Ambienti, scienza e varia umanità
Questa brutta storia della Marlane di Praia a Mare non ha mai avuto visibilità mediatica (1) e in effetti la apprendo oggi leggendo Repubblica. Scopro anche che il sito sciroccorosso ne parlava già coraggiosamente dal 2001, ma senza avere ahimè la visibilità necessaria.
Eppure 80 lavoratori morti e 60 malati di cancro (su un totale di 1058) non sono una bazzecola.
Le morti sarebbero dovute a sostanze tossiche contenute nei coloranti dei tessuti. Poichè qualcuno ha avuto la geniale idea di abbattere le pareti divisorie dello stabilimento, i vapori tossici erano inalati da tutti.
Questo è lo sviluppo che l'industria a proposto al sud: salari, fatiche e veleni. La foto qui sopra è un collage delle due facce del problema. La comunicazione pubblicitaria del gruppo Marzotto che usa il marchio Marlane (2) come sponsor sportivo e la realtà del lavoro in fabbrica in mezzo ai veleni (foto presente su sciroccorosso).
Una domanda provocatoria. E se gli uomini di Praia mare avessero continuato a fare i pescatori, i pastori o gli agricoltori?
Avrebbero forse fatto una vita più povera, ma oggi sarebbero ancora qui a godersi figli e nipoti.
(1) Da una veloce ricerca d'archivio sui tre principali quotidiani, si vede che nè il Corriere, nè la Stampa, nè Repubblica hanno mai parlato dei veleni e dei morti della Marlane a Praia a Mare.
Se Repubblica ne parla oggi è perchè la procura di Paola ha concluso le indagini e «ha ipotizzato i reati di omicidio colposo dei dipendenti, la cui morte è stata attribuita alle condizioni di lavoro, e inquinamento ambientale.»
Come spesso accade, in Italia le cose si muovono e cambiano solo quando arriva l'azione legale. Il feedback del sistema funziona. Come dicono i 99 posse: Grazie, soprattutto da chi non c'è più.
(2) Naturalmente sul sito della Marzotto non c'è più alcun riferimento allo stabilimento di Praia a Mare, perchè la MArlane haora sede solo vicino a Biella...
come è possibile che mio padre abbia perso la vita in questa fabbrica maledetta è nessuno riconosca la responsabilita a qualcuno.Sarei grato se qualcuno dei familiari lesi si mettesse in contatto con me.
Non è affatto vero perchè, in qualità di pubblicista e denunciante dal '97 del caso Marlane, oggetto di ben 8 interrogazioni parlamentari, ne ho scritto fino alla noia e con me Cirillo del sito citato. Del caso si occuparono Le Iene, TV7, Il Manifesto, Il Sole 24ore, Uno mattina, Occhio alla spesa, TG3 Calabria a più riprese, il sito Censurati.it, e tanti altri compresa la stampa regionale quale Gazzetta del Sud, Il quotidiano - sono stato il corrispondente da Praia per 4 anni e mezzo - , Il Domani, La Provincia e Mezzoeuro. Ma come sempre non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire...
La cosa assurda è che non ne sapevamo poi molto nemmeno noi calabresi, di tutta questa storia!
Eh sì che in questi mesi sto parlando tanto di scorie di qui e scorie di lì tra le coste calabre, però questa...
Incredibile!
Sarà mica che al corriere, stampa e repubblica conta di più la pubblicità che il gruppo può fare (o se fa, non saprei) sulle loro pagine? Mai contrariare chi porta la grana...
alle 00:00
Teresa
Anche il mio papà ha perso la vita nello stesso modo caro Fortunato... mi chiamo Teresa la Neve .... la causa è aperta ma rischia la prescrizione se va in porto il processo breve... è una vergogna ma io lotto e lotterò fino a quando verrà fatta giustizia per lui e per tutti quelli che ne sono andati con lui, e sono molti, e che ancora stanno male... Comunque possiamo parlarne e sentirci...