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Ago 0926

Il picco del marmo di Carrara

Pubblicato da Marco Pagani alle 11:49 in Economia e ambiente, Sviluppo "insostenibile"


 Cave%20Carrara.jpg

Di ritorno da un viaggio in Toscana sono stato sulle Alpi Apuane. Da Campo Cecina il panorama è splendido, se non fosse per le ferite inferte alla montagna dalle cave di marmo.

Qui il marmo viene escavato fin dall'antichità, ma con l'avvento del petrolio la velocità di escavazione è stata moltiplicata per cento o forse anche per mille.

La montagna sventrata della foto in alto è un'illustrazione lampante dell'idea del picco dei minerali , di cui ho parlato abbastanza a lungo nel blog. Possibile che tutti continuino a scavare e tagliare senza pensarci?

Tornando a casa, ho cercato dati sull'escavazione del marmo apuano. Ci è voluto un pochino, ma poi ho trovato gli annali della camera di commercio di Massa e Carrara.

Indovinate un po'?

 

 

Picco%20del%20marmo.jpg

L'estrazione di marmo è cresciuta con rapidità vertiginosa  a partire dal 1950 e l'estrazione ha registrato un picco nel 1995. Il fit logistico (curva rossa) è discreto (R²=0,92) se si tiene conto che non sono disponibili dati prima del 1950, quindi manca la coda passata della logistica.

Non conosco la situazione geologica delle Apuane, ma questi dati ci fanno pensare che il meglio del marmo sia ormai passato. Prima o poi sarà bene riservare questa pietra bianca agli scultori invece di pavimentare le ville dei nuovi ricchi di tutto il pianeta.

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Commenti

1. Valerio, Mercoledì 26 Agosto 2009 ore 21:11

Qui ci sono picchi ovunque:(

Che Dio ce la mandi buona...

2. P.S., Giovedì 27 Agosto 2009 ore 11:56

Ma si può parlare di picco valutando i dati di un luogo solo di produzione?

E se fosse la crisi, se fosse la concorrenza dei materiali dei paesi dell'est, della Cina?

Bisognerebbe almeno confrontare i dati con i dati della produzione mondiale, no?

Poi forse è eccessivo parlare di ville dei nuovi ricchi, un pianetto di marmo ce l'hanno i mobili da bagno dell'ikea...

3. Marco Pagani, Giovedì 27 Agosto 2009 ore 13:36

Sì, si può parlare di picco del marmo di Carrara; ogni miniera ha il suo picco e il picco mondiale di un dato materiale è dato dalla somma di tutte le diverse curve. Se leggi bene il titolo del post non ho parlato di "picco del marmo", ma di "picco del marmo di Carrara" (intendendo in realtà, tutto il marmo apuano). Le congiunture economiche possono creare picchi secondari, come si vedono bene nel caso del mercurio, del piombo, dell'oro o dell'argento (tanto per fare gli esempi più significativi), ma il picco principale è fatto fisico-geologico, punto e basta.

E' il picco definitivo? Per dirlo bisognerebbe sapere qualcosa di più sulla geologia e sull'economia del marmo, ma direi che il grafico è un buon indizio.

4. Pietro Cambi, Giovedì 27 Agosto 2009 ore 14:58

Ciao Marco.

Intervengo da geologo, Toscano e con qualche conoscenza della zona.

Il picco delle Apuane è prevalentemente legale, nel senso che l'apertura di nuove cave è in pratica quasi impossibile e lo sfruttamento di quelle vecchie fortemente vincolato a criteri paesaggistici e ambientali.

Tutto questo mi trova ovviamente d'accordo ma contribuisce a spiegare un picco che, dal punto di vista puramente estrattivo non avrebbe ragione d'essere. Di marmo, infatti, ce n'e' tantissimo, ne abbiamo sfruttato solo una piccola porzione di piu' facile accessibilità, anche se alcune rare qualità, come il cosidetto statuario, sono in effetti rari e costosissimi, come del resto è sempre stato...

In ogni caso, alla fine si tratta sempre di EROEI, anche se E dovrebbe in questo caso stare per Economy...

