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Gregory Bateson - Tornano le rane bollite e inconsapevoli

Giovedì 26 Novembre 2009, 09:42 in Ecoquote di

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[Avevo parlato di Rane bollite e inconsapevoli proprio all'inizio del blog. Qualche giorno fa, riprendendo in mano Mente e Natura di Bateson, mi sono ricordato che proprio il grande biologo-antropologo-filosofo aveva usato questa metafora. E il buon Gregory scriveva queste cose nel 1979...]

«E' un fatto non banale che siamo quasi sempre inconsapevoli delle tendenze nelle variazioni del nostro stato.

Esiste una leggenda quasi scientifica secondo la quale, se si riesce a tenere buona e ferma una rana in una pentola di acqua fredda e si aumenta lentissimamente e senza sbalzi la temperatura dell'acqua, in modo che nessun istante possa essere contrassegnato come quello in cui la rana dovrebbe saltar fuori, la rana non salterà mai fuori e finirà lessata.

E' possibile che la specie umana si trovi in una pentola analoga e stia mutando il proprio ambiente con un inquinamento che cresce a poco a poco, e stia corrompendo la propria mente con un'istruzione e una religione che vanno a poco a poco deteriorandosi?»

Gregory Bateson , Mente e Natura, Milano 1984, p. 134

[Da quel grande pensatore che era, Bateson, non parla solo di inquinamento, ma anche di lento deteriorarsi del nostro modo di pensare, e per quanto riguarda scuola e religione, aveva perfettamente ragione]

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5 commenti
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26 Nov 2009
alle 17:47

Paolo Marani

Domani andremo ancora oltre.

Saremo comunque rane bollite, ma almeno avremo utilizzato un combustibile rinnovabile per accendere il fuoco!

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26 Nov 2009
alle 12:32

Marco

Ieri sera ad "Exit" su "LA7", l'onorevole Bruno Tabacci ha osato infrangere il tabù della crescita illimitata.Che cosa l'abbia spinto ad un gesto tanto clamoroso, è un mistero secondo soltanto a quello gaudioso della Fede, ma il fatto è accaduto.Forse il nauseabondo tanfo di menzogna putrida, ormai impossibile da ignorare, sta cominciando a produrre dei benefici effetti.

Piano piano aleggia pure un leggero profumo di sapone e per quanto non proprio soave, anche qualche zaffata di  candeggina e di ammonica, noti e mai imbattuti disinfettanti e detergenti.

Naturalmente quelli pronti a nascondere cadaveri ed escrementi, non smetteranno di certo il loro insano lavoro, ma per loro l'aria che tira, si sta facendo pesante.

Per essere espliciti fino all'ovvio, se anche il cambiamento climatico non esistesse, l'economia ad esso associata distribuisce e remunera ormai in maniera inversa a quanto produce, onde per cui non c'è nessuna possibilità aritmetica che tragga chicchessia dalla miseria.

Anzi, semmai v'è la certezza, aritmetica anch'essa, che trascini verso la povertà pure chi godeva di una vita dignitosa.Naturalmente, per chi mente spudoratamente sapendo di mentire, ci sono solo due vie d'uscita: o la fuga nella follia, o l'affronto della realtà.

C'è una terza via, è vero.La facoltà di non rispondere.

Peccato che non serva a niente, se non a rendere il tempo ancora più galantuomo.

Un caro saluto.

Marco Sclarandis

 

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26 Nov 2009
alle 12:28

Paolo

Altra brutta storia, quella segnalata da Gualerzi:

http://gualerzi.blogautore.repubblica.it/2009/11/25/alla-faccia-di-copenaghen/

2
26 Nov 2009
alle 11:33

Alex I.

Sono pienamente convinto che la specie umana - a differenza degli animali - si estinguerà solo e soltanto per colpa sua.

Siamo la specie più intelligente (?) ma anche la peggiore. Un virus che distrugge l'ambiente in cui si trova. Eh.... Matrix, gran bel filmetto!

1
26 Nov 2009
alle 10:49

Paolo

Ma sai che in questi giorni - leggendo le invettive dei 'dissenzienti' climatici, e particolarmente dei sostenitori del 'global cooling' - mi è tornata in mente esattamente la stessa metafora?

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