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Aumenteranno le emissioni di CO2 /1 La centrale a carbone di Porto Tolle

Venerdì 31 Luglio 2009, 11:50 in Economia e ambiente, Impatto ambientale, Sviluppo "insostenibile", grandi progetti di

PortoTolle.jpgNel quasi totale disinteresse dei media, il governo ha firmato il decreto per la conversione a carbone della centrale a olio combustibile di Porto Tolle.

Il ministro dell'ambiente (che ahimè è solo una velina del ministro dello sviluppo economico) ciancia di carbone pulito e di riduzione di emissioni di CO2. In realtà, a parità di energia prodotta, aumenteranno le emissioni di anidride carbonica.

Perchè? Il calcolo è semplice.

  • Una centrale a olio combustibile ha un rendimento medio del 40%. Il combustibile produce 77,6 kg di CO2 per ogni GJ di energia termica. Tenendo conto del rendimento, questo significa 194 kg di CO2 per ogni GJ di energia elettrica.
  • Una centrale a "carbone pulito", che cioè usa il metodo della gassificazione del combustibile, dovrebbe avere un'efficienza un po' più alta, del 45% circa, ma questo vantaggio è annullato dal ben più alto fattore di emissione del carbone, 103,6 kg di CO2 per ogni GJ di energia termica. Si tratta quindi di 230 kg di CO2 per ogni GJ di energia elettrica, ovvero il 19% in più.
Occorre appena ricordare che la centrale si trova nel parco del delta del Po, ma d'altra parte questo governo considera "la tutela ambientale come un fastidioso orpello allo sviluppo economico", come afferma (finalmente!) un parlamentare dell'opposizione).

E' anche appena il caso di ricordare (anche in vista delle primarie di ottobre) che  l'allora ministro Bersani è stao uno dei principali esponenti del "partito del carbone" ...

Qui la fonte per i fattori di emissione. 

8
8 commenti
8
04 Ago 2009
alle 12:54

Rinaldo

Interessanti le riflessioni di Marco Pagani, in particolare quando dice:

"Come comunicare coni numeri senza annoiare? Chi lo scopre potrebbe prendere il Pulitzer...".

Beh, quando si fanno delle riflessioni appunto sui numeri, sarebbe utile e bene fare una comparazione tra quella che è la situazione del nostro Paese con quella degli altri maggiori Paesi Ue con i quali ci dobbiamo necessariamente confrontare. Ed allora ne scopriamo delle belle !

Per esempio:

- quanti sanno che l'Italia è, di fatto, il Pesae più virtuoso (in termini di emissioni di CO2 procapite) rispetto a tutti gli altri Paesi Ue (unica eccezione la Francia, solo per il fatto che produce il 78% dell'elettricità con il nucleare) ?

Alcuni numeri:

- Italia = 9 t/CO2eq procapite

- Germania = 12

- U.K. = 11

Inoltre l'Italia produce e consuma molta meno energia di quanto facciamo i maggiori Paesi Ue succitati. Anche questo è un elemento importante da considerare, visto che poi l'energia elettrica è un fattore fondamentale per lo sviluppo ed il benessere dei cittadini. Tutte le attività produttive sono di natura energivore e se noi paghiamo l'elettricità mediamente il 38% più cara dei nostri concorrenti Ue, tutta la ns. industria ne è penalizzata e così l'occupazione e la capacità competitiva del Paese.

Ma proprio nessuno si domanda perchè, stante i numeri succitati (che possono agevolmente essere visionati visitando il sito della Environmental Europea Agency), noi appariamo in "ritardo" nell'obiettivo di riduzione delle emissioni di CO2 impostoci dall'Ue per il Protocollo di Kyoto ?

Eppure sarebbe facile rispondere, esaminando proprio i numeri. Infatti, siamo stati bellamente fregati al momento in cui fu decisa questa ripartizione in seno alla Ue (B.S.A. 1998).

Se si facessero semplici ed opportuni calcoli e si distribuissero le riduzioni in maniera proporzionale alle emissioni ed ai consumi, risulterebbe che all'Italia dovrebbero essere RESTITUITE circa 100 milioni di tonn./anno di emissioni (rispetto a quelle forzosamente concesseci) e così il nostro obiettivo avrebbe dovuto essere + 10% anzichè -6,5% ! A questo punto, l'Italia sarebbe perfettamente in linea con le proprie emissioni, anzi addirittura a "credito" !

Il tutto senza modificare l'obiettivo MEDIO Ue del - 8% al 2012 !

Ma allora chi è che ha negoziato così "bene" per l'Italia ?

Basta andare a vedere chi era in Min. Ambiente dell'epoca ed il relativo Capo del Governo !

Invece, le famose lobby ambientaliste continuano ad accusare l'Italia di essere inadempiente, che questo ci costerà molti soldi  e, nonostante la ns. virtuosità, che dobbiamo ulteriormente penalizzarci (Tafazzi, al cubo ???).

Il tutto per un elemento, la CO2, fondamentale per la vita su questo Pianeta, elemento che non ha un effetto locale, non è velenosa, ne esplosiva e, comunque, finisce nella troposfera, indipendentemente dal luogo di emissione. Interessante allora capire (e spiegarsi !) perchè NULLA viene detto e registrato per quanto riguarda la CO2 che NATURALMENTE è sempre presente nei giacimenti insieme agli idrocarburi ed in particolare in quelli di gas metano. Viene estratta con questo e ...semplicemente separata in fase di estrazione dal metano e "vented" (liberata all'atmosfera), con una sola PICCOLA differenza: non viene conteggiata (ed il famoso IPCC e Protocollo di Kyoto non la considera. Poi ci vengono a dire che bruciare il metano per produrre elettricità ha un fattore di emissione circa dimezzato rispetto all'utilizzo del carbone ! Capito ?

