Ambienti, scienza e varia umanità
[Nove giorni senza rete! La cosa ha dell'incredibile. Non pensavo di sopravvivere, cosi' "scollegato", e invece e' andata. Non potendo farne proprio a meno, oggi scrivo due righe, tornando fully operational solo dopo il 6.]
Il cinquantesimo anniversario della rivoluzione cubana e' passata sui media italiani senza fare troppo rumore, relegato piu' o meno tra le notizie folcloristiche.
Eppure l'informazione dovrebbe dedicare un po' piu' di spazio a Cuba, non tanto per il gossip sulla successione a Fidel e Raul Castro o per discutere se Obama togliera' o meno l'embargo, ma per accorgersi che a Cuba ci sono state due rivoluzioni:
Se la prima rivoluzione di Cuba ha segnato (e continua a segnare) il pensiero e l'immaginazione di milioni di persone in tutto il mondo, la seconda rivoluzione riguarda e interpella tutti, a prescindere dalle simpatie/antipatie che si provano per Fidel o per il Che; tutti infatti dobbiamo confrontarci su scala planetaria con i problemi energetici che ha saputo affrontare e risolvere questa piccola isola.
Tornero' sull'argomento, qui appena accennato, con facts and figures.
ma nel mondo del 2050, da dove arriveranno i turisti con valuta pregiata?
In tantissimi sostengono che CUBA in realtà sia un modello di vita del "post picco", e che dopo il depauperamento delle risorse naturali globali dovranno loro insegnare, a noi occidentali, come fare a vivere senza tutte le cose che oggi riteniamo indispensabili.
Cuba vive ora come vivrà tutto il mondo nel 2050, più o meno, con alta probabilità.
alle 10:27
Marco
In merito vi consiglio il video (in inglese) "The Power of Community: How Cuba Survived Peak Oil" 53 min in inglese.
http://video.google.com/videoplay?docid=-66172489666918336
Nel 2050 probabilmente il turismo ci sarà, probabilmente molto diverso ma ci sarà. Con l'aumento dei costi energetici il costo del lavoro sarà proporzionalmente molto inferiore. Quindi riservato ad elite... ma la mobilità non si arresterà, sarà molto meno confortevole ma stipare 500 persone su un camion (come a cuba) riduce consistentemente i costi pro capite.
Il modello occidentale non sopravviverà, ma ci sono talmente tanti paesi che vivono discretamente usando una frazione dell'energia pro capite che utilizziamo noi.
Il problema sta nella velocità della Transizione se nei prossimi 5/10 anni verrà compiuto il processo di trasformazione delle economie occidentali ad un livello di consumo drasticamente inferiore forse (dico forse) ci potrebbe essere sufficiente energia per mantenere un tenore di vita analogo a quello attuale ma non individualistico come quello di oggi.
Beh, vedremo, la sfera di cristallo non ce l'ha nessuno...