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La due rivoluzioni di Cuba

Lunedì 5 Gennaio 2009, 09:16 in Buone notizie dal mondo, Decrescita sostenibile, Economia e ambiente di

[Nove giorni senza rete! La cosa ha dell'incredibile. Non pensavo di sopravvivere, cosi' "scollegato", e invece e' andata. Non potendo farne proprio a meno, oggi scrivo due righe, tornando fully operational solo dopo il 6.]Revolucion.jpg

 

Il cinquantesimo anniversario della rivoluzione cubana e' passata sui media italiani senza fare troppo rumore, relegato piu' o meno tra le notizie folcloristiche.

Eppure l'informazione dovrebbe dedicare un po' piu' di spazio a Cuba, non tanto per il gossip sulla successione a Fidel e Raul Castro o per discutere se Obama togliera' o meno l'embargo, ma per accorgersi che a Cuba ci sono state due rivoluzioni:

 

  • La prima e' naturalmente quella del 1959 che ha dato "potere al popolo". Le cose non sono andate esattamente come molti forse avrebbero sperato, ma per alcuni aspetti la vita a Cuba non è poi così male: la speranza di vita è passata dai 59 anni del 1960 ai 78 di oggi (come negli USA); la mortalità infantile è scesa dal 37 per mille al 6 per mille (ancora come negli USA). Se poi  avete visto Sicko di Michael Moore sapete ad esempio che il sistema di assistenza sociale e sanitaria dell'isola è per molti aspetti migliore di quello americano.
  • carrtelnim.jpgLa seconda rivoluzione e' iniziata nel 1991, dopo la dissoluzione dell'URSS; non potendo piu' contare sulle importazione di petrolio sovietico, Cuba ha dovuto defossilizzare la sua economia e soprattutto la sua agricoltura. Non e' stata un'impresa facile, ma la repubblica caraibica e' riuscita a rendere la sua agricoltura sempre meno dipendente dai fertilizzanti chimici e dai pesticidi. Certo, i cubani sono stati forzati ad una certa dieta dimagrante, ma nessuno e' morto di fame; anzi, da alcune ricerche epidemiologiche risulta che la riduzione (forzata) del consumo di carne ha ridotto la mortalita' tra i cubani!

Se la prima rivoluzione di Cuba ha segnato (e continua a segnare) il pensiero e l'immaginazione di milioni di persone in tutto il mondo, la seconda rivoluzione riguarda e interpella tutti, a prescindere dalle simpatie/antipatie che si provano per Fidel o per il Che; tutti infatti dobbiamo confrontarci su scala planetaria con i problemi energetici che ha saputo affrontare e risolvere questa piccola isola.

Tornero' sull'argomento, qui appena accennato, con facts and figures.

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3 commenti
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06 Gen 2009
alle 10:27

Marco

In merito vi consiglio il video (in inglese) "The Power of Community: How Cuba Survived Peak Oil" 53 min in inglese.

http://video.google.com/videoplay?docid=-66172489666918336

Nel 2050 probabilmente il turismo ci sarà, probabilmente molto diverso ma ci sarà. Con l'aumento dei costi energetici il costo del lavoro sarà proporzionalmente molto inferiore. Quindi riservato ad elite... ma la mobilità non si arresterà, sarà molto meno confortevole ma stipare 500 persone su un camion (come a cuba) riduce consistentemente i costi pro capite.

Il modello occidentale non sopravviverà, ma ci sono talmente tanti paesi che vivono discretamente usando una frazione dell'energia pro capite che utilizziamo noi.  

Il problema sta nella velocità della Transizione se nei prossimi 5/10 anni verrà compiuto il processo di trasformazione delle economie occidentali ad un livello di consumo drasticamente inferiore forse (dico forse) ci potrebbe essere sufficiente energia per mantenere un tenore di vita analogo a quello attuale ma non individualistico come quello di oggi. 

Beh, vedremo, la sfera di cristallo non ce l'ha nessuno... 

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05 Gen 2009
alle 22:56

ermanno

ma nel mondo del 2050, da dove arriveranno i turisti con valuta pregiata?

 

1
05 Gen 2009
alle 16:47

Paolo Marani

In tantissimi sostengono che CUBA in realtà sia un modello di vita del "post picco", e che dopo il depauperamento delle risorse naturali globali dovranno loro insegnare, a noi occidentali, come fare a vivere senza tutte le cose che oggi riteniamo indispensabili.

Cuba vive ora come vivrà tutto il mondo nel 2050, più o meno, con alta probabilità.

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