blogo, informazione indipendente
Logo Blogosfere

Da brivido: metà delle emissioni di gas serra sono dovute all'allevamento

Venerdì 23 Ottobre 2009, 17:00 in Global warming, Il clima che cambia di

NA-AU668_COWTAX_G_20081212174910.jpgProprio così: secondo una stima recente pubblicata dal World Watch Institute (WWI), l'allevamento degli animali produce la metà di tutti i gas serra che l'umanità spara ogni anno nella nostra martoriata atmosfera: 32 Gt su 64 Gt complessive.

La notizia è piuttosto clamorosa, perchè triplica le precedenti stime della FAO , che davano l'impronta carbonica dell'allevamento intorno al 17-18%: 7 Gt su 42 Gt complessive.

Il fatto ha avuto il suo impatto mediatico, visto che persino Il Corriere ha titolato La bistecca che distrugge il pianeta .

Come è giunto il World Watch a questa conclusione?

Secondo gli autori del rapporto, la FAO ha omesso cinque contributi significativi per le emissioni.

I primi due sono abbastanza chiari e netti e portano già a duplicare le emissioni:

  1. Occorre considerare le emissioni di CO2 legate alla filiera alimentare dell'allevamento (refrigrazione con perdite di CFC, trattamento, cottura) che aggiungono al conto allevamento 3,2 Gt già contabilizzate sotto altra voce. Solo così le emisssioni diventano pari a 10,2 Gt, ovvero il 25% del totale.
  2. La FAO ha lavorato con dati del 2002 e ha sottostimato il numero di animali di allevamento. Correggendo questi dati, le emissioni aumentano di 5,5 Gt, raggiungendo il valore di 15,7 Gt, pari al 33% del nuovo totale di 47 Gt (queste emissioni non erano conteggiate in precedenza).

Solo tenendo conto di questi due fattori, un terzo dell'effetto serra risulta causato dall'allevamento. Non è poco.

E gli altri tre contributi?

Qui la faccenda diventa un po' più complessa e sottile.

  1. La FAO ha considerato solo la deforestazione annua per fare posto ai pascoli e alle colture da mangime, ma non ha considerato la deforestazione complessiva, anche non recente. Questo comporta altre 2.7 Gt di emissioni. Detto altrimenti, se si facesse ricrescere la foresta (laddove un tempo esisteva) su tutti i pascoli e la terra arabile usati per l'allevamento, si risparmierebbero ogni anno 2,7 Gt di emissioni. Le emissioni salgono quindi a 18,5 Gt, pari al 37% del nuovo totale di 50 Gt.
  2. Allevamento.jpgSecondo la FAO, l'allevamento causa l'emissione annua di 0,103 Gt di metano. Questo viene trasformato in CO2 equivalente usando il consueto fattore di Global Warming Potential di 25. Questo fattore è associato a un orizzonte temporale di un secolo. In realtà il Metano decade molto prima (in circa 12 anni), ma durante la sua permanenza in atmosfera ha un enorme effetto serra. Il suo GWP su un orizzonte di 20 anni è infatti pari a 73.Il WWI sostiene che ci interessa valutare l'impatto che il metano ha adesso e non tra cento anni, e quindi è più opportuno usare il valore di 73. Questo fa sì che le emissioni di metano corrispondano a 7,3 Gt invece che solo a 2,3 Gt, ovvero 5 Gt in più. Le emissioni salgono a 23,5 Gt, pari al 43% del nuovo totale di 55 Gt.
  3. Il WWI include inoltre tra le emissioni di CO2 anche la respirazione degli animali a cui attribusice un contributo di 8,7 Gt, che porterebbe il totale alle 32 Gt citate all'inizio. Quest'ultimo punto è il meno convincente, dal momento che normalmente si considera che la respirazione degli animali non è un'emissione netta, dal momento che è sostanzialmente equilibrata dalla fotosintesi dei vegetali di cui si sono nutriti e la spiegazione data dal WWI non mi sembra che riesca a rispondere in modo adeguato a questa obiezione.

Anche tralasciando quest'ultimo fattore, vediamo comunque che il peso dell'allevamento sui cambiamenti climatici è enorme: dal 33% (se si considerano solo i primi due contributi) al 43% (se includiamo anche il terzo e il quarto).

