Ambienti, scienza e varia umanità
Ecco il riepilogo delle fonti di energia elettrica rinnovabile a livello planetario, con una proiezione al 2030. Nei giorni scorsi si è parlato di fotovoltaico, eolico, geotermico e idroelettrico. In questo grafico ho inserito anche la produzione di energia elettrica da biomassa. (1)
Oggi la parte del leone è fatta dall'idroelettrico, ma nel futuro probabilmente non sarà più così. L'eolico dovrebbe diventare la fonte principale tra il 2020 e il 2030.
Secondo questa previsione (2), nel 2030 le energie rinnovabili potrebbero fornire circa 13000 TWh di energia all'anno. Questa era grosso modo la produzione complessiva mondiale nel 1996 (non stiamo quindi parlando dell'età della pietra).
13000 TWh corrispondono inoltre al 70% circa della produzione attuale (intorno ai 18000 TWh).
Il contributo delle fonti rinnovabili per l'energia elettrica sarà quindi tutt'altro che marginale.
Per sapere quanto incideranno le rinnovabili, bisognerebbe sapere quale sarà la produzione complessiva nel 2030. E' una domanda da un milione di euro, a cui è molto difficile rispondere, perchè dipende da molti fattori.
Ma state sintonizzati, perchè ci proveremo...
Leggi tutto il dossier rinnovabili 2009:
(1) Per i dati storici
(2) La previsione al 2030 è stata così costruita
Le previsioni dei costruttori di eolico e fotovoltaico sono già corrette al ribasso rispetto al trend esponenziale degli ultimi anni.
Comunque, a proposito di crisi, il più grande costruttore di generatori eolici, il gruppo danese Vestas, ha ottenuto i seguenti risultati, per quanto riguarda i ricavi
Dipendenti.
(fonti: wikipedia per il 2007, press kit per il 2008-2009). A tutto il 2007, Vestas aveva installato 5 GW di impianti e prevede di intallarne altri 5 entro il 2010.
Qui non c'è crisi. L'eolico non solo fa bene all'ambiente, ma anche ai lavoratori e agli azionisti. Adam Smith, David Ricardo, Karl Marx, Vilfredo Pareto, John Keynes e John Kenneth Galbraith si sarebbero trovati tutti d'accordo che questa è la strada maestra da seguire. Altro che incentivi alle auto!
La risposta al picco delle rinnovabili (mica da scherzarci su, eh :-) ) è kitegen (fattibile è fattibile, ma gli investimenti latitano)
Ottimo articolo, complimenti!
Dubito fortemente però che la crescita delle rinnovabili possa mantenere un andamento così esponenziale, presto o tardi gli incentivi si ridurranno per forza di cose, di mano in mano che occuperanno una parte preponderante della produzione.
Credo sia più probabile che a causa di una crisi planetaria dovremo vedere al ribasso le stime di incremento dei consumi di energia per il breve-medio periodo, al punto che non è escluso potrà verificarsi, fra 15-20 anni, anche un "picco" delle rinnovabili. Ma sono disquisizioni da un tanto al chilo, pochi saprebbero scommettere su quale sarà il futuro.
Una cosa però è certa, addio al petrolio e addio anche al nucleare, se non arriverà qualche breaktrough dalla quarta generazione in grado di essere competitiva anche dal lato dei costi.
Paolo Marani
MIZ - Cesena
alle 18:14
alex
erto, vera è un'altra cosa, man mano che diminuiscono gli incentivi statali, è perchè il costo dell'installazione diminuisce... Già oggi esistono pannelli da 1$ al w (nanosolar), e loro macchina stampatrice produce fino ad un Gw di pannelli all'anno, con pochi M$ di investimento, contro le decine di una macchina da 30Mw all'anno cont ecnologia al silicio.
Quindi, meno incentivi, ma prezzi minori. QUando tutti avremo un 3kw sul tetto, allora si potrà parlare di picco del solare, ma scommetto che passerà davvero moltissimo tempo.... (senza contare eolico biomasse, risparmio energetico ecc ecc)