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Ott 0921

Cinque tecnologie salveranno il mondo? /1 Balle spaziali

Pubblicato da Marco Pagani alle 09:27 in Energie rinnovabili


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Con una notevole dose di tecno-ottimismo, Federico Rampini su Repubblica riporta le idee di un articolo del Wall Street Journal a proposito delle cinque tecnologie che "potrebbero cambiare tutto".

Mi permetto di fare il luddista Wink, ovvero l'avvocato del diavolo, e mostrare che i limiti di queste tanto acclamate tecnologie non sono solo di tipo economico.

Iniziamo dall'idea dei pannelli solari in orbita; questo scenario da guerre stellari sembra promettere energia facile per tutta l'umanità.

E' appena il caso però di fare notare che una sola centrale solare spaziale da 3 GW (1) richiede:

  • la collocazione in orbita geostazionaria di 50-100 km² di pannelli solari con una massa di almeno 4000 tonnellate (a essere ottimisti)
  • da 40 a 80 lanci di razzi da carico pesanti, oppure  160 missioni dello Space Shuttle (sempre a essere ottimisti) per il trasporto del materiale; si tratta di un vero e proprio  programma spaziale, visto che in 30 anni la NASA ha effettuato 134 missioni delle navette, che tra l'altro andranno in pensione nel 2010 e nulla di nuovo sembra previsto prima del 2014.

Vale davvero la pena mettere in orbita un sistema così costoso e complesso che gestisce l'energia in modo accentrato e richiede controlli e manutenzioni continue? 

Se si aumentasse dell' 11% l'attuale potenza installata di energia eolica (120 GW) si otterrebbe grosso modo lo stesso risultato (2),  ma con una produzione più affidabile e decentrata, quindi più "democratica" e con meno perdite di trasmissione.

E le altre tecnologie? 

Non mi dilungo sulle batterie. Avere veicoli elettrici con un'autonomia di 650 km sarebbe una bella cosa... ma la batteria serve solo a immagazzinare energia, il problema è prima di tutto produrla! Lo stesso discorso vale per le batterie per i sistemi eolici.

Ho scritto di Carbon Capture and Storage (CCS) già tre anni fa. Non sembra una grande idea quella di pompare il biossido in profondità, senza alcuna reale garanzia sulla tenuta dei depositi. Il WSJ stravede per un processo chiamato CLC in cui il carbonereagisce con un ossido metallico. La novità consiste nell'avere come prodotto di reazione solo CO2 e H2O, invece che CO2 mescolata con aria; in questo modo è più semplice da trattare, ma occorre comunque trovare un posto in cui metterla...

Per l'ultima tecnologia miracolosa, il biofuel da alghe, dovete attendere il prossimo post, che uscirà nel corso della mattinata.


 (1) La potenza in ingresso in orbita sarebbe pari a 4GW, ma occorre tenere conto dei rendimenti: 84% per la trasmissione a microonde, 95% per l'antenna ricevente.

(2) I potizzando che la centrale orbitale lavorasse 24 ore al giorno, 365 giorni all' anno, produrrebbe 26 TWh di energia elettrica, pari a 13 GW di potenza eolica che lavora con una producibilità di 2000 ore all'anno.

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Commenti

1. Paolo, Mercoledì 21 Ottobre 2009 ore 11:40

E' incredibile come i giornalisti siano sempre pronti ad abboccare alle trovate più improbabili... :-)

 

2. giotisi, Mercoledì 21 Ottobre 2009 ore 11:44

Queste balle sono piu' pericolose di quelle dei negazionisti, servono solo a ipnotizzare l'opinione pubblica facendole credere che, in fondo, una soluzione c'è. Facile, comoda, e soprattutto che non li coinvolge.

3. Arturo, Mercoledì 21 Ottobre 2009 ore 12:29

Federico Rampini abbocca anche lui alla nuova religione, la religione della tecnologia, che tutto può e che toglierà di mezzo tutti i problemi legati alla mancanza di energia, all'esaurimento delle risorse minerali, alla erosione dei suoli e al cambiamento climatico. Ma in fondo, non è questo che la gente della strada vuole sentirsi dire?? Quante volte si sente dire da gente credulona che ..."non bisogna preoccuparsi dei problemi dell'energia perchè le soluzioni tecnologiche sono già state trovate ma vengono segretamente custodite" ?? E' la nuova religione, purtroppo.

4. riccardo, Mercoledì 21 Ottobre 2009 ore 18:37

eppure anche il buon vecchio asimov parlava di queste centrali orbitanti...
non ne parlava nei romanzi di fantascienza, ma nei suoi testi da divulgatore - futurologo

5. Marco Pagani, Mercoledì 21 Ottobre 2009 ore 23:01

Grazie per i commenti. Concordo con giotisi, l'adorazione della tecnologia è un pericolo più sottile del negazionismo. E' chic e non impegna, visto che ci manda il messaggio tranquillizzante che tutto può continuare come prima.

E' da notare che il WSJ non parla di ricerca scientifica o di innovazione tecnologica, ma di "cinque tecnologie", come se si trattasse di cinque magie di Harry Potter. In realtà non si tratta (se non in minima parte) di tecnologie innovative, ma solo di grandi progetti realizzati con le tecnologie esistenti.

Asimov (sappiate che ho letto ben 27 dei suoi romanzi!) è vissuto in un tempo in cui si pensava che la tecnologia (anche nucleare) potesse risolvere tutti i problemi dell'umanità. Asimov era abbastanza giustificato, il WSJ del 21° secolo invece no.

Il punto è che siamo sul fondo di un pozzo gravitazionale e ci costa assai caro spedire materiale in orbita. Non ha molto senso spedire grandi quantità metalli in orbita con partenza dalla Terra. Sarebbe più sensato spedire sulla Luna il materiale per costruire fabbriche e miniere e poi spedire da lì i manufatti.

Anni fa, nell'allegro mondo del pre-picco, mi gingillavo anch'io con queste idee; ora mi sembra che abbiamo problemi un po' più gravi e pressanti a cui pensare... 

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