Ne segue che la lotta ai cambiamenti climatici passa più per le nostre cucine che per le centrali di produzione di energia...

25
25 commenti
25
06 Nov 2009
alle 21:29

Claudio Costa

http://www.climalteranti.it/2009/11/06/emissioni-dall%e2%80%99agricoltura-attenzione-alle-differenze/#comment-9109

Stessa spiaggia stesso mare, ma con altri occhi, quindi un altro punto di vista, usano termini come criticità (ho ancora molto da imparare!)

24
06 Nov 2009
alle 12:18

Claudio Costa

http://www.climatemonitor.it/?p=4830

 

La zootecnia è responsabile del 50% delle emissioni antropogeniche?

Prima parte.

 

Direi accuse campate in aria senza riscontri nei dati reali e senza riferimenti scientifici vagliati dalla revisione scientifica "peer review".

Insomma conticini della serva!

23
27 Ott 2009
alle 12:29

Claudio Costa

http://www.noaanews.noaa.gov/stories2006/images/methane-global-average-05-2006.jpg

Questo è un altro grafico sempre del noaa,

- sopra ci sono le concentrazioni, è evidente la stasi degli ultimi 10 anni, (in correlazione alle temperature) dal 90 al 2000 la crescita è stata di 30 ppb,il ppb è una parte per miliardo, in pratica un millilitro in un metro cubo cioè una traccia infinitesimale.

- Sotto invece il tasso di crescita annuo (global growth rate) decisamente in calo.

Come già detto, la crescita zootecnica è stata esponenziale negli ultimi 20 anni

E' praticamente impossibile che siano corretti i contici sul referenziato World watch magazine

22
27 Ott 2009
alle 08:43

Claudio Costa

http://www.climatemonitor.it/?p=4810

Il metano zoogenico

21
27 Ott 2009
alle 01:03

Claudio Costa

Ho trovato nel 2 capitolo, nei paragrafi usano un GWP di 21 su 100 anni ma citano anche 25 del Tar, nella tabella citano anche un Gwp di 72 su 20 anni.

Poi nel paragrafo sul GWP non spiegano il perchè ma dicono che non c'è accordo scientifico sul GWP in realtà è un modello che riproduce l'effetto della CO2 generata dal metano, che non c'è nel caso di emissioni zoogeniche.

Perchè è più alto sui 20 anni? perchè su 20 anni il valore del GWP è dato da 10 anni di metano e 10 anni di CO2 su 100 anni il valore è dato da 10 anni di metano e 90 anni di CO2 è per quello che il GWP è più basso?

 

20
27 Ott 2009
alle 00:20

Claudio Costa

@ Marco Pagani

dal sito non solo aria:

Per meglio definire l’apporto che ogni determinato gas serra fornisce al fenomeno del riscaldamento globale, si è concepito il potenziale di riscaldamento globale (Global Warming Potential, GWP). Questo valore rappresenta il rapporto fra il riscaldamento globale causato in un determinato periodo di tempo (di solito 100 anni) da una particolare sostanza ed il riscaldamento provocato dal biossido di carbonio nella stessa quantità. Così, definendo il GWP della CO2 pari a 1, il metano ha GWP pari a 21, il CFC-12 ha un GWP di 8500, mentre il CFC-11 ha un GWP di 5000. Vari HCFC e HFC hanno un GWP varabile fra 93 e 12100. L’esafluoruro di zolfo è un gas serra estremamente potente e ha un GWP pari a 23900, il che vuol dire che una tonnellata di SF6 provoca un aumento dell’effetto serra pari a quello causato da 23900 tonnellate di CO2.

