Ambienti, scienza e varia umanità
Tempi sempre duri per la centale EPR di Olkiluoto, famoso "ex-fiore all'occhiello" della rinascita nucleare.
I costi di produzione sono aumentati del 120%, da 2,5 a 5,5 miliardi di € , mentre una feroce disputa legale contrappone l'azienda costruttrice francese AREVA all' azienda elettrica finlandese.
AREVA sta vendendo le sue partecipazioni nel settore minerario del nickel (circa 1,7 miliardi di €) per fare cassa in previsione dei brutti tempi che verranno.
L'agenzia nucleare finlandese STUK ha inviato lo scorso dicembre una durissima lettera di protesta ad AREVA in cui si afferma che "non c'è stato alcun reale progresso nella progettazione dei sistemi di sicurezza e di controllo", e che "gli evidenti difetti di progettazione" non sono stati corretti. L'agenzia attende ancora una progettazione che "soddisfi i principi basilari della sicurezza nucleare".
A tutt'oggi sono stati rilevati oltre 3000 errori nella costruzione della centrale nucleare, un bel record per una "cutting edge technology"!
Ricordiamo in particolare il grave errore dello scheletro di cemento troppo poroso, mentre ora spunta la grossa grana delle saldature difettose nei tubi del circuito primario (quello che dovrà raffreddare il reattore).
Al prossimo aggiornamento.
Beh, dipende dagli ingegneri; dal campionario umano che ho incontrato, alcuni lasciavano piuttosto a desiderare quanto a perspicacia e intelligenza...
Lo spartiacque non passa traingeneri e ambientalisti, ma tra persone che pensano con la propria testa e persone che
1. sono sul libro paga delle aziende nucleari
2. prestano fede a ciòche dice la TV.
fra l'opinione di un ingegnere e quella degli ecologisti, bhe', scelgo di ascoltare l'ingegnere. perche' sono intelligente, immagino
Ehm... senza offesa per nessuno, concordo con Alex.
Non si tratta solo di intelligenza (che in effetti, come ho ahimè potuto constatare, a volte manca).
Si tratta di deformazione professionale, ovvero di indottrinamento universitario. Un ingegnere pensa sempre che esista una soluzione ingegneristica a tutto, avendo soldi e tempo.
Si tratta di un modo di pensare estremamente pericoloso.
A volte mi viene il dubbio che qualche ingegnere sotto sotto sia convinto che il secondo principio della termondinamica, il principio di indeterminazione e la non superabilità della velocità della luce siano solo limitazioni temporanee che domani o dopodomani verranno superate da qualche bella invenzione ...
ingegnere non significa intelligente
E pensare che un mio collega INGEGNERE sostiene che quì da noi il prezzo dell'energia non salirà, in quanto faremo le centrali nucleari....No, non un vecchio pensionato, un INGEGNERE!!!
alle 09:12
Paolo
Va sempre meglio...:
«Se le condizioni del mercato italiano evolveranno nella direzione auspicata», «se sarà realizzato un quadro regolatorio chiaro e stabile», «se ci sarà un'autorità nucleare ben consolidata», «se sarà chiara l'accettazione locale ai progetti». A leggere tra le righe gli interventi dei rappresentanti di Eon e di Gaz de France Suez che ieri hanno presentato al sottosegretario Gianni Letta il protocollo d'intenti sul nucleare, appare piuttosto chiaro come sia fortunatamente molto lontano il futuro atomico del Belpaese, decapitato del ministero di riferimento e rallentato fin dai suoi primissimi passi, con l'agenzia nucleare e il relativo regolamento che ancora risultano oggetti misteriosi ed evanescenti, così come disegnati dal ddl Scajola.
E a proposito di ritardi, proprio ieri Areva ha dovuto umiliarsi ancora una volta annunciando un ulteriore rallentamento per la centrale finlandese di Olkiluoto (tecnologia Epr, la stessa ipotizzata per i reattori italiani): dall'iniziale 2009 per l'entrata in funzione si era passati al 2011, ma ieri il gruppo francese ha fatto sapere che prima della fine del 2012 non se ne parla sicuramente.
Per l'impianto che dovrebbe rappresentare l'emblema della rinascita nucleare europea (nel nostro continente sono soltanto due i reattori Epr in costruzione - ed anche gli altri sono molto meno di quel che scrive oggi il Sole 24 Ore, a meno di non considerare Europa anche le più orientali e quasi cinesi regioni della federazione russa - e anche quello di Flamanville come Olkiluoto registra ritardi e soprattutto lievitazioni dei costi) i problemi non si fermano all'insostenibilità economica dell'atomo (o meglio se ne vedono le conseguenze).
Secondo un'inchiesta pubblicata sulla rivista specializzata in Costruzione e infrastrutture Rakennuslehti, vicino agli industriali finlandesi, impiegherebbe infatti lavoro nero e manodopera non qualificata. L'inchiesta si basa sulle relazioni dal sociologo Anna Kontula, che ha vissuto con i lavoratori polacchi di Olkiluoto per un mese, documentando sfruttamenti e caporalato, tanto che le maestranze in alcuni casi sono state pagate meno di 2 euro l'ora.
«Solo un esiguo numero di dipendenti lavora secondo il contratto di lavoro nazionale - si legge nell'articolo che è stato rilanciato da Greenpeace international - i lavoratori stranieri stessi non possono fare denunce, perché saranno rispediti a casa prima che gli ispettori del lavoro possano occuparsi dei singoli casi».
http://www.greenreport.it/_new/index