Ambienti, scienza e varia umanità
110 km² all'anno, cioè 30 ettari al giorno, cioè 200 metri quadrati al minuto: è la velocità con cui scompare il fertile suolo agricolo in Italia, ingoiato da case, parcheggi, centri commerciali, cavalcavia e aeroporti.
Nel frattempo, le superfici agricole si riducono di 190 km²/anno (50 ettari/giorno, 360 m²/min). Ciò che non viene cementificato, è restituito ai boschi.
Gli dei dello sviluppo hanno sete, avrebbe detto Anatole France.
Secondo i dati ISPRA, la quantità di territorio impermeabilizzata, cioè coperta da cemento o asfalto è passata dal 4.5% al 5%. Non è poco, ed è probabilmente un dato sottostimato, dato che secondo un altro studio ormai è artificiale il 6,7% del territorio (montagne e laghi compresi).
Se si tiene conto che il 35% del territorio italiano è montuoso e lì la cementificazione non può per fortuna fare troppi danni, vediamo che il territorio antropizzato rappresenta circa il 10% del terreno di pianura e collina.
Questo territorio, considerato più "sviluppato" dagli economisti, presenta tuttavia il non trascurabile handicap di non drenare l'acqua piovana, di non produre fotosintesi e soprattutto di non produrre cibo.
Sarebbe bene che ce lo ricordassimo prima che sia troppo tardi...
In realtà in certe zone (in particolare i fondovalli) è già troppo tardi, perchè pressochè tutto il suolo pianeggiante è stato distrutto.
Vedi anche
I dati del grafico sono disponibili sul sito ISPRA (ex APAT), anche se non sono proprio di facile consultazione.
I dati relativi al 2008 sono stati stimati sulla base di produzione di cemento in Italia. Nei nove anni dal 2000 al 2008 sono state prodotte in Italia 395 milioni di t di cemento, il 6% in più di quanto fatto nel decennio 1990-1999 (370 milioni di t).
In quel decennio le superfici artificiali sono aumentate di 824 km². Supponendo che l'antropizzazione sia proceduta di pari passo con la produzione di cemento, è possibile stimare un ulteriore aumento di 870 km².
La perdita di superficie agricola è stata stimata ipotizzando che continuasse il trend del decennio precedente; ciò che non è stato mangiato dal cemento, è stato restituito ai boschi (circa 600 km²).
Riporto qui le tre categorie principali: superfici artificiali, agricole e boschive (non riporto zone umide e acque interne perchè sostanzialmente non cambiano):
Tipo di superficie | 1990 | 2000 | 2008 (stima) |
| Superfici artificiali | 13411 | 14235 | 15100 |
| Superfici agricole | 158427 | 156976 | 155400 |
| Boschi | 127417 | 128038 | 128700 |
I dati relativi al 2008 sono stati stimati sulla base di
PRODUZIONE di CEMENTO in ITALIA.
Nei nove anni dal 2000 al 2008 sono state prodotte in Italia 395 milioni di t di cemento, il 6% in più di quanto fatto nel decennio 1990-1999 (370 milioni di t).
mi sembra un parametro limitante anche visto la stasi
dell'ultimo anno del mercato immobiliare
forse si può fare di meglio confrontando le foto aereofotogrammetriche di qualche anno fa
con la situazione attuale, basta google heart
- ps il ritorno al bosco è lungo penso che molta sia sterpaglia.
comunque sono dati pesanti anche perchè quello che se ne và
è il terreno più facile e produttivo.