Una misura metrica utilizzata per comparare le emissioni dei vari gas serra sulla base del loro potenziale di riscaldamento globale sono gli equivalenti di biossido di carbonio (carbon dioxide equivalent, CDE). Sono comunemente espressi in “milioni di tonnellate di anidride carbonica” (million metric tons of carbon dioxide equivalents, MMTCDE). Gli equivalenti di biossido di carbonio di un determinato gas si ricavano moltiplicando le tonnellate di gas emesso per il corrispettivo GWP.
MMTCDE = (milioni di tonnellate di gas serra)x(GWP del gas)
Spesso la stima delle emissioni dei gas serra viene anche presentata in milioni di tonnellate di carbonio equivalente (MMTCE). La formula per ottenere gli equivalenti di carbonio è:
MMTCE = (milioni di tonnellate di gas)x(GWP del gas)x(12/44)

19
27 Ott 2009
alle 00:15

Claudio Costa

 @ Marco Pagani

"Si ottiene quindi un valore di GWP istantaneo di 77, in discreto accordo con quanto scrive l'IPCC"

Ma è già contata la differenza di molecola è proprio quella che determina un maggiore forcing di 23 (non 28)

"Si ottiene quindi un valore di GWP istantaneo di 77, in discreto accordo con quanto scrive l'IPCC"

Lo scrive l'IPCC? e dove nel link che hai messo?

e cosa vuol dire GWP istantaneo?

18
26 Ott 2009
alle 22:11

Marco Pagani

[Ultimo commento! Poi forse scriverò un post apposito sul metano, visto che qui si parlava di filiera agroalimentare]

Questo è il riferimento al 4° rapporto IPCC, a pagina 212 del rapporto, corrispondente alla pagina 84 del documento PDF (è un file un po' grosso di circa 7 Mb).

L'esempio numerico citato nel commento era per brevità puramente indicativo; chiaramente per fare un calcolo preciso occorre considerare la variazione del forcing per unità di massa di CO2 o di metano immessa.

Un conto veloce, ma più preciso, è il seguente: CO2 antropogenica 384-278= 106 ppm, forcing 1,7 W/m², da cui un valore di 0,016 W/m² ppm. CH4 antropogenico 1,78-0,71=1,07 ppm. Forcing 0,49 W/m², da cui un valore di 0,45 W/m² ppm. Il rapporto tra questi due valori è pari a 28. Ovvero una molecola (o una mole) di CH4 riscalda come 28 molecole (o moli) di CO2.

Poichè però dobbiamo fare riferimento alle masse e non al numero di molecole, occorre moltiplicare questo fattore per il rapporto 44/16 tra le masse molecolari del CH4 e della CO2. (su questo non mi dilungo, visto che è chimica elementare). Si ottiene quindi un valore di GWP istantaneo di 77, in discreto accordo con quanto scrive l'IPCC.

17
26 Ott 2009
alle 20:53

Paolo

@ Marco

OT: Skeptical Science continua a sfornare buoni articoli, tienili da conto:

http://www.skepticalscience.com/

16
26 Ott 2009
alle 20:40

Claudio Costa

@ Marco Pagani 

"La CO2 non rimane in atmosfera per sempre, ma decade, anche se assai più lentamente del metano. Il Metano ha un Global Warming Potential pari a 25, ma mediandone l'effetto sull'arco di un secolo. Considerando un arco di tempo più breve (20 anni) , il GWP schizza ben a 75.

Ho verificato quetsa cosa e  non mi risulta, non l'ho mai letto non l'ho trovato nel rapporto IPCC io penso che sia unadelle tante deduzioni contorte degli autori senza alcun fondamento scientifico. 

"Questo lo si vede facilmente dai dati. In atmosfera 1,8 ppm di metano causano un forcing radiativo pari a 0,49 W/m², mentre  385 ppm di CO2 (un numero di molecole 200 volte siperiore) causano un forcing di 1,7 W/m² (un valore che è solo 3,5 volte superiore."

Non è così, il dato è sbagliato: 100 ppm, cioè la presunta frazione antropogenica danno 1,7 wm2, non 385 ppm

 

15
26 Ott 2009
alle 16:53

Claudio Costa

@ Marco Pagani

"Quindi se si vuole essere scientificamente corretti (e anche onesti) bisogna considerare tutta la filiera agroalimentare della produzione animale."

