammazzano sono stati falcidiati dai debiti.»
Ritornerò sul problema della povertà in un post successivo, mentre per il momento vorrei soffermarmi sulla domanda che mi ha spinto a interessarmi di questo problema: c'entrano i suicidi dei contadini con il cotone OGM?
La scienziata e ambientalista Vandana Shiva già da alcuni anni ha sollevato il problema del suicidio tra i contadini, accusando le multinazionali Cargill e Monsanto di essere una delle cause dell'indebitamento dei contadini, anche attraverso la vendita di semi di cotone Bt OGM (vedi ad esempio la prima risposta a questa intervista).
Giovanni Spataro, curatore di uno dei blog di Le Scienze, riporta invece una interpretazione diversa del problema, che fa riferimento a un recente studio dell'IFPRI in cui si sostiene che le coltivazioni OGM non hanno nulla a che fare con i suicidi dei contadini.
Ora, è abbastanza evidente che il cotone Bt non può essere stato la causa scatenante dei suicidi, dal momento che esso è stato introdotto in India solo a partire dal 2002 (e solo nel 2005-2006 ha raggiunto un'estensione considerevole), mentre la crescita dei suicidi avviene già dalla metà degli anni '90.
Le sementi OGM sono una componente aggiuntiva dell'agricoltura industriale (sementi, fertilizzanti, pesticidi, irrigazioni), che fa aumentare sia le rese che i costi economici ed energetici. Non è facile stabilire se le sementi OGM hanno contribuito all'indebitamento dei contadini più poveri. Ne parlerò in un post successivo.
Vorrei infine notare come lo studio dell'IFPRI pecchi di qualche scorrettezza. Dal momento che nessuno ha dimostato una relazione di causa-effetto tra OGM e suicidi, perchè l'IFPRI si affanna a voler ridimensionare il fenomeno dei suicidi affermando che questi non sono aumentati negli ultimi dieci anni?
Nella figura 1 del rapporto i suicidi dei contadini sono confrontati con i suicidi totali. La scelta della scala del grafico fa sì che i suicidi nelle campagne sembrino più o meno costanti, mentre in realtà sono aumentati da 13600 a 18000 (+25%).
Nei cinque Stati G-M-M-A-K l'aumento è stato del 36% (da 7800 a 10600), mentre nello stato del Maharashtra si è arrivati persino al 133% (da 1900 a 4400).
Nel 2006 nei 5 Stati G-M-M-A-K il tasso di suicidio agricolo maschile è in media di 8 su 100000 (ho calcolato i tassi usando i dati sui suicidi del National Crime Record Bureau e i dati sulla popolazione rurale di Census India. In questo modo i tassi sono sottostimati, perchè si considera tutta la popolazione maschile e non solo i contadini adulti. Gli studiosi indiani che hanno a disposizione quest'ultimo dato hanno trovato tassi assai più alti, anche di 50 su 100000, ma di questo si parlerà un'altra volta).
Negli altri Stati indiani il tasso di suicidio tra gli agricoltori maschi è solo di 2 su 100.000. E' una differenza piuttosto impressionante. Il Maharashtra ha ancora una volta il non invidiabile primato di un tasso pari a 14,4 su 100.000.
E' un po' difficile negare questa triste evidenza della crescita dei suicidi, manifestazione di un profondo disagio economico e sociale.
L'altro punto debole dell'analisi IFPRI è il ragionamento che viene svolto nella seconda parte dell'articolo, che grosso modo suona così: poichè le rese del cotone sono aumentate dopo l'introduzione delle sementi Bt, i contadini sono più ricchi, quindi più felici, quindi si suicidano di meno.
I dati mostrano che in India le rese di cotone sono in media cresciute negli ultimi anni, ma come ahimè sappiamo tutti, non basta che la ricchezza media cresca perchè venga egualmente suddivisa. I più poveri potrebbero essere stati esclusi da questa crescita e quindi l'argomento dell'IFPRI non è in sè conclusivo.
Per poter fare luce sulla questione occorrerebbero conoscere che cosa coltivavano i contadini che hanno scelto di farla finita, ma questo dato non è disponibile nelle statistiche ufficiali e non credo siano nemmeno fatti studi in proposito.
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tutti dobbiamo la nostra esistenza ai contadini che, con il sudore della fronte e spesso perseguitati dai debiti e dalla natura matrigna, ci procurano da mangiare. E' spaventoso leggere che si tolgono la vita per disperazione, per irrecuperabile e profondissimo male di esistere, soffocati nelle spire degli strozzini e di coloro che comprano i loro prodotti quasi per niente imponendo prezzi di vendita bassissimi.
Pietro Ancona
alle 18:22
Claudio Costa
Sono allibito!
Guarda che il problema si chiama meccanizzazione agricola e ha colpito tutti gli stati del mondo , adesso tocca all'India se vuoi leggerti come andò negli stati uniti quando i neri furono sostituiti dalle raccoglitrici di cotone meccanico ti consiglio "furore " un capolavoro.
Cosa diavolo c'entrano gli OGM?
Glo OGM sono veramente come satana, assolutamente innocui ma hanno tutte le colpe.