5. Marco Pagani, Giovedì 27 Agosto 2009 ore 23:41

Grazie Pietro per l'intervento. In un certo senso possiamo includere blocchi e vincoli legali tra i fattori che fanno arrivare al picco e ridurre la produzione, dal momento che non importa l'ammontare assoluto di una risorsa, ma la sua quantità sfruttabile.

Se il picco "estrattivo" dovesse essere lontano non si spiega l' andamento logistico della produzione. Se non è più aumentata per i motivi che hai detto, perchè non è rimasta costante?

6. J_B, Venerdì 28 Agosto 2009 ore 09:59

Ehm, non per fare il pignolo ma il tuo fit logistico lascia un po' il tempo che trova. Dai dati che mostri infatti la flessione sulla destra è dello stesso ordine di grandezza delle fluttuazioni statistiche. Per intenderci, se tu avessi fatto lo stesso fit con i dati fino al 1988 probabilmente avresti concluso che il picco c'era stato nell'84.

Estrapolare da una time-series è sempre un po' pericoloso ;-)

7. Ugo Bardi, Venerdì 28 Agosto 2009 ore 11:03

Guarda, Pietro, a proposito di questi picchi; si nota spesso questo problema legislativo. Il picco ha origini economiche, ma DOPO che si è verificato, allora interviene la legislazione a mettere ulteriormente i bastoni fra le ruote. Lo abbiamo visto anche nel caso del mercurio, fra i vari esempi. Proprio quest'anno, la commissione europea ha messo fuori legge i termometri a mercurio; ma il picco della produzione mineraria del mercurio è avvenuto decenni fa. Non so quali siano le cause di questo andamento, ma in qualche modo credo che la società percepisca il problema economico correlato all'estrazione e intervenga in qualche modo in parallelo

8. Ugo Bardi, Venerdì 28 Agosto 2009 ore 11:09

Altra nota: questi picchi di produzione locali sono comunissimi. Restando in toscana, si vede un altro ottimo picco per la produzione locale di lignite. Bisognerebbe queste cose pubblicarle, Marco, mandiamo questo e quello della lignite a "sustainability"?

Ugo

 

(quello della lignite, se riesco a ritrovare i dati che chissà dove sono andati a finire)

9. Marco Pagani, Venerdì 28 Agosto 2009 ore 11:26

@ J_B

Il fit logistico è buono perchè R²=0,92, altrimenti non l'avrei pubblicato. Le fluttuazioni statistiche vengono tenute in conto nella regressione. La curva rossa non è certo una profezia della sibilla, ma uno scenario possibile. Non credo che i dati del prossimo decennio si discosteranno troppo dalla curva. Si potrebbe scommettere una bottiglia di vino toscano...

@ Ugo

Hai chiarito perfettamente. Le azioni legali arrivano spesso dopo il picco, quando c'è meno trippa per gatti e quindi le lobby estattive sono meno forti.

Certo pubblichiamo! Scrivimi i dettagli in mail.

10. J_B, Venerdì 28 Agosto 2009 ore 12:03

@Marco: ho appena fatto una prova con Mathematica ed un fit lineare (quindi che cresce all'infinito) sui dati da te usati mi restituisce un R²=0,97 (non so come postare qui un'immagine ma se vuoi ho il plot). Ora, io non sono un esperto in questi settori e quindi è plausibile che mi sia dimenticato di rinormalizzare qualcosa. Tuttavia resto dubbioso sulla possibilità di dichiarare che il picco sia già passato a partire da quei dati e da quel fit ;-)

(perdonami ma sono un rompiscatole di natura)

11. Marco Pagani, Venerdì 28 Agosto 2009 ore 13:33

@ J_B

La scienza è  e deve essere una "rottura di scatole"; queste discussioni sono utili a chiarire le idee e il pensiero.

Con i dati che ho riportato nel grafico, un fit lineare fatto con Excel mi dà R²=0,91.

Il problema però non è statistico, ma di modelli fisici. Sappiamo che una crescita lineare della produzione non è sostenibile, quindi un fit lineare può valere solo in un intervallo temporale limitato.

