Ambienti, scienza e varia umanità

«La società, una volta raggiunto lo stadio avanzato della produzione di massa, produce la propria distruzione. La natura viene snaturata.
Sradicato, castrato nella sua creatività, l'uomo è rinserrato nella propria capsula individuale. La collettività è governata dal gioco combinato di una polarizzazione estrema e di una specializzazione a oltranza. L'affannosa ricerca di modelli e prodotti sempre nuovi - cancro del tessuto sociale - accelera a tal punto il mutamento da escludere ogni ricorso ai precedenti dome guida per l'azione.
Il monopolio del modo di produzione industriale riduce gli uomini a materia prima lavorata dagli strumenti. E tutto questo in misura non più tollerabile.
Poco importa che si tratti di un monopolio privato o pubblico: la degradazione della natura, la distruzione dei legami sociali, la disintegrazione dell'uomo non potranno mai servire uno scopo sociale. [...]
Si determineranno le soglie di nocività dell'attrezzatura sociale, il punto in cui questa si rivolge contro il proprio fine o minaccia l'uomo: si limiterà il potere dello strumento.»
Ivan Illich, La convivialità, Milano 1974, pp. 11-12
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(Immagine pubblicata per gentile concenssione di Andy Singer)