Caro Marco
ovviamente i numeri esatti su questo tema hanno scarsa importanza, è il fenomeno che è, secondo me, estremamente preoccupante.Segnalo iniziativa di sabato 24
A tutti gli aderenti alla Campagna Nazionale Stop Consumo di Territorio Carissimi, in allegato vi invio il comunicato stampa e il volantino relativo alla prima iniziativa pubblica della "campagna" che si terrà a Cassinetta di Lugagnano il 24 gennaio. Naturalmente siete tutti invitati e attendiamo una conferma di partecipazione con eventuale richiesta di intervento. Se potete, diffondete l'invito e coinvolgete la stampa locale o nazionale che avete a "portata di mano o di mouse". Molti di voi stanno organizzando assemblee e appuntamenti locali e le adesioni continuano ad arrivare copiose. Questa prima iniziativa, nata come presentazione alla stampa, si sta trasformando in assemblea popolare. Nata dal basso. Dai territori. Speriamo che la stampa ne prenda atto e che dia il giusto risalto alla nostra iniziativa. Un augurio a tutti noi! Con cordialità domenico finiguerra
Interverranno:
Luca MERCALLI - Presidente Società Meteorologica Italiana
Domenico FINIGUERRA - Sindaco di Cassinetta di Lugagnano
Gino SCARSI – Cittadino di Canale d'Alba, primo firmatario della Campagna
Vanda BONARDO - Presidente Legambiente Piemonte e Valle d'Aosta
Marco BOSCHINI - Coordinatore Associazione Comuni Virtuosi
Mauro BAIONI - Direttore Scuola di Formazione Eddyburg
Renata LOVATI – Allevatore e agricoltore, Cascina Isola Maria Albairate
Mario AGOSTINELLI – Presidente Unaltralombardia
L'Italia è un paese meraviglioso. Ricco di storia, arte, cultura, gusto, paesaggio.
Ma ha una malattia molto grave: il consumo di territorio. Un cancro che avanza ogni giorno, al ritmo di quasi 250 mila ettari all'anno. Dal 1950 ad oggi, un'area grande quanto tutto il nord Italia è stata seppellita sotto il cemento.
Il limite di non ritorno, superato il quale l'ecosistema Italia non è più in grado di autoriprodursi, è sempre più vicino. Ma nessuno se ne cura. Fertili pianure agricole, romantiche coste marine, affascinanti pendenze montane e armoniose curve collinari, sono quotidianamente sottoposte alla minaccia, all'attacco e all'invasione di betoniere, trivelle, ruspe e mostri di asfalto.
Non vi è angolo d'Italia in cui non vi sia almeno un progetto a base di gettate di cemento: piani urbanistici e speculazioni edilizie, residenziali e industriali; insediamenti commerciali e logistici; grandi opere autostradali e ferroviarie; porti e aeroporti, turistici, civili e militari. Non si può andare avanti così!
La natura, la terra, l'acqua non sono risorse infinite. Il paese è al dissesto idrogeologico, il patrimonio paesaggistico e artistico rischia di essere irreversibilmente compromesso, l'agricoltura scivola verso un impoverimento senza ritorno, le identità culturali e le peculiarità di ciascun territorio e di ogni città, sembrano destinate a confluire in un unico, uniforme e grigio contenitore indistinto.
La Terra d'Italia che ci accingiamo a consegnare alle prossime generazioni è malata.
Curiamola!www.stopalconsumoditerritorio.it
adesioni e info: altritalialtromondo@gmail.com
La campagna è promossa da:
AltrItalialtroMondo, il blog del sindaco di Cassinetta di Lugagnano, http://domenicofiniguerra.wordpress.com
AltritAsti , Gruppo P.E.A.C.E. Pace, Economie Alternative, Consumi Etici - www.altritasti.it
Movimento per la Decrescita Felice - www.decrescitafelice.it
Cibernetica Sociale Italia, www.ciberneticasociale.org
Eddyburg, Urbanistica, politica, società - www.eddyburg.it
Associazione Comuni Virtuosi – www.comunivirtuosi.org
alle 13:39
max bianco
Bisogna assolutamente imporre le tasse sull'ecocompatibilità delle attività produttive e detrarre dai finanziamenti agli enti locali dei quantitativi di denaro pubblico proporzionali all'espansione edilizia. In un paese densamente popolato come l'italia e che detiene una produzione agricola pari al 30 % del fabbisogno nazionale è semplicemente criminale continuare ad edificare le campagne. Bisogna anzi demolire e utilizzare spazi urbanizzati in disuso. Chi si oppone a queste visioni è un necrofilo e va considerato un criminale dell'umanità.