Ambienti, scienza e varia umanità

La pasta sfoglia (o briseé) già pronta è comoda perchè "fa risparmiare tempo".
Peccato che per la sua produzione viene sempre usato olio di palma, poco salutare per la presenza di grassi saturi, ma soprattutto distruttore dell'ambiente: è uno dei principali responsabili della deforestazione dell'Asia Orientale.
Persino la pasta sfoglia biologica è prodotta con olio di palma biologico, una vera follia! Una coltivazione che distrugge un habitat delicato come la foresta tropicale non può essere biologica! Un prodotto che necessita di numerosi trattamenti chimici per perdere il colore e l'odore disgustoso che haoriginariamente non può essere biologico!
Mi sono quindi stufato di contribuire alla deforestazione del pianeta per l'alimentazione della famiglia, ed ho deciso che boicotterò la pasta sfoglia industriale finchè non ci sarà qualcuno che la produrrà usando solo olio di oliva.
Intanto mi dedico all'autoproduzione di una pasta per le torte salate (leggi sotto per la ricetta (1)).
Imparare a preparare i cibi senza comprare prodotti industriali non riduce solo l'impronta ecologica (2), ma rappresenta un enorme empowerment: sapere fare le cose con le proprie mani ci trasforma da consumatori passivi a artefici della nostra alimentazione.
Qualcuno dirà: «ci vuole più tempo». Rispondo «che fretta c'è?»
Il tempo usato per cucinare è un tempo ritrovato; se sono solo, è un occasione di meditazione, mentre se sono in compagnia è un sereno momento di dialogo.
(1) Non sono un esperto di cucina, ma già dalle prime prove riesco a ottenere risultati discreti. Ovviamente non bisogna arrendersi ai primi eventuali insuccessi.
Non si tratta di pasta soglia, ma di una pasta epr pizza-focaccia. Uso indicativamente 250 g di farina (biologica), 100 g di acqua tiepida in cui sciogliere in precedenza 12,5 g di lievito di birra, sale e qualche cucchiaio di olio etravergine di oliva. Aggiusto poi la farina per ottenere la consistenza giusta e faccio riposare per mezz'ora.
Nel frattempo preparo il ripieno della pasta (tutto biologico, naturalmente): in una larga padella cuocio con olio extravergine di oliva, cipolle, patate tagliate a cubetti minuscoli, altra verdura di stagione secondo i gusti, sale e pepe. Meglio ancora sarebbe cuocere il tutto senza olio per aggiungerlo crudo alla fine (ma non ho ancora fatto la prova).
Per bilanciare il piatto dal punto di vista nutrizionale e proteico è possibile aggiungere tofu (da soia biologica!) anch'esso tagliato a cubetti minuscoli. Si inforna per circa 20-30 minuti a 180-200 °C. Occorre naturalmente provare con il proprio forno e aggiustare questi valori.
(2) Non si tratta solo della deforestazione, ma anche dell'energia usata nel processo di produzione, della confezione di carta e di plastica, del trasporto refrigerato (molte paste sfoglie già pronte vendute in Italia vengono infatti prodotte in Francia o in Germania) e della conservazione refrigerata per tutta la shelf life.
see tutti insieme facciamo come fai tu... molte foreste dei popoli indigeni che danno a noi la vita... sono salve....tutti insieme per la vita... grazie ivan di maddalena
bravissimo.... carissimo ti mando le parole di harrison ngau della tribu' iban del borneo piu' volte in carcere assieme ai penan per aver difeso la sua foresta la nostra vita appunto difeso dalle piantagioni di olio di palma..ognuno di noi deve fare qulcosa per difendere la foresta a prescindere da chi siamo e da dove veniamo.. harrison ngau.. grazie di cuore ivan di maddalena
ottimo post, anche se credo che alla fine uscirà una bella pizza/focaccia farcita che poco ha a che fare con la sfoglia o con la brisee. Mi sto attrezzando anch'io per fare qualche tentativo culinario di questo genere.
@elisabetta: spesso è solo questione di organizzazione. per esempio, in questi giorni sto provando a fare le piadine romagnole in casa e giusto due giorni fa ho fatto l'impasto al mattino, l'ho messo in frigorifero e quando sono tornato dal lavoro (le 21.30!!) le ho stese, cucinate e mangiate... ma a me piace cucinare ;-)
Ciao Marco,
ieri ho finalmente provato la tua ricetta ed è stato un successone! E oggi pubblico il mio risultato sul mio blog.
Ti ringrazio... rifiuti risparmiati e impronta ecologica ridotta! E un problema in meno per le nostre cene! Evviva!!! :D
@ Elisabetta
Poichè cucinare è una necessità a cui occorre provvedere spesso, non sarebbe una cattiva idea trasformarla in un piacere...