Che va confrontata con tutta la filiera agroalimentare della dieta alternativa bilanciata in calorie ed equipollente in proteine, altrimenti si truccano i conti: Questo confronto non lo fanno sull'autorevole magazine

Sull'equipollenza attendo il tuo lavoro, spero che tu abbia considerato nel confronto tutto quello che si utillzza di un animale ( non si butta nulla) compreso: frattaglie, cotiche, lardo, dadi, gelatine, piumini, pellami, effluenti, cibo per animali ecc.perchè i prodotti alternativi a questi hanno un costo energetico che si deve per forza conteggiare, altrimenti si truccano i conti e nel prestigioso magazine non fanno nulla di tutto ciò

Sul metano hai le idee poco chiare: la forzante radiative si manifesta con la variazione di equilibrio, (riscaldante se aumenta la concentrazione) ma la concentrazione di metano atmosferico non aumenta con le emissioni zoogeniche, altrimenti non avremmo avuto le glaciazioni come già detto. Quello emesso oggi sostituisce quello emesso 10 anni fa, se il n di animali resta costante la concentrazione di metano resta costante, non c'è nessuna forzante radiativa nessun riscaldamento globale.

L'aumento degli animali porta in teoria ad un aumento delle concentrazioni, ma solo per 10 anni e solo per la quota di animali in più....ma non è successo, la zootecnia si è quadruplicata il metano invece non cresce da 20 anni. E' talmente esigua la quota zoogenica che si perde nei bilanci del metano tra pozzi e sorgenti, di cui l'IPCC confessa di non sapere nulla.

14
26 Ott 2009
alle 14:11

Marco Pagani

@ Claudio Costa

«Le emissioni zoogeniche sono solo ed eslusivamente quelle emesse dagli animali e dai loro effluenti. »

Be', non ha senso. Non stiamo parlando di animali selvatici che si fanno i fatti loro, ma di animali che vengono allevati per essere mangiati o per mangiare i loro prodotti. Quindi se si vuole essere scientificamente corretti (e anche onesti) bisogna considerare tutta la filiera agroalimentare della produzione animale. Altrimenti si truccano i conti.

«La sostituzione in equipollenza proteica risulta essere molto poco efficace come risparmio energetico»

Nei mesi scorsi mi sono dedicato a studiare proprio il problema della sostituzione in equipollenza proteica. Il risparmio energetico e di gas serra non è da poco anche in questo caso, perchè il rendimento proteico della filiera animale non è molto alto (grosso modo è tanto minore quanto maggiore è la taglia dell'animale), quindi è abbastanza facile risparmiare energia. Sarò più dettagliato quando riuscirò finalmente a finire il lavoro.

«Il bilancio del C deve essere uguale a zero»

Il bilancio di massa del carbonio è naturalmente zero. Il bilancio da emissione di gas serra no, almeno per la parte riguardante il metano (come hai visto dal post, il discorso del WWI sulla respirazione non mi convince). Questo perchè:

  1. Quando un atomo di carbonio (che si trova all'intenro di una molecola di CO2) è sottratto dall'atmosfera dalla fotosintesi, l'effetto serra si riduce di un fattore uno.
  2. Quando lo stesso atomo di carbonio viene "emesso" dall' animale all'interno di una molecola di CH4, l'effetto serra aumenta, nel breve termine (20 anni) di un fattore 75.

@ vac

La CO2 non rimane in atmosfera per sempre, ma decade, anche se assai più lentamente del metano. Il Metano ha un Global Warming Potential pari a 25, ma mediandone l'effetto sull'arco di un secolo. Considerando un arco di tempo più breve (20 anni) , il GWP schizza ben a 75.

Questo lo si vede facilmente dai dati. In atmosfera 1,8 ppm di metano causano un forcing radiativo pari a 0,49 W/m², mentre  385 ppm di CO2 (un numero di molecole 200 volte siperiore) causano un forcing di 1,7 W/m² (un valore che è solo 3,5 volte superiore.

Non è molto importante se e quanto il metano decade, almeno fintanto che se ne immette in atmosfera ogni anno una quantità tale da farne aumentare la concentrazione complessiva, come sta accadendo ora.

13
26 Ott 2009
alle 13:38

vac

Generalizzazione ridicola.

Come se tutti gli allevamenti fossero intensivi

Come se tutti gli allevatori disboscassero l'ammazzonia

Come se non ci fossero già stalle con sistemi di raccolta (ed utilizzo) del gas metano prodotto.

INFINE:

Il CO2 prodotto dalla combustione dei fossili (petrolio, carbone) resterà in atmosfera per sempre, il metano danneggia per un periodo limitato. 

=> Anche se il CH4 ha un potere "serra" 4 volte + elevato, sul lungo periodo è quasi irrilevante.

