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L'economia verde che non teme la crisi /1 I costruttori di eolico

Mercoledì 4 Marzo 2009, 10:20 in Buone notizie dal mondo, Decrescita sostenibile, Economia e ambiente, Fonti rinnovabili di
Vestas.jpg

La crisi non colpisce tutti allo stesso modo. Anzi c'è chi non si è nemmeno accorto che c'è una congiuntura economica in atto. Guardate i risultati del gruppo danese Vestas, il più importante costruttore di turbine eoliche del pianeta:

 Anno 
 Ricavi (miliardi di €) 
 20074860
 20086035
 20097200 (prev.)

Stiamo parlando di +24% nel 2008 e + 20% nel 2009, cifre da età dell'oro. In trent'anni fino al 2007 Vestas ha installato 5 GW di impianti ed ora installera altri 5W in soli tre anni, tra il 2007 e il 2010.

I dipendenti (sparsi in tutto il mondo) erano 15000 nel 2007 e sono diventati quasi 21000 nel 2008 (+36%).

Risultati analoghi son stati raggiunti dal gruppo spagnolo Gamesa (+27% di ricavi, +11% di occupazione), che entro il 2012 avrà installato 12 GW e dal gruppo tedesco Enercon che ha installato ben 15 GW.

Grandi gruppi industriali come General Electric o Siemens si sono messe nel business dell'eolico. Perchè FIAT non fa altrettanto?

Non hanno capito i suoi strapagati dirigenti che l'azienda non sopravviverà se non si adatterà al nuovo ambiente?

Vedi anche L'economia verde che non teme la crisi /2 La bicicletta

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2 commenti
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04 Mar 2009
alle 14:02

AA

FIAT non fa eolico, come tante altre cose (ad esempio i cogeneratori).

probabilmente perchè non sono abbastanza sovvenzionati come le auto, la TAV...

Gli altri hanno capito. L'Italia è ferma a nucleare, inceneritori, grandi inutili opere. Ferma agli anni 70. Grazie ai dinosauri al potere. Per quelle cose i soldi ci sono sempre!

 

 

1
04 Mar 2009
alle 12:59

Maurizio T.

Capire ? Caro Marco, a quelli sta bene così, tirare la corda finché si spezza e poi pagherà il parco buoi, come sempre

La classe politica e quella prenditrice italiane sono composte in prevalenza da dinosauri, nessuno dei quali ha intenzione di cambiare alcunché. Solo i giovani potrebbero ribaltare la situazione, ma sono - non tutti, per fortuna - rimbambiti da decenni di tv spazzatura e gadget annessi

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