Ambienti, scienza e varia umanità
Ormai tutti conoscono la cosiddetta sindrome NIMBY, Not In My Back Yard; ovvero costruite centrali nucleari, inceneritori, tangenziali, rigassificatori, expo ecc da un'altra parte.
I media (che difendono sempre in modo un po' troppo solerte i grandi progetti) dicono che la sindrome NIMBY è effetto di egoismo, particolarismo e provincialismo, di chi vuole le comodità senza pagarne i costi.
Seguendo (ma a rovescio) la logica di Garrett Harding, i cantori dello sviluppo argomentano più o meno così: i vantaggi (di solito dati per scontati) di una grande opera sono per tutta la collettività, mentre gli svantaggi (mai documentati però) sono per un piccolo numero, quindi l'opera deve essere realizzata.
Se fossero più onesti forse scriverebbero così:
Ecco allora che salta fuori il meno conosciuto NIABY, Not In Anyone's Back Yard; se un'opera consuma risorse naturali e ha un impatto ambientale devastante, non deve essere fatta in nessun luogo!
La coalizione dei vari NIMBY d'Italia sta in effetti portando ad affermare questo principio: NOTAV, NoDalMolin, ChiaiaNOdiscarica, NoExpo, notangenziale, NOInceneritori ecc non sono espressioni di egoismi locali, ma opposizioni di cittadini attivi a una visione novecentesca e inquinante dello sviluppo. Partendo ad esempio dall'opposizione all'inceneritore che vorrebbero costruire sotto casa, si passa a ragionare sull'insostenibilità di questi grandi progetti.
Qualcuno si preoccupa del NIABY? Allora è perchè non conosce BANANA: Build Absolutely Nothing Anywhere Near Anyone.
Visti i tempi che corrono, non è escluso che questo acronimo soppianti nell'uso principale del fonema il frutto giallo che viene da lontano...
Vedi anche Viva l'Italia, l'Italia che resiste! e le mappe dei luoghi resistenti:
Scusate tutti la scarsa serietà del mio commento, ma la prima riflessione che mi è passata per la testa è che sarebbe veramente bello che prendesse piede "banana", tanto da metterla al c... a chi vuole distruggere quel poco di ambiente integro che resta e certamente il futuro delle generazioni a venire.
Sono pienamente solidale.
Grazie per i commenti. E' da un po' che volevo scrivere di BANANA e finalmente ne ho avuto l'occasione. Anzi bisognerebbere scrivere B.A.N.A.N.A. e magari farci sopra un film.
A proposito di autostrade: domani posto una mappa Google con tutti i luoghi resistenti no autostrade e no tangenziali e altre mappe seguiranno. Qundi questo post è solo l'inizio...
Ottimo post! Utilissimo scoprire questo concetto di "banana" da argomentare in opposizione al concetto di "nimby".
Qui in brianza inizieranno presto a costruire la famigerata autostrada "pedemontana", per alcuni cittadini il "back yard" non sarà solo una metafora.... l'autostrada passerà veramente nel loro cortile!
Bravo Marco! Dal momento che lo "sviluppo" da noi c'è già stato e che gli spazi sono stati abbondantemente saturati, sarebbe ora di cominciare a ragionare secondo due criteri non molto graditi alla grande imprenditoria e allo stuolo di mariuoli che la infestano: 1. manutenzione, manutenzione, manutenzione e 2. riequilibrio, riequilibrio, riequilibrio.
Una visione esclusivamente dinamica della società, cioè quella visione secondo la quale una società può stare in piedi solo se è in continuo e rapido movimento verso non si sa dove, è ormai superata dallo stato delle cose, e va rigettata al più presto e con forza per la sua intrinseca pericolosità. Dunque, vai con BANANA et similia, almeno per quel che riguarda il sovrassaturo Nord Italia. Per quel che possono valere le mie esortazioni: basta crescita!
alle 15:09
andrea
Salve, ho trovato il blog x caso
volevo segnalare 2 link ad un medesimo blog che affronta anche le problematiche del Nimby appunto dal punto di vista di chi si vede imposta l'opra, che è il punto di vista principale e non prescindibile (in teoria).
Qulunque siano i benefici per la collettività (e il discorso che fai è speso corretto: i benefici sono spesso minimi) chi subisce l'opera non solo NON viene nemmeno ascoltato, ma deve anche VERGOGNARSI di difendere il suo territorio!!
E' la stessa procedura che attuava il regime stalinista contro i dissidenti, prima di farli fuori (da noi non si arriva a tanto): dovevano fare autocritica pubblica e dichiararsi parassiti piccolo-borghesi cioè legati ai propri meschini interessi.
La sindrome di Nimby è invece una risorsa: basta vergogna! Sono altri quelli che devono vergognarsi per quello che stanno facendo a noi.
http://bibodallapaludeaicementi.blogspot.com/2011/03/sindrome-non-nel-mio-giardino.html
http://bibodallapaludeaicementi.blogspot.com/2011/03/omaggio-alla-sindrome-di-nimby.html
ciao,