Non è una questione di essere virtuosi, ma di curare la propria salute e quella del pianeta.
Se così si vuole fare, è opportuno smettere di mangiare prodotti con olio di palma, pasta sfoglia compresa. Se non si ha tempo/voglia di impastare e infornare dei sostituti, ci si può sempre dedicare a piatti più semplici, facendo a meno delle torte salate.
Questo argomento mi pone grandi problemi... Lavoro in ufficio dalle 9 alle 18 con un contratto di stage. Arrivo a casa e devo studiare per tenermi aggiornata e prepararmi a un concorso pubblico, e mandare curriculum per cercare un vero lavoro. Nonché fare le faccende di casa e prepararmi la cena e il pranzo per il giorno dopo. Odio cucinare, altro che meditazione fra i fornelli... E per non impazzire ho bisogno anche di un po' di tempo per me stessa: per leggere o lavorare a maglia. Compro roba bio anche se a fine mese le spese superano le entrate. Nonostante le mie ferme convinzioni su ambiente, energie rinnovabili, CO2, km zero, commercio equo, ecc ....... la pasta sfoglia in casa mi rifiuto di farla. Non si tratta di avere fretta o non fretta, si tratta di sopravvivere.
PS. non voglio essere polemica con il post e i commenti, solo esprimere la mia difficoltà!!
Grandissimo!
Arrivo tardi, ma voglio ringraziarti. A casa siamo stati grandi consumatori di sfoglie e brisée industriali, ma da poco stiamo cercando di evitarne soprattutto alla luce del fatto che stiamo riducendo i nostri rifiuti e il packaging di quelle non è affatto sostenibile.
Ovviamente a questo discorso si somma tutto quello che tu hai qui evidenziato.
Grazie, proverò la tua ricetta! ;)
Grazie per i commenti e le segnalazioni.
@ lisa
Sì, in effetti bisogna considerare anche la sostenibilità dei nostri organismi...Proprio ieri ho provato ad acquistare un sapone "bio" fatto con olio d'oliva, alloro e idrossido di sodio (la soda caustica). Esiste quindi un alternativa sia alla palma che al petrolio.
Ahimè, non so quanto sia sostenibile, nel senso che non credo che sul nostro pianeta si possano coltivare abbastanza ulivi per fare sapone per tutta l'umanità. O meglio, occorre valutare quanto sarebbe grande la nostra "impronta igienica" in termini di ettari coltivati a colture oleose (non necessariamente ulivo).
Ma questa è un'altra storia e si dovrà raccontare un'altra volta...
@ Jò
Sono completamente d'accordo. La devastazione delle foreste e delle specie che le abitano va di pari passo con la devastazione
una riflessione interessante, tra le poche in italiano su questo argomento, che parla di questa vera emergenza ambientale, animale, salutare ed etica per il pianeta e tutti i viventi attraverso un fatto banale ma quotidiano, la scelta del cibo. Ambientale è per la deforestazione della foreste tropicali primarie per impiantarvi coltivazioni di palma da olio i cui derivati poi finiscono nel piatto (e nel sangue) dei ricchi (rispetto al terzo/quarto mondo), e per la maggior parte in sovrappeso, occidentali. Si distruggono habitat per moltissima fauna (tra cui un primate a rischio d'estinzione, l'orangutan), si distrugge biodiversità, si creano rapporti di lavoro capitalistici di sfruttamento depauperando le comunità locali di saperi e autonomie... Già SOLO per tutti questi motivi bisogna assolutamente evitarlo. Il problema è che - come è stato fatto notare - è dappertutto. Non solo la pasta sfoglia (pure biologica, accidempolina!) ma biscotti, prodotti da forno vari e, come ricordava Alex, anche prodotti per l'igiene personale. Ed è camuffata sotto la dicitura "oli vegetali", se siamo fortunati "non idrogenati". Leggere le etichette e scegliere è un passo fondamentale per non essere complici. Ma la consapevolezza su questo argomento spesso cozza contro - come spesso per altre questioni - la comodità, la rigidità mentale, le "pseudo tradizioni". Faccio parte di un Gas vegan, è più di un anno che insisto sulla questione, ma poi vedo ancora qualcuno che continua ad usare la margarina di soja bio, che contiene olio di palma non idrogenato. E solo per comodità... Ma allora!.... Comunque non demordo, non demordiamo. E' un fatto culturale, deve passare
ciao
p.s. per Alex: esistono detergenti non testati su animali e senza derivati del petrolio, di coltivazione biologica. Se no, come suggeriva qualcuno, autoproduzione, ciao
Per autoprodursi il sapone non ci vuole un granche'..olio (quello che vuoi!!puoi anche riciclare quello di frittura, filtrato), acqua, farina e soda caustica (un po' pericolosa pero' se ne usa un quantitativo minimo; va usata con attenzione, mascherina e guanti). Non so se esista un modo per produrre il sapone senza soda caustica, mi piacerebbe scoprirlo..forse con la lisciva che non so fare. su internet e' pieno di ricette x fare il sapone.ma se volete posso scrivere qualche ricetta qua..il problema dei derivati petrolchimici nei prodotti per l'igiene, Marco, non e' solo di sostenibilita', ma anche di forte tossicita'; si tratta di sostanze che possono provocare irritazioni, allergie, TUMORI. quindi attenzione anche alla salute, quando si comprano prodotti industriali non e' solo la sostenibilita' che bisogna guardare, ma una serie di fattori che nel breve, medio e lungo termine minano la sopravvivenza della nostra e delle altre specie!
