Ambienti, scienza e varia umanità
60 anni fa, il 10 dicembre 1948, l'assemblea delle Nazioni Unite proclamava la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani. (La vignetta qui sopra è un bell'omaggio alla "forza debole" della pace e dei diritti umani.)
Uomini con una visione salda e coraggiosa del futuro hanno saputo partorire questo grande documento in un mondo diviso dai conflitti e dalle ingiustizie.
E' un testo importante, internazionale e multiculturale, dove per la prima volta nella storia si elencano in modo chiaro e semplice i diritti inerenti alla specie umana. Tali diritti sono detti "inalienabili"; non si tratta di un'espressione retorica, poichè significa che non esiste moneta con cui possono essere comprati o venduti.
La Dichiarazione è stata tradotta in oltre 360 lingue ed è forse il documento più tradotto della storia. Rileggetela, è un'attività terapeutica in questi tempi piuttosto cupi.
E' facile oggi essere scettici e pessimisti in questo tempo di frammentazione sociale e culturale, in cui molti faticano forse persino a concepire la categoria di umanità.
E' facile dire che la proclamazione dei diritti umani non ha impedito le mattanze cambogiane, yugoslave e rwandesi, lo sfruttamento dei lavoratori in America Latina, Africa e Asia e non ha ridotto il numero di persone che soffrono la fame.
Ma la dichiarazione è un punto di inizio. Guardiamo poi ai segnali positivi:
Questo articolo mi ha particolarmente interessata perchè credo sia importante ricordare il lungo e faticoso percorso verso la democrazia di cui purtroppo oggi, a volte, ci si dimentica il significato.
alle 14:04
passetto
inalienabili certo. E sacrosanti. Hai ragione non possiamo essere pessimisti, ma non per questo mi sento sollevato.
“Si procede alla progressiva abolizione della pena di morte (oltre tre quarti delle nazioni sono abolizioniste)”?? certo, ma uno degli stati in cui è ancora vigente, è proprio gli Usa, un paese occidentale e industrializzato, e allo stesso tempo arretrato nei diritti umani. Loro che hanno subito la colonizzazione selvaggia degli Europei, loro che hanno avuto il coraggio dir ribellarsi, ma sempre loro che fino a pochi decenni fa non concedevano gli stessi diritti agli afroamericani. Anche se finalmente hanno avuto il coraggio di eleggere un presidente nero. Mi auguro solo che la sottoscrizione da parte dei potenti o meno possa essere uno stimolo ad andare avanti. non penso solo ad amnesty international che da anni lotta perché i diritti umani siano davvero UNIVERSALI ma anche all’ultima <a href="http://paolo-scaroni.blogspot.com/2008/12/scaroni-in-difesa-dei-diritti-umani.html">sottoscrizione dei potenti</a>per appellarsi ai governi di tutto il mondo