Ambienti, scienza e varia umanità
I nostri consumi divorano il mondo; se comprendessimo questa semplice verità, la conferenza di Copenhagen si chiuderebbe con successo, anzi, probabilmente avremmo già risolto il problema.
Lo sguardo allucinato del Saturno di Goya rappresenta bene la nostra grave forma di schizofrenia:
Tutto ciò viene fatto in nome di un concetto metafisico che si chiama "sviluppo", che è un altro modo per dire "profitto".
Cos'è il profitto? Proficere significa farsi avanti, progredire.
Se l'umanità vuole "farsi avanti" ancora un po' su questo pianeta dovrebbe abbandonare l'idolo del lucro (che in origine significa anche bottino, preda).
Ridurre i consumi (cominciando da quelli effimeri e inutili) è un'idea quanto mai strana e impopolare; eppure credo sia l'unico modo di salvare il pianeta e noi stessi; altrimenti, come si diceva nel '68, finiremo tutti di crepare di comodità.
@ Alex
Ehm, sarebbe interessante sapere da dove proviene il mais e soprattutto la soia utilizzata per alimentare questi cosiddetti bovini "a km zero". Magari scopriremmo che la soia deve attraversare l'oceano Atlantico dopo essere stata coltivata da sementi OGM nella (ex) foresta amazzonica...
Tra l'altro, non amo la dicitura "km zero" di cui ormai si è impadronita la grande industria, perchè è imprecisa e fuorviante. Gli unici alimenti a km zero sono quelli coltivati nell'orto o acquistati a distanza di bici o camminata.
Preferisco "filiera corta", sia di km che di intermediari.
@ Frank
Fai bene a segnalare la piaga dell'olio usato come biocombustibile, ma vorrei fare notare che l'olio di palma ad uso alimentare non è trascurabile, dal momento che è contenuto in quasi tutti i prodotti industriali.
Secondo i dati FAO (2003) l'uso alimentare dell'olio di palma (palm e palm kernel) è pari a circa 13,7 milioni di tonnellate, mentre gli altri usi sono pari a 15,1 milioni di tonnellate. Oltre l'80% di quest'olio proviene da coltivazioni malaysiane e indonesiane.
Se smettessimo di mangiare olio di palma il consumo mondiale dimezzerebbe. Non sono proprio briciole...
L'olio di palma indonesiano che mangiamo è trascurabile ... la vera sequenza horror è quella dell'olio di palma che bruciamo in centrali "verdi" e incentivate ... aaarghhhh
c
Aggiungo poi che, se chi si bolla come "eco" passa notizie come quella che segue, siamo apposto
http://www.ecoblog.it/post/9512/genova-boom-di-vendite-per-la-carne-a-km-zero
Ottimo pezzo, molto semplice quanto efficace. Quando fai notare che mangiare carne è sbagliato, oltre che per una questione etica e di salute, anche per una questione di rispetto dell'ambiente, se ne escono con le più grandi scuse per non pensare.
"ma l'uomo è cacciatore.... siamo onnivori.... gli animali sono stati creati per essere mangiati da noi..." e tante altre, scusami il termine, stronzate.
quando sono diventato vegano posso dire che la questione ambientale ha pesato molto per prendere la decisione.
La salute va alla grande ma ogni giorno devo scontrarmi con l'ignoranza della gente che ti vede come estremista e ti bombarda con domande o concetti allucinanti come quelli prima evitando di vedere la realtà. Estremista di cosa poi non saprei... avere rispetto della vita TUTTA e non solo quella umana ti fa essere catalogato come tale
alle 16:57
Giovanna_z
.. con il fatto che 'Km zero' non indica, evidentemente, che il cibo in questione non abbia fatto nemmeno un Km (al massimo0,99).. purtroppo non si capisce quale sia il limite di kilometraggio massimo che permette di fregiarsi di questo marchio. Secondo me ogni ristorante,negozio, ecc.. lo interpreta a modo suo questo Km zero... e il consumatore ci casca. non mi sembra poi così significativo scegliere la carne a km 0, il vero cambiamento lo si fa eliminando la carne, non ci sono altre strade, è inutile (o poco utile) inventarsi tutte queste scorciatoie (carne bio, km 0) per 'evitare' di diventare veg. La gente dovrà capire prima o poi che solo convertendosi ad un regime vegetariano ci sarà un mondo più equo e rispettoso di tutti gli esseri viventi