Ambienti, scienza e varia umanità
Chi sono i rifugiati ambientali?
Persone che non possono più vivere sul proprio territorio a causa della siccità, erosione del suolo, desertificazioni, deforestazione o innalzamento del livello del mare.
Nel 2000 erano circa 25 milioni.
Questo numero potrebbe raddoppiare entro il 2010, dal momento che in molti paesi si stanno già sentendo gli effetti dei cambiamenti climatici.
Nel 2050 i rifugiati potrebbero raggiungere i 200 - 250 milioni. La stima è fornita dall'IOM (International Organization for Migrations) e da Christian Aid.
Secondo uno studio dell'ONU presentato nei giorni scorsi, le cause principali di migrazioni ambientali sono soprattutto tre:
Secondo l'ONU, la maggior parte dei futuri migranti non riuscirà a fuggire abbastanza lontano da evitare gli effetti negativi dei cambiamenti climatici. I luoghi raggiunti potrebbero essere precari come quelli lasciati.
Per questo, l'ONU fornisce una serie di raccomandazioni in cui in sostanza si dice che occorrerebbe aiutare di più chi è più a rischio. Semplice e sensato, ma ci sarà qualche governo a raccogliere la sfida?
Sembrerebbe di no, dal modo in cui Nature ha dato la notizia. Secondo la celebre rivista, lo studio dell'ONU "smonterebbe il mito" secondo cui i rifugiati busserebbero alle porte dei paesi ricchi.
Peccato che nel documento non si dica nulla di tutto questo, ma anzi si specifchi che "The report does not attempt to indicate specific geographical destinations for migrants in the future." Sembra che Nature voglia più che altro tranquillizzare i suoi lettori che la vita continuerà business as usual.
Un ringraziamento a Paolo per la segnalazione.
Invece appare evidente che c'è un calo : 601mila ingressi nel 2003 , contro i 302mila nel 2005 e 377mila nel 2007. Poi abbiamo gli anni "eccezionali" con gli ingressi sregolati e irrazionali dalla Romania che viziano il dato.
(a) Saldo naturale (b) Crescita della popolazione (c) Di cui dall'estero
2002 (a) -19195 (b) +327328 (c) +346523 2003 (a) -42405 (b) +567175 (c) +609580 2004 (a) +15941 (b) +574130 (c) +558189 2005 (a) -13282 (b) +289336 (c) +302618 2006 (a) +2118 (b) +379576 (c) +377458 2007 (a) -6868 (b) +488003 (c) +494871
#10
In Italia nel 2006 il saldo migratorio era di +30mila (ti ricordo che c'è sempre di più chi se ne va : chi ti scrive ne è un esempio ; ogni anno una quantità pari agli abitanti di Cremona se ne va, tutti cittadini italiani da innumerevoli generazioni). Nel 2007 è stato di 35mila (dato non ufficiale) e per il 2008 si è tornati attorno ai +30mila. Con questa crisi dovremmo essere già a zero da quest'anno. Quindi dal 2011 certamente avremo sostanzialmente zero entrate.
Pero' il 2011 è anche l'anno del vero collasso energetico* , almeno per l'Italia che va a petrolio (o a carbone importato via nave). Quindi on credo avranno ne' il tempo ne' la voglia di gioire.
* www.theoildrum.com/files/ccst20090610.png
Medo: "il calo dei movimenti di popolazione è netto da almeno un biennio."
Nel caso dell'Italia non mi risulta che sia così. Aspetto i dati ISTAT per un aggiornamento che possa contraddirmi.
Nella nostra situazione, comunque, non avremmo bisogno un *calo*, ma un *annullamento* dei moti migratori. Almeno, di quelli in ingresso. Ideale sarebbe un cartello del tipo: "Favorire il traffico in uscita".
Marco: "[...] storicamente la fertilità è scesa in concomitanza con l'alfabetizzazione delle donne e degli uomini."
Forse è per questo che la fecondità media aumenta, in Italia, dal 1995: posso testimoniare un prepotente fenomeno di sostanziale analfabetismo rampante tra i giovani che attualmente frequentano la scuola e tra coloro che hanno conclusa da qualche anno il proprio percorso formativo.
Ovviamente parlo di percentuali nella piena consapevolezza che "i giovani" non sono tutti così: non voglio assolutamente fare di ogni erba un fascio. Ognuno è responsabile dei propri comportamenti *a livello individuale*. Fatto salvo che chi sfascia la scuola (e tanto a destra quanto a sinistra abbiamo una classe dirigente molto impegnata in questo sfascio) con azioni "centralizzate" è più responsabile degli altri -- e difficilmente è un adolescente.
@ Aldo e medo
Sartori si improvvisa demografo e ambientalista, ma non gli riesce molto bene. "Ora" si comincia a parlare di rifugiati ambientali? Io ne ho sentito parlare da almeno dieci anni (Vedi J. Ziegler, La fame nel mondo spiegata a mio figlio, 1999).
Sartori non dice che l'erosione del suolo e la desertificazione sono anche una conseguenza della monocultura imposta all'Africa dall'Europa.