Proprio a proposito proprio oggi pubblichiamo la seconda parte dell'inchiesta sulle foreste e l'olio di palma:
http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/nel-paese-dellolio-di-palma-seconda-parte.html
@ Alex
A dire il vero, mi sono occupato moltissimo di nutrizione sostenibile, molto meno di "igiene sostenibile". Anche in questo caso bisognerebbe passare ad una maggiore semplificazione, magari usando sapone di marsiglia (personale) per lavarsi, in modo da elimiare la plastica dei contenitori e il trasporto dell'acqua che è contenuta nei detersivi liquidi.
Meglio ancora sarebbe passare all'autoproduzione del sapone, ma è un mondo che non ho mai esplorato.
"Olio di palma o petrolio"? Bella domanda... Fatta salva la premessa che sarebbe meglio autoprodursi il sapone, direi "petrolio"; è insostenibile nel medio termine , mentre l'olio di palma è insostenibile oggi. La deforestazione è un danno attuale e in parte irreversibile, mentre il picco del petrolio nel medio termine farà semplicemente aumentare il prezzo dei saponi liquidi.
@Simone
Perchè dovremmo fare a meno della soia, l'alimento vegetale più straordinario che cresce sul pianeta? Poichè può essere coltivata qui in Europa, non occorre deforestare nulla.
Concordo sul fatto che bisognerebbe sempre leggere da dove proviene un certo prodotto e l'etichetta riguardante gli ingredienti...se prendi dei fiocchi di formaggio, latte e caglio, non capisco perchè ci debbano essere farine di vario genere....Dell'olio di palma si può fare a meno...della soia meno...si sceglie sempre il meno peggio...boicottando prodotti per l'igiene personale contenenti olio di palma e cibi.Ci facciamo un buon bicchiere di latte di palma...io non lo bevo ;)
Marco anche io è da un po' che non compro nulla che contiene olio di palma. Per questo motivo ho eliminato tutti gli alimenti (che sono un'infinità) che contengono la dicitura "olio vegetale" perchè è quasi sempre olio di palma.
Purtroppo è presente anche nel sapone. Io non compro sapone testato su animali e la scelta mi cade su due tipi diversi: una marca di sapone 100% vegetale che contiene però olio di palma o un'altra marca (più cara) che non contiene olio di palma proprio per una decisione etica ma contiene i soliti derivati del petrolio comunemente usati nei cosmetici.
Quale sceglieresti? olio di palma o petrolio? questa cosa mi fa veramente girare le cosiddette
@ lucaspazio
Quando parlavo di decentralizzare, pensavo anche alla produzione agricola. Si tratta, per quanto è possibile di tornare a coltivare localmente tutto quanto è coltivabile. La soia appartiene all'insieme del "coltivabile".
Nell'ottica dei GAS (Gruppi di Acquisto Solidale) si dovrebbe ricostruire la filiera dei prodotti, per cui si dovrebbe sapere esattamente dove sono coltivate le specie evgetali usate per la preparazione degli alimenti. Questo oggi avviene ancora solo in pochi casi, ma credo che si stia prendendo la direzione giusta. In questo modo si dovrebbe evitare che un produttore di Tofu biologico si rifornisca di soia in Cina, assurdità paragonabile all'olio di palma biologico.
Ciao Marco
Ogni giorno vedo amministrazioni pubbliche ed anche privati che tirano via alberoi perchè intralciano. La gente, una volta si scaldava con la legna, quelli che tolgono alberi non sono ragazzi nati nel boom degli idrocarburi, sono + o - le stesse generazioni di "vecchi" che ci governano e che si son scordati che le piante sono accumulatori di energia ... e di CO2. (questa cosa, chiaramente non la sanno)
@8 Grazie, peró ancora non mi fido che si compri Soja "Nazionale". Su uno dei brik di Tofu, non mi ricordo di che marca, Bio, si parlava di Soja Cinese...