 

12
25 Ott 2009
alle 22:52

Claudio Costa

@ Vitosolar

Sono appena stato ad un congresso proprio sull'argomento, la realtà è esattamente l'opposto di quello che dici, in agricolutura gli unici che non usano i concimi chimici minerali sono proprio gli allevatori-agricoltori (e o i loro cessionari) perchè concimano con gli effluenti zootecnici: letami, liquami, separati, fanghi, digestati e polline varie.

Concordo invece che i reflui urbani e il rifiuto urbano umido dovrebbero tornare alla terra come fertilizzanti, magari dopo averne estratto l'energia residua, che è anche uno dei modi di sanificarli e stabilizzarli.

E si può fare benissimo, basta fare le leggi e applicarle....ma ancora non sono riusciti a fare usare i liquami agli agricoltori che pretendono di essere pagati per ricevere i liquami che sono ottimo concime gratis (c'è infatti in atti una speculazione vergognosa sulle concessioni spandimento e sulla vendita di concimi minerali) figurati se si riesce ad andare a smantellare tutto il malaffare pubblico che c'è dietro la depurazione dei reflui e lo smaltimento rifiuti urbani che da risorsa agronomica diventano costi per tuttti.

In Brasile (Morro Sao Paolo) ho visto con i miei occhi, un impiantino di biogas con i reflui urbani e gli agricoltori andarsi a prendere il digestato per spanderlo sui campi.

11
25 Ott 2009
alle 22:39

Claudio Costa

@ Marco Pagani

"

Mi dispiace, ma questa volta il buon Frank Galvagno ha preso un piccolo abbaglio nello scrivere il post che citi. Scrive infatti: «I bovini ... traggono il proprio sostentamento dai cicli rinnovabili da centinaia di migliaia di anni»

Premesso che i bovini sono domesticati grosso modo da meno di diecimila anni, quello che dice Frank era sostanzialmente vero fino a circa 50-70 anni fa. Dopo di che, il petrolio è entrato alla grande anche nell'allevamento industriale (in cui tra l'altro le mucche non mangiano solo l'erba dei pascoli, ma anche il 35% della produzione cerealicola mondiale).

Dall'analisi di Mario Giampietro, si vede ad esempio che il consumo di carne richiede nei paesi ricchi ogni giorno il consumo di circa 3700 kcal pro capite di origine fossile.

Questa energia corrisponde a circa 1750 Mtoe, ovvero il 17% di tutti i consumi fossili. Mica noccioline.

Modificare le nostra abitudini alimentari rappresenta la chiave per ridurre i consumi di energia e per combattere il cambiamento climatico. E non scrivo certo questo perchè mi hanno pagato le aziende automobilistiche"

Ti invito a leggere i commenti all'articolo di Galvano in particolare i miei e quelli di Bardi. perchè dimostri di non aver colto il tema, le emissioni zoogeniche sono solo ed eslusivamente quelle emesse dagli animali e dai loro effluenti.

Il costo energetico di una dieta rispetto ad un altra è tutta un'altra cosa e se non vi è dubbio che la sostituzione in equivalenza calorica di proteina animale con cerali comporta un risparmio energetico, e quindi meno CO2 emessa, la sostituzione in equipollenza proteica risulta essere molto poco efficace come risparmio energetico. (ricordo che l'alimento è meno del 10% della spesa annua di un occidentale, stranp che si vogli arisparmiare prorpio su quello e non sull'effimero cioè tutto il resto)

Comunque se leggi i commenti capirai dove è l'errore di chi cita il rapporto FAO, ed é:

- le emissioni calcolate sono quelle lorde senza togliere gli assorbimenti il bilancio del carbonio deve essere uguale a zero.

- il metano zoogenico non si può trasformare in CO2 equivalente come ad es si fa per le perdite di metano dai pozzi ecc perchè la CO2 che deriva dalle emissioni zoogeniche non si accumula, è totalmente assorbita dalle piante che nutrono gli animali, perchè il bilancio del C deve essere uguale a zero.

- il metano zoogenico emesso oggi va asostituire quello emesso 10 anni fa che trasformato in CO2 è stato assorbito dalle piante che hanno nutrito gli animali.

