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Stambecchi sulla neve

Venerdì 21 Agosto 2009, 09:42 in Piccolo atlante di Gaia di

Stambecchi%20Testa%20Grigia.jpg

[Leggi il primo post della serie il Piccolo Atlante di Gaia

Lo stambecco (capra ibex) ha rischiato di fare la fine di orsi, lupi, cervi, volpi, ermellini ecc. che sono stati tutti sterminati nel corso dei secoli dall'eccesso di caccia e dalla scomparsa degli habitat.

Nel 19° secolo, gli stambecchi alpini erano ridotti  a poche centinaia di esemplari. Se oggi possiamo ancora scattare foto come questa, è grazie a quella che è forse l'unica decisione politica sensata di casa Savoia nella sua breve e ingloriosa storia, cioè l'istituzione del parco nazionale del Gran Paradiso.

Gli stambecchi sono fortunatamente stati favoriti dal fatto che vivono in un ambiente estremo, un habitat che non interessa all'agricoltura o al'allevamento e in cui la caccia è meno facile.

Oggi ci sono circa 10000 capi in Italia ,il doppio rispetto a 10 anni fa. Ma sulle Alpi c'è ancora tanto posto...

La foto è stata scattata a circa 3000 m, sulle pendici del Grand Tournalin. La montagna sullo sfondo è naturalmente la Testa Grigia.

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2 commenti
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21 Ago 2009
alle 20:57

Marco Pagani

No, non intendevo certo dire che le specie selvatiche dovrebbero sopravvivere solo in ambienti estremi, ma rilevare il dato di fatto che l'uomo tende a devastare tutti gli habitat e gli animali sopravvivono solo nei posti sufficientemente inospitali.

E' più che opportuno riforestare in parte la pianura, soprattutto creando corridoi lungo cui si possono muovere gli animali.

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21 Ago 2009
alle 16:01

Paolo

Mmmm,a parte le immagini bellissime degli stambecchi, mi sembra che si confondano le idee alla gente mettendo tutti insieme gli orsi (in timidissima ripresa al nord Italia e sempre in pericolo sull'appennino), i lupi (pure in ripresa dopo che si era temuto il peggio, ma guai ad abbassare la guardia), con i cervi che, proprio grazie all'assenza di lupi e orsi e a una politica del territorio meno invasiva, non solo non sono spariti dalle nostre montagne, ma negli ultimi anni si sono moltiplicati a dismisura, tanto che adesso si vuol dare ai cacciatori il mandato di abbatterli anche all'interno dei territori dei parchi!

Non so se se sia giusto indurre le persone a pensare che la natura può sopravvivere solo in ambienti estremi. Come dirgli che noi nella terra dove viviamo tanto non c'entriamo niente, nel bene e nel male. E invece, a due passi da noi, per esempio i pioppeti lungo i fiumi ospitano prospere popolazioni di airone cenerino (e allora forse non è indifferente tagliarli durante la stagione in cui fanno il nido!), mentre, devastando appena un po' di meno, nel cuore della urbanizzatissima pianura padana sono tornate le cicogne!

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