L'Africa non sta morendo di sovrappopolazione. Almeno non ora. Questo potrebbe succedere in futuro. In Africa (sub-sahariana) ci sono 4,3 persone per ettaro di terra coltivata (dati reperibili in earthtrends). Più che in Europa (2,4), ma meno che in Asia (7,6!). Eppure la percentuale di malnutriti in Africa è il doppio (30%) che in Asia (15%).
L'Africa muore di povertà, di debito, di corruzione interna, di etnocentrismo, di monocoltura, di rapina delle sue risorse naturali da parte degli europei (petrolio, metalli) e naturalmente anche di AIDS.
E poi, quale invasione? Proprio oggi l'UNHCR ha pubblicato un rapporto che afferma che la maggior parte dei rifugiati è ospitata in altri paesi poveri. Come ho scritto in questo post, il rapporto ONU sui profughi ambientali dice che la maggior parte dei profughi non riuscirà ad allontanarsi di molto dalla sua terra natale.
Per tornare a Sartori, non mi piace che chiami "invenzione" il diritto di asilo. sembar quasi che si dispiaccia di ter secoli di illuminismo. E l'articolo 10 della costituzione?
Non mi piace nemmeno che affermi che la crescita demografica "va fermata". E come? con una guerra preventiva? Se avesse anche solo sfogliato il libro di Todd, saprebbe che storicamente la fertilità è scesa in concomitanza con l'alfabetizzazione delle donne e degli uomini.
E come si sposterebbero questi milioni di rifugiati ? La contrazione delle emigrazioni è iniziata dal 2007 a livello globale , con il greggio che ha cominciato le sue brusche salite.
Non si sposteranno certo a piedi o passando dai boschi o nuotando o andando alla deriva su barconi senza propulsione.
I dati sono certamente da rivedere : il calo dei movimenti di popolazione è netto da almeno un biennio.
quella di Morner non era un opinione ma una peer review su una rivista autorevole.
http://earthobservatory.nasa.gov/Newsroom/view.php?old=2008090427392qui c’è un comunicato della Nasa dove si dice che le proiezioni di una crescita del livello del mares sopra I 2 mt ( necessaria a seppellire maldive tuvalu ecc) entro il secolo è fisicamente impossibilehttp://www.sciencedirect.com/science?_ob=ArticleURL&_udi=B6V93-4TY42V1-2&_user=10&_rdoc=1&_fmt=&_orig=search&_sort=d&view=c&_acct=C000050221&_version=1&_urlVersion=0&_userid=10&md5=7595a56cda146ad342b7f82eef84e8edSerafim E. Poulos , a, , George Ghionisa and Hampik Maroukian “Sea-level rise trends in the Attico–Cycladic region (Aegean Sea) during the last 5000 years” Geomorphology Volume 107, Issues 1-2, 1 June 2009, Pages 10-17Qui si dice che sarà di 9 cm entro il 2100 ed è una peer revie del 2009
Mi sembra appropriato segnalarvi questo articolo..
Immigrazione e diritto d’asilo – il pozzo senza fondo
Per chi non lo sapesse, il pozzo di San Patrizio è un pozzo senza fondo, e quindi un pozzo che non si riempie mai. Finora risultava che la terra fosse un pianeta tondo e racchiuso in se stesso. Ma per i «popolazionisti» e per chi si occupa di migrazioni di massa è, si direbbe, un pozzo di San Patrizio. Siamo più di 7 miliardi? Nessun problema, il pozzo li ingurgita tutti. Sarebbe lo stesso se fossimo 77 miliardi: provvederebbe sempre San Patrizio. Un Santo del VI secolo che la Chiesa dovrebbe rivalutare.
Ma procediamo con ordine. Di recente Alberto Ronchey ricordava su queste colonne che un secolo fa gli africani erano 170 milioni, mentre oggi si ritiene che siano 930 milioni. La sola Nigeria potrebbe arrivare, nel 2050, a 260 milioni di abitanti; e le Nazioni Unite stimano che Paesi come l’Etiopia, il Congo e il Sudan, già stremati da ricorrenti carestie, rischiano di raddoppiare, entro il 2050, la loro popolazione. E mentre la popolazione cresce a dismisura, le risorse alimentari del continente africano sono state malamente dilapidate dall’erosione del suolo e dalla desertificazione.
Questi sono, all’ingrosso, i numeri della «pressione dell’Africa» richiamata da Ronchey, che è la pressione a noi più vicina e quindi più minacciosa. Una pressione che si ascrive alla categoria degli «eco-profughi», e correlativamente degli «eco-rifugiati». Che fare? Come accoglierli? Finora si è parlato di diritto di asilo. Ora si comincia a parlare di «profughi ambientali». La prima categoria è impropria e difficile da accertare, mentre la seconda è davvero troppo larga, troppo onnicapiente: presuppone che il mondo sia quel pozzo di San Patrizio che non è.