"Decentralizzare" x me significa evitare almeno ciò che è prodotto fuori europa.
P.S. A proposito di cucina: 1 ricetta per risparmiare gas!
http://vaconline.altervista.org/car/Video_CuocereLaMinestra.php
#7 in svezia non so ma in germania di soja se ne coltiva. sia biologica che non (purtroppo anche ogm)
Faccio ammenda ho fatto confusione :)
Sulla decentralizzazione ci sono vantaggi e svantaggi. Dipende dal cosa si vuole de/centralizzare.
Infatti é quello che dicevo, bisogna sapere da dove viene cosa. Anche perché il mio tofu, quello che trovo al super (anche al piccolo alimentari bio) é Svedese (Bjork) o Tedesco da dove pescano la Soia bio loro?
più o meno la faccio così anch'io, uso farina integrale (o un mix di farine), a volte la faccio anche solo farina e acqua, che tirata e cotta in una padella coperta viene simile al pane indiano.
il ripieno sempre lasciato alla fantasia del momento, usando le patate al posto dei formaggi per legare...
gli amici fanno sempre il bis!
per quel che riguarda le sfoglie industriali si guardano bene dallo scrivere che usano olio di palma (almeno la buitoni) si limitano a generici oli e burri vegetali.
mi auguro che con il crescere del prezzo del petrolio, produzione e trasporto degli oli di palma andrà presto fuori mercato, come altre pratiche senza senso dell'industria agro-alimentare.
@ lucaspazio
In generale è sempre meglio decentralizzare, perchè si riducono i costi dei trasporti e si responsabilizzano le persone.
Di quale forno parli? Lapasta sfoglia industriale deve essere cotta nel forno di casa come quella autoprodotta!
No, mi spiace, la soia biologica non proviene dal brasile (dove è invece quasi tutta transgenica), ma da coltivazioni italiane.
E' fondamentale capire da dove arrivano gli alimenti.
La soia può essere tranquillamente coltivata in Italia, l'olio di palma no. Ci tieni davvero tanto all'olio di palma?
Qui puoi vedere il suo colore naturale, tutt'altro che invitante, prima che venga sbiancato. Dicono che il suo odore naturale sia disgustoso, prima che venga neutralizzato chimicamente. Inoltre possiede oltre il 50% di grassi saturi.
Insomma è uno schifo. Perchè dovremmo usarlo, distruggendo la foresta, quando abbiamo in casa l'olio extravergine di oliva?
@ massimo e oscaruzzo.
Non pretendo di fare la pasta sfoglia o briseé in casa (almeno non ora), mi basta avere una base buona per i ripieni. In questo modo la qualità è discreta (perchè diventi buona bisogna imparare dagli sbagli) e il tempo per la meditazione e il dialogo è comunque compatibile con il lavoro, la cura dei figli e la scrittura del blog...
Ovviamente la pasta sfoglia ha una ricetta e una consistenza completamente diversa dalla pasta briseé, che a sua volta è del tutto diversa dalla pasta della pizza, di cui dai la ricetta.
Concordo che la pasta della pizza ha una preparazione velocissima e si può tranquillamente preparare in casa. La pasta sfoglia è però tutta un'altra storia...
sono d'accordo sul principio, ma non sul metodo (anche se sul principio...sono sempre convinto che centralizzare é piú efficiente che decentralizzare quindi un solo forno gigantesco é meglio di centinaia)
Se banni l'olio di Palma, colpevole di deforestare la foresta tropicale, ma poi parli di Soia colpevole del disastro del Mato Grosso...
In effetti biosgnerebbe sapere da dove arriva sia l'olio di Palma che la Soia...ce ne sará sicuramente che viene da territori non sottratti a foreste tropicali da qualche parte...
dubito che ti riesca bene, se non aggiungi almeno il burro che brisé è?
bravo, sei un ottimo esempio!
io nel mio piccolo ho iniziato da un pò a fare il pane da mè. in inverno prendo 2 piccioni con una fava: accendo la stufa per riscaldare e ci inforno anche il pane, pizze, dolci e tutto il resto.
continuiamo così e cerchiamo di coinvolgere più gente possibile!
alle 23:43
Matteo
Se può tranquillizzarvi... la Pasta Sfoglia/Brisèe BUITONI ma tutti i loro prodotti pronti arrotolati NON CONTENGONO olio di palma.