Un'ultima considerazione sui numeri (per non tediarvi):

Ma come è possibile che in Italia si demonizzi così acremente il carbone, che rappresenta SOLO la produzione del 12% dell'elettricità che in Italia consumiamo. La Germania produce il 48% dal Carbone, la Gran Bretagna il 38%, la media Ue il 32%, gli USA il 50% , la Danimarca il 54%, ecc. ecc. ed invece sembra che i "cattivi" siano proprio nel bel Paese!

Pensate che Ecofys e WWF hanno appena dato le "pagelle" ai Paesi G8 in termini di "virtuosità sulle emissioni e, udite, udite, a chi hanno dato il 1° Posto ? Ma ovviamente alla Germania (con quanto detto sopra), il 2° posto alla Francia (con quanto detto sopra per il Nucleare, energia non considerata idonea per lo stesso WWF per produrre elettricità!), il 3° posto alla U.K. (con quanto detto sopra).

Morale, sarebbe ora che i numeri fossero chiari ed univoci per tutti, ma soprattutto venissero tolti dalla facoltà di espressione "fantasiosa e speculativa" dei soliti noti !

Saluti. 

 

 

7
03 Ago 2009
alle 09:42

Tiziana Ferrarese

Ragazzi, guardate che la CO2 non è velenosa (ce la beviamo anche con l'acqua gassata) e non ha un impatto locale. Ciò significa che non avrà un effetto sull'ecosistema del parco del delta del Po. Per la CO2 occorre intervenire a livello globale mondiale, se davvero vogliamo ridurne la quantità in atmosfera. Il nostro Paese produce quasi il 60% di energia dal gas. Lo sapevate che il metano è un gas serra con un impatto 20 volte maggiore della CO2? E che al momento dell'estrazione vi è un quantitativo enorme di CO2 liberata in atmosfera dai pozzi di estrazione? L'ho letto su un articolo del Wall Street journal in una intervista alla Exxon che ammetteva proprio questo.

Noi dobbiamo riequilibrare il nostro mix energetico. E' necessario. Dipendiamo troppo dal gas. Questo non significa non avere un occhio di riguardo per l'ambiente. Credo che l'importante sia accertarsi che le nuove centrali che vengono realizzate inquinino il meno possibile. In questo dobbiamo essere seri. La CO2, ripeto, non è un inquinante.

Il tutto per doverosa informazione.

ciao,

tiziana

6
02 Ago 2009
alle 09:35

Marco Pagani

@ Aldo

Mi era chiaro che non si trattava di una critica; lo sfogo qui sopra era rivolto non certo a te, ma alla superficialità italiana. C'è un disinteresse tutto italiano per le scienze e la matematica in particolare, visto che in altri paesi sono trattate con maggiore rispetto.

5
01 Ago 2009
alle 11:47

Aldo

Marco, forse è opportuno puntualizzare che la mia non era un critica al tuo post. Al contrario...

4
01 Ago 2009
alle 11:32

Marco Pagani

@ Aldo

Lo so, nell'Italia ignorante e superficiale, i numeri annoiano, ma ahimè, ogni discorso senza numeri è solo aria fritta, anche se pronunciato da maître à penser alla moda.

Il punto è questo: la maggior parte (anche se non tutte, il picco del petrolio è un buon controesempio) delle questioni di interesse per il cittadino non necessita del calcolo variazionale, dell' equazione di Schroedinger o della topologia differenziale. E' sufficiente l' aritmetica elementare e (qualche volta) si arriva alle equazioni di primo grado.

Il metodo scientifico in questo senso è democratico perchè è trasparente. Il calcolo (qui sopra) è comprensibile a chiunque abbia la pazienza di volerlo seguire, ed è eventualmente modificabile o migliorabile se qualcuno trovasse valori più precisi dei parametri o ritenesse che occorre modificare qualcosa nelle formule.

Come comunicare coni numeri senza annoiare? Chi lo scopre potrebbe prendere il Pulitzer...

 

 

3
01 Ago 2009
alle 10:01

vac

@. Aldo,

Qui non siamo su studio aperto; il pubblico è + competente.

Sono cmq d'accordo con te che in pubblico e soprattutti quando si parla i numeri devono essere evitati.

2
31 Lug 2009
alle 23:27

Aldo

"Eh, ma tu parli un linguaggio difficile, con tutti quei numeri!"

Per esperienza diretta posso affermare che è risibile la percentuale di coloro che sono in grado, o comunque che sono desiderosi, di impegnarsi un minimo per ricavare informazioni significative prendendo in considerazione dei numeri, quand'anche semplici. Triste, ma vero.

Avrei diversi esempi da citare dai quali traspare con grande chiarezza che i numeri sono spessissimo usati per veicolare messaggi strumentalmente fuorvianti, secondo la sottile arte del dire e del non dire, dell'evidenziare e del celare. Gli artifici di quest'arte maligna sono efficaci nella misura in cui si incontrano con la superficialità e l'ignoranza di chi subisce il messaggio capendo "Roma" per "toma". Chi usa di quest'arte è un manipolatore della peggior specie e, se riveste un ruolo nel mondo dell'informazione o della rappresentanza politica, è un criminale.

1
31 Lug 2009
alle 19:25

Paolo

Siamo messi proprio bene! D'altra parte, ai bambini cattivi, la befana gli porta il carbone...

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