Scarpe, divani, carne in scatola e la distruzione dell'Amazzonia

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Un paio di scarpe Geox, Adidas, Timberland o Clarks, un divano di pelle Chateaux d’Ax o Ikea, un piatto di carne Simmenthal o Montana possono avere un’impronta devastante sull’ultimo polmone del mondo.

Dopo tre anni di indagine, oggi Greenpeace l’inchiesta scandalo “Amazzonia, che macello!”.

L'allevamento bovino in Amazzonia è la causa principale della deforestazione. La foresta sta sparendo al ritmo di un ettaro ogni 18 secondi (5000 ha al giorno, un milione e 700 mila l'anno).


Seguite questo link per richiedere a diverse multinazionali di non acquistare più pelle da bovini allevati in Amazzonia.


Greenpeace ha pazientemente ricostruito le filiere dei prodotti bovini delle tre principali responsabili della deforestazione, le aziende multinazionali di allevamento Bertin, JBS (è in grado di "trattare" qualcosa come 80 mila bovini al giorno) e Marfrig.

Le tre aziende sono anche colpevoli di avere acquistato bovini da loschi personaggi come de Paiva Abreu , Quagliato e Duarte do Valle, accusati di aver trattenuto in stato di schiavitù centinaia di lavoratori. 

I loro prodotti (carne e pelle) vengono esportati in tutto il mondo ed anche in Italia:

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  • Kraft (che produce Simmenthal) si rifornisce da tutte e tre le multinazionali.
  • Cremonini è fornitore di Trenitalia, produttore di Montana e proprietario dei marchi Chef Express e RoadHouse Grill. JBS ora ne detiene il 50% del capitale. Anche Marfrig risulta tra i fornitori.
  • le due principali aziende conciarie italiane, RMG e GM , ricevono regolarmente pelle bovina da Bertin e forniscono produttori di scarpe come Geox oltre all'industria automobilistica.
  • Natuzzi (Divani&Divani) è uno dei principali clienti di Bertin e rifornisce anche IKEA.
  • Anche l'altro nome famoso per i divani, Chateaux d’Ax, si rifornisce da Bertin.

Greenpeace chiede naturalmente a tutti di non acquistare da allevamenti e aziende implicati nella distruzione dell'Amazzonia.

Chiede inoltre una moratoria della deforestazione per arrivare a deforestazione zero in Amazzonia entro il 2015.

E' inoltre piuttosto evidente che chi non consuma carni bovine e non fa uso di oggetti in pelle non sarà mai coinvolto con la distruzione dell'Amazzonia…

Ho mandato attraverso il sito di Greenpeace la mail per chiedere alle multinazionali di non comprare più pelle bovina dall'Amazzonia e dopo pochi secondi mi è arrivata una risposta da Timberland in cui si dicono committed, interested ecc. Si trattava naturalmente di un messaggio automatico, preparato in precedenza; in ogni caso è la prova che scrivere lettere funziona perchè sono prese in considerazione e più è grande il loro numero e più il loro commitment diverrà reale.

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