Il diritto di asilo è stato, nei millenni, una protezione, una immunità religiosa dalla «vendetta del sangue» (i parenti di un ucciso, o simili) per chi si rifugiava in un luogo sacro. Questo asilo trova la sua massima espansione nell’Europa medievale, per poi venir meno. E il punto è che l’asilo non è mai stato riconosciuto come «diritto» di intere comunità e tanto meno per motivi politici. Pertanto il diritto di asilo concepito come titolo di entrata in un Paese per i rifugiati politici è una recente invenzione. E andiamo ancora peggio con la nozione di «vittime ecologiche». Questa categoria è davvero smisurata e sconfitta dai numeri. Gli eco-profughi sono già centinaia di milioni; e basterebbe che il dissesto del clima spostasse i monsoni per ridurre alla fame mezzo miliardo di indiani.
Il rimedio certo non può essere di accogliere tutti e di un Occidente che si prende carico dei diritti di asilo e dei profughi ambientali. Per l’Africa un’idea sarebbe di «rinverdirla», di renderla di nuovo fertile e vivibile. Un po’ tardi, visto che l’agricoltura è già per metà perduta, che i laghi si prosciugano e che la desertificazione è irreversibile. Per carità, l’Africa va aiutata. Ma tutto è inutile se e finché non apriremo gli occhi alla realtà, al fatto che l’Africa (e non soltanto l’Africa) muore di sovrappopolazione, e che la crescita demografica (ovunque avvenga) va risolutamente affrontata e fermata.
Giovanni Sartori - 15 giugno 2009
Secondo Wikipedia Nils Morner è come al solito l'unico geofisico che ha visioni discordanti sull'innlzamento dei mari. La scienza non si fa a maggioranza, beninteso, e qualche voce discordante è sempre utile, tuttavia il consenso della comunità scientifica è sempre stato un fattore importante nel progresso della scienza.
Secondo Wikipedia, inoltre Morner si è anche distinto per cercare di insegnare la rabdomanzia!
La sua firma appare anche nel manifesto negazionista del Cato Institute.Le sue ipotesi sono state messe in discussione da altri scienziati.
L'articolo su Nature è del 2005 e precede il quarto rapporto IPCC. Il capitolo sul livello del mare del 4° rapporto è stato preparato da oltre cinquanta esperti in materia e rivede tutte le deetrminazioni e i modelli relativi all'innalzamento del livello.
Vi sono anche scienziati che ritengono troppo ottimistiche le previsioni del''IPCC.
Incredibile! Ho da poco finito di leggere "Atmosfera letale" di Bruce Sterling: uscito nel 1994 sembra anticipare in parte questo lavoro, con l'unica differenza che il problema coinvolge anche gli Stati Uniti!!!
grazie a te per l'approfondimento. ;-)
Ma l'ONU e l'IPCC cosa sono? La gran madre del catastrofismo?
Il livello di massimo innalzamento dei mari è stato stimato dall’IPCC nel 2007 in circa 0,58 m. entro il 2100, ma su Nature nel 2006 era stata pubblicata una ricerca che stimava l’innalzamento massimo intorno ai 0,051 m entro il 2100, 10 volte di meno.
Malgrado questo, A. Cianciullo ha scritto su Repubblica che il livello del mare potrebbe salire di 1,8 mt entro il 2100, addirittura Mario Tozzi, in stile catastrofista, ha mandato in onda, su rai tre, una ricostruzione di Milano (122 m. s.l.m) sommersa dal mare! Che dire? Pescheremo le sarde dalle guglie del duomo. Al Gore nel suo film invece afferma che il livello dei mari potrebbe salire fino ad un massimo di 6 mt (100 volte di più) sommergendo le Maldive e le Tuvalu.Nils Morner il massimo esperto mondiale di variazioni nel livello del mare, dopo questi falsi allarmismi, si è sdegnato e ha scritto che la temperatura è correlata linearmente con le variazioni solari e non con la CO2, che il livello dei mari è stabile da 60 anni e non sta subendo nessun aumento repentino, concludendo amaramente che la scienza fatta di osservazioni, interpretazioni e conclusioni è stata sostituita dai dogmi con chiari interessi politici.
http://www.nature.com/nature/journal/v439/n7074/abs/nature04448.html Sarah C. B. Raper, Roger J.Braithwaite, “Low sea level rise projections from mountain glaciers and icecaps under global warming” Nature 439, 311-313 (19 January 2006) | doi:10.1038/nature04448;ANTONIO CIANCIULLO “WORLDWATCH Emissioni, mari, gas, il clima è nel caos” Repubblica 13 gennaio 2009
http://www.cosis.net/abstracts/EGU06/08676/EGU06-J-08676.pdf
Nils-Axel Mörner “The most severe climatic extreme and its effects” Geophysical Research Abstracts, Vol. 8, 08676, 2006 SRef-ID: 1607-7962/gra/EGU06-A-08676
alle 22:21
Aldo
Nel 2007 gli ingressi (regolari, ai quali devi aggiungere i clandestini) sono stati 494.871, non 377mila. Non so se riesci a visualizzare una folla di mezzo milione di persone. In un solo anno.
Per intendersi, Genova conta circa 600.000 abitanti. In un solo anno, abbiamo dovuto trovare, sul nostro sovraffollato territorio, spazio per una nuova città di quelle dimensioni, con tutto quel che comporta. E' una follia suicida.