- questo vale anche per le emissioni di termiti e ruminanti selvatici, che sono al mondo da qualche milione di anno e che se i calcoli fossero fatti dalle servette come fa il prestigioso (si fa per dire) WWI, avrebbero messo in atmosfera talmente tanto metano in questi milioni di anni da rendere di fatto impossibili le ere glaciali.

10
25 Ott 2009
alle 14:55

Paolo

L'importante è negare sempre la realtà fisico-chimico-ecologica in nome di principi di qualsiasi tipo. Qualsiasi manuale di ecolgia esistente afferma come principio fondamentale che l'energia, per la quasi totalità proveniente dalla radiazione solare, viene trasferita da un livello trofico a quello soprastante nella catena alimentare, solo nella porzione del 10%, mentre il restante 90% viene dissipata principalmente sotto forma di calore. Di conseguenza, catene alimentari lunghe (costituite da numerosi livelli trofici) comportano un dispendio, in termini di risorse di ogni genere, superiore a quello delle catene corte. Il resto è pura e sola inutile retorica. 

9
25 Ott 2009
alle 10:29

vitosolar

La concentrazione di metano non è cresciuta perchè soprattutto in asia nelle risaie hanno iniziato a usare fertilizanti chimici(unico caso in cui si riducono le emissioni). Il ciclo dell'allevamento non è rinnovabile semplicemente perchè le materie prime che servono a produrre i mangimi sono derivati da combustibili fossili(carburanti,pesticidi,concimi azotati,integratori, ormoni,medicinali,ecc.).Bisoghnerebbe tutti mangiare molta meno cerne e derivati e consumare più prodotti come legumi e ortaggi.

8
25 Ott 2009
alle 00:47

Claudio Costa

Articolo sulla rivista prestigiosa del'WWI (Ma dove?è un magazine senza nessuna peer review)

Carbon dioxide fromlivestock respiration accounts for 21percent of anthropogenic GHGs worldwide,

Bufala colossolale che scade nel ridicolo ( per fortuna che hai avanzati dubbi su questo e ti sei salvato)

ma non ti sei accorto della serie di vaccate

Cfc sono vietati da 20 anni

includono refrigerazione trasporto e cottura, come se:

- il riso si mangiasse crudo

-la frutta e la verdura non sia refrigerata o surgelata (piselli)

- come se i vegetali si mangiassero direttamente nel campo senza trasporto magari dagli antipodi geografici

- come se le verdurine non avessero bisogno di energia (vedi serre)

Infine calcolano la terra per la zootecnia come se si potesse forestare, (ed è già un errore perchè molti pascoli erano praterie non foreste, e in molti pascoli le foreste non ci possono crescere) sono curioso però di verificare come hanno fatto a fare la differenza algebrica ( e se l'hanno fatta)  tra i terreni necessari asostituire tutto il prodotto zootecnico ( cioè se hanno calcolato che di un animale non si butta nulla ) e se hanno fatto un equivalenza calorica ad es con cereali, o una equipollenza proteica ( non credo: sarebbe scienza) o se sono andati a peso come per gli asparagi.

Infine fanno il solito errore clamoroso di trasformare il CH4 zoogenico in CO2 che dicono si accumuli per centinaia di anni o per migliaia o per l'eternità ( in realtà nulla si sa) ma la CO2 generata dal metano zoogenico non può accumularsi entra in ciclo.

Giudizio: conticini da servette con i calcagni sporchi

ti ricordo che dopo il rapporto FAO citato, c'è n'è un altro dove si avanza il dubbio che le emissioni zoogeniche influenzino la concetrazione di metano atmosferica che è cresciuta di pochissimo negli ultimi 20 anni e in modo omogeneo ...a differenza della zootecnia crscita esponenziale più nell'emisfero nord

 

7
25 Ott 2009
alle 00:32

Claudio Costa

Articolo del corriere: PIETOSO

in particolare è meraviglioso il confronto che cito:

"Per la stessa quantità di asparagi, è come guidare la stessa auto per 440 metri. Per la carne di pollo, molto di più: 1,17 km, per il maiale 4,1 km, per il manzo 15,8 chilometri. "

Non si parla di equipollenza proteica, nemmeno di equivalenza calorica, ma si va a peso

Conti della serva

 

