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Le sfide di Obama

Martedì 20 Gennaio 2009, 09:18 in Decrescita sostenibile, Economia e ambiente, Manifesto e commenti generali di

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Finalmente il grande giorno è arrivato.

E' finita la peggiore presidenza nella storia del mondo occidentale e ne sta iniziando un'altra estremamente carica di promesse di aspettative.

Lustratevi un po' gli occhi guardando il grande novantenne Pete Seeger che canta con Bruce Springsteen  This land is your land al concerto per Obama...

Obama non avrà molto tempo per festeggiare, perchè le sfide che si trova di fronte sono molte e molto gravi. Dovrà agire subito su quasi tutti i fronti, senza troppe esitazioni. Forse una volta tanto la shock therapy andrà usata nel senso opposto a quello che è avvenuto negli ultimi 30 anni (Naomi Klein docet).

The Oil Drum sta iniziando a dare consigli al nuovo presidente. Ne riporto qui di seguito alcuni. Per chi fosse interessato ai testi integrali, può leggerseli qui e qui .

  • E' l'energia e non il denaro che muove l'economia. Se i miliardari americani decidessero ad esempio di regalare una vagonata di miliardi di dollari al governo americano, ne ripagherebbero il debito, ma non altererebbero di una virgola la disponibilità di fonti energetiche fossili.
  • L'energia non è tutta uguale. Quella a buon mercato l'abbiamo ormai alle spalle.
  • Investire in turbine eoliche piuttosto che in nuove prospezioni petrolifere.
  • I prezzi più alti per l'energia sono una buona cosa, a patto che i profitti vengano reinvestititi in nuovi sistemi di energia e non vadano ad ingrassare i dirigenti delle multinazionali.
  • Il pubblico deve essere educato a prezzi energetici più elevati. L'alternativa è tra pagare di più l'energia o averne meno a disposizione.
  • Anche se è una misura altamente impopolare, Obama dovrà introdurre una tassa sulla benzina, per arrivare gradualmente ai livelli europei, senza peraltro ridurre le altre tasse. Questo ridurrà i viaggi superflui e stimolerà l'ingegneria americana all'efficienza nei trasporti.
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2 commenti
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20 Gen 2009
alle 21:43

Marco Pagani

Da me sicuramente non potrai mai ascoltare una rivalutazione di quei periodi anche perchè ho una certa memoria di elefante :-)

Il breve spazio di questo commento non mi consente certo di elencare tutto il male che Nixon e Reagan hanno fatto al mondo, soprattutto il secondo; ciònonostante ritengo la presidenza di Bush ancora peggiore, in quanto rappresenta il punto terminale del percorso che quei due sporchi figuri hanno iniziato, ovvero il totale asservimento dello Stato alle big corporations.

Non so se sarà possibile invertire questo meccanismo perverso, anche solo in parte. Staremo a vedere. Per ora l'inizio è più che incoraggiante (anche perchè Obama ha ben altra stoffa rispetto a Carter e Clinton).

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20 Gen 2009
alle 18:53

giuseppe

> E' finita la peggiore presidenza nella storia del mondo occidentale

Curioso: mi ricordo di aver sentito le stesse parole dopo le presidenze di Reagan e Nixon. Ora, invece, c'è una sostanziale (e in molti casi, radicale) rivalutazione di quei periodi. Temo che la nostra mancanza di memoria storica e di "obiettività" politica sia tra il ridicolo e il drammatico. 

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