Stop al consumo di territorio! Appena nato, il movimento già cresce
Pubblicato da Marco Pagani alle 11:04 in Buone notizie dal mondo, Economia e ambiente, Sostenibilità - decrescita
Un centimetro al secolo: è l'ordine di grandezza della velocità di formazione del suolo. (1) Per avere qualche decimetro di suolo fertile occorrono quindi da centinaia a migliaia di anni.
Il suolo è, di fatto, una risorsa non rinnovabile.
La nostra civiltà industriale sta distruggendo voracemente il suolo fertile: cemento, asfalto, cave, discariche, erosione, inquinamento, eccesso di fertilizzanti contribuiscono a consumare e uccidere il suolo. In Italia il suolo sparisce alla velocità di 250 mila ettari (ovvero 2500 km²) all'anno.
La distruzione del suolo è un atto irreversibile: vogliamo mettercelo in testa?
Ci sono davvero alcuni che sognano per il nostro paese un futuro come Trantor? (2)
Qualcuno ha iniziato a capirlo e sta iniziando ad opporsi a questo insensata uccisione del suolo. Da poco è nato il movimento Stop al consumo di territorio: prima ancora di avere un sito dedicato e di avere fatto incontri di presentazione pubblica, vanta già diverse centinaia di adesioni, tra cui quelle di Luca Mercalli , Maurizio Pallante, Eddyburg ,e Domenico Finiguerra, sindaco di Cassinetta di Lugagnano (MI), primo comune italiano con un piano regolatore a crescita zero.
Qualcosa forse si sta davvero muovendo.
GAS, ciclisti, agricoltori ed estimatori del biologico, no TAV, no inceneritori, difensori del suolo e dell'acqua pubblica di tutti i paesi, unitevi!
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(1) Non è facile trovare in rete una trattazione semplice e comprensiva dei tempi di formazione del suolo. Le stime variano, perchè i processi di pedogenesi variano di velocità da un luogo all'altro:
- da 1000 a 10000 anni per la formazione di uno strato di 30 cm (0,3-3 cm/secolo)
- da 8000 a 75000 anni per la formazione di un ostato di un metro (0,13-1,25 cm/secolo)
- migliaia o decine di migliaia di anni .
(2) Trantor è il pianeta capitale dell'Impero Galattico immaginato da Isaac Asimov nel ciclo della Fondazione. E' un pianeta interamente urbanizzato senza più agricolturanè ambienti naturali.
Un ringraziamento a Roberto Tognetti che ha segnalato questa iniziativa su zero321.








1. vittoriodigiacinto, Martedì 23 Dicembre 2008 ore 12:07
Ben detto.
2. Giancarlo, Martedì 13 Gennaio 2009 ore 20:44
Marco,
sul tema del suolo, ti segnalo lo splendido libro di Claude e Lydia Bourguignon, Il suolo, un patrimonio da salvare, Slow Food Editore. Credo che spieghi il suolo in un modo veramente magistrale, dai principi filosofici alle aplicazioni pratiche locali.
Come Masanobu Fukuoka, i conuigi Bourguignon credono che il suolo non vada arato, ma seminato sotto copertura. Il loro libro spiega quello che fanno, vermi funghi e batteri; parla della terna vincente della coltivazione di cereali, legiminose rampicanto (fissatrici di azoto) e legumi. Fa davvero venire voglia di investire in un po di terra e mettersi ad applicare le cose di cui scriviamo.
Personalmente la trovo la migliore applicazione del principio di Georgescu-Roegen "Matter, matters too".
Giancarlo