6
25 Ott 2009
alle 00:28

Marco Pagani

@ Claudio

Mi dispiace, ma questa volta il buon Frank Galvagno ha preso un piccolo abbaglio nello scrivere il post che citi. Scrive infatti: «I bovini ... traggono il proprio sostentamento dai cicli rinnovabili da centinaia di migliaia di anni»

Premesso che i bovini sono domesticati grosso modo da meno di diecimila anni, quello che dice Frank era sostanzialmente vero fino a circa 50-70 anni fa. Dopo di che, il petrolio è entrato alla grande anche nell'allevamento industriale (in cui tra l'altro le mucche non mangiano solo l'erba dei pascoli, ma anche il 35% della produzione cerealicola mondiale).

Dall'analisi di Mario Giampietro, si vede ad esempio che il consumo di carne richiede nei paesi ricchi ogni giorno il consumo di circa 3700 kcal pro capite di origine fossile.

Questa energia corrisponde a circa 1750 Mtoe, ovvero il 17% di tutti i consumi fossili. Mica noccioline.

Modificare le nostra abitudini alimentari rappresenta la chiave per ridurre i consumi di energia e per combattere il cambiamento climatico. E non scrivo certo questo perchè mi hanno pagato le aziende automobilistiche :-)

5
25 Ott 2009
alle 00:03

Claudio Costa

adesso leggo con calma verificando le fonti, ma temo la bufala, già descirtta su ASPO

 http://aspoitalia.blogspot.com/2009/02/mucche-macche-bufale.html

 del resto il WWI ci ha abituati a rapporti che definirli la madre di tutto il catastrofismo è dir poco

@Paolo C

"Purtroppo produce ancora CO2"

che viene totalmente assorbita dai vegetali dai quali viene il metano, ricordo che il bilancio del carbonio per le zoogecniche deve essere zero.

4
24 Ott 2009
alle 21:59

Alex I.

Finalmente queste notizie cominciano a venire fuori. Cerco di dirlo in tutti i modi, diventare vegetariani e poi vegani è molto più influente che smettere di andare in macchina ed usare i mezzi pubblici e poi sfamarsi giornalmente con cadaveri.

 

3
24 Ott 2009
alle 09:47

Marco Pagani

@ gio

Non ho compreso il commento. Il metano reagisce con lo ione OH e si traforma nello ione CH3; decadimento, degradazione, rimozione ecc. sono sinonimi per indicare comunque un fatto chiaro. Le barzellette forse sono raccontate da qualcun altro, ma certo non dal WWI.

Il metano non resta a lungo in atmosfera, ma finchè ci resta ha un enorme effetto serra.  Per questo è corretto considerare l'effetto serra che il metano sta causando adesso e non quello mediato sull'arco di un secolo.

Ho provato a fare i calcoli utilizzando il punto di vista del forcing radiativo invece che la consueta definizione del GWP, e ottengo un GWP "istantaneo" in buon accordo con il valore di 75.

L'unico punto poco chiaro del discorso del WWI è quello relativo alla respirazione; se qualcuno ha compreso meglio di me il loro ragionamento, si può fare avanti a cercare di hiarirlo.

In ogni caso, anche senza la respirazione, l'allevamento pesa pur sempre un 43% sul totale.

2
24 Ott 2009
alle 09:00

Paolo

'Decadimento' è un termine che può sembrare improprio (ci ricorda infatti elementi radioattivi), ma in effetti il metano si 'degrada' nell'atmosfera:

  • Methane has an atmospheric lifetime of 12 ± 3 years and a GWP of 72 over 20 years, 25 over 100 years and 7.6 over 500 years. The decrease in GWP at longer times is because methane is degraded to water and CO2 through chemical reactions in the atmosphere. (Wikipedia)
  • Purtroppo produce ancora CO2...

    1
    23 Ott 2009
    alle 22:57

    gio

    il decadimento del metano è davvero una buona barzelletta: basta questo a qualificare la serietà di tutto il resto.

    Lascia il tuo commento

    Accedi con Facebook Esci da Facebook

    Attendere la pubblicazione del commento

    Seguici

    Iscriviti ai nostri feed rss. Leggi in tempo reale tutti i post pubblicati dal blogger!

    Post in evidenza su Blogosfere