Ambienti, scienza e varia umanità
Ecco cosa (non) hanno deciso al G8 è il titolo di un post di due anni fa, a proposito del bla bla climatico della conferenza di Lisbona.
All'Aquila le cose non sono molto cambiate. Nonostante i toni trionfalistici della TV e della stampa, il documento approvato all'Aquila pretende di dire tutto senza dire nulla.
Ecco ad esempio cosa si dice a proposito della riduzione delle emissioni di CO2 (paragrafo 65)
«Reiteriamo la nostra volontà di condividere con tutte le nazioni l'obiettivo di ottenere almeno una riduzione del 50% delle emissioni globali entro il 2050, riconoscendo che questo implica che le emissioni dovranno raggiungere un picco al più presto possibile per diminuire in seguito»
Se rileggete bene questa frase vi renderete conto che non significa assolutamente nulla. Si parlà solo della volontà di condividere un obiettivo lontano nel tempo, senza fornire obiettivi più ravvicinati.
Cosa si vuole fare per il 2015? e per il 2020?
Quale road map per la crescita delle energie rinnovabili?
In compenso (paragrafo 22) qualcuno ha avuto l'alzata d'ingegno di parlare di crescita sostenibile.
Nel documento non si fa nemmeno cenno ad una parola tabù, ovvero carbone.Bene ha fatto Greenpeace ad occupare le 4 centrali a carbone italiane (Bribdisi, Marghera, Vado Ligure e la preannunciata Porto Tolle) per ricordarci che la lotta ai cambiamenti climatici è fatta anche di scelte concrete.
http://forum.meteonetwork.it/meteorologia/108106-rifkin-g8-gw-lodore-dellipocrisia.html RIFKIN, IL G8, IL GW, E L’ODORE DELL’IPOCRISIA
Viste le previsioni delle curve , discendenti , di capacità produttiva di carbone e petrolio , sicuramente al 2050 le emissioni saranno dimezzate rispetto ad oggi. Poco , ma sicuro.
Carbone :
www.energybulletin.net/node/29919
Petrolio :
www.daviesand.com/Perspectives/Forest_Products/Oil_Reserves/
Grazie per i commenti. Concordo con Paolo, il -50% al 2050 è troppo poco, troppo tardi.
@ Aldo. In effetti nel documento che ho citato sopra sul futuro sostenibile, la parola population ricorre solo 3 volte nell'accezione di "vulnerable population", vulnerabile ai cambiamenti climatici. Non vi è alcuna traccia nemmeno lieve di accenno al problema demografico.
@ Red
L'idea del CCS (a livello globale) mi piace poco, sia per i rischi, i costi energetici e la scarsa fattiblità tecnica, sia perchè serve per convincerci che possiamo continuare a consumare come maiali perchè tanto poi scopiamo la CO2 sotto lo zerbino.
A livello italiano, dico invece, ma per favore!!! Se non sappiamo nemmeno garantire la sicurezza di un trasporto ferroviario standard di GPL, vogliamo giocare con la CO2 sottoterra?? Lasciamolo fare agli svedesi o ai finlandesi, non ai pasticcioni, caciottari, intrallazzati, corrotti e mafiosi italiani...
Oggi parlavano del progetto dell'Enel ed Eni di stoccare l'anidride carbonica in siti geologici e di monitare le eventuali fughe. Cosa pensi?
Due commenti:
1. Come giustamente osservi, parlare al futuro è il modo preferito per non ritrovarsi costretti a fare qualcosa nel presente. E' una tecnica tanto vecchia quando abbondantemente praticata.
2. Un'altra cosa basilare ed ineludibile non è stata presa minimamente in considerazione nel G8, ovvero la necessità di invertire il processo di crescita demografica con una opportuna pianificazione (incruenta). Per quel che ne so, non è neppure stata pronunciata la più proibita delle parole: sovrappopolazione. E vai così!
Temo che anche se si volesse perseguire seriamente l'obiettivo del 50% entro il 2050 risulterebbe insufficiente a scongiurare un significativo aumento della temperatura globale.
alle 15:46
Maurizio
Petizione contro i cambiamenti climatici
Se vuoi firmare anche tu la petizione, visita il Progetto eMPOWER della Commissione Europea
http://www.ep-empower.eu/epetitions/it/Cambiamento_Climatico.aspx?cat=Climate Change