Viceversa il modello logistico [non si tratta solo di un fit, ma di un vero e proprio modello dinamico, che segue l'equazione dP/dt= rP (1-P/K), dove P è la produzione cumulativa, r il rate e K la URR ] ci dice che poichè la crescita non è sostenibile, essa rallenta fino a fermarsi.

Poichè il fit è buono, un picco è passato. Si tratta di quello definitivo? Ce ne sarà un altro più grosso oppure uno più piccolo? Questo non lo può dire la matematica da sola, occorre raccogliere informazioni dalla geologia, dall'economia e dalla storia. Da quanto dicono Pietro Cambi e Ugo Bardi credo che si tratti di un picco significativo. Se ce ne fosse un altro dopo,  più sarà alto e più sarà stretto.

12. J_B, Venerdì 28 Agosto 2009 ore 13:56

Sono anche d'accordo che il problema sia di modelli fisici. L'idea di fare un fit lineare era solo per far vedere che anche con un modello assurdo il valore di R^2 veniva relativamente alto. In particolare trovo valori superiori a 0.95 anche facendo fit con leggi a potenza (del tipo a*x^b+c), arcotangenti ecc ecc.

Insomma: pur essendo abbastanza ignorante in materia io l'unica cosa che mi sentirei di dire da quei dati è che da metà degli anni '90 c'è stata una flessione. Che questo sia un picco invece di essere solo una saturazione invece non mi sembra così chiaro.

13. simone, Venerdì 28 Agosto 2009 ore 14:47

ho letto il post sul picco del ferro, interessante. adesso sarei curioso di sapere qualcosa di più sulla riciclabilità dell'acciaio e le altre risorse finite, di leggere di un possibile scenario..

spero ritratterete l'argomento.

14. simone, Venerdì 28 Agosto 2009 ore 17:01

non mi è chiara una cosa. ma l'acciaio, l'alluminio, o il rame, sono riciclabili al 100%?

15. Marco Pagani, Venerdì 28 Agosto 2009 ore 20:14

I metalli e gli altri elementi non sono mai riciclabili al 100% a causa della corrosione, dell'attrito, della ruggine ecc. Questo pone un limite alla durata di qualunque società tecnologica... si tratta naturalmente di un limite assai in là, ma c'è.

Un esempio di questo limite? E' facile riciclare il piombo della batterie delle auto, la cosa è un po' più difficile per il litio delle batterie dei cellulari (le batterie sono piccole e vengono smarrite oppure gettate), e diventa impossibile per il titanio aggiunto alle vernici.

Grossomodo, più un elemento si trova in bassa concentrazione e più energia occorre per riciclarlo (la stessa cosa che avviene nelle miniere).

16. simone, Lunedì 31 Agosto 2009 ore 21:13

devo dire che quando ho scritto i comm avevo le idee un pò confuse, poi mi sono ricordato che.. nulla si crea e nulla si distrugge. su wiki leggo che si tratta del principio di conservazione della massa. a quanto ho capito starebbe a significare che il riciclo (inteso come le fasi di lavorazione che portano scarti di lav, rifiuti metallici come alluminio e acciaio ad essere di nuovo materia prima) è una trasformazione che non produce scarti. i kg di lattine danno 1kg di al..

ossidazione, corrosione e atrito. eh', a questo punto mi piacerebbe sapere se in un futuro ipotetico, dove la nostra società si è ormai adattata a farsi bastare le risorse disponibili, e che adotta sistemi intellingenti per evitare l'inevitabile dispersione nell'amb di mat come i metalli a causa di ossid, attrito.. ecco dicevo, mi piacerebbe sapere se queste 'perdite' non potrebbero essere compensate dal materiale che per es arriva in superficie con il magma (sempre su wiki leggo che il magma basico è relativam ricco di ferro)..

certo mi rendo conto che è quasi fantascienza. non chiedo una risposta..

17. simone, Lunedì 31 Agosto 2009 ore 21:16

* per evitare, nei limiti del possibile, la dispersione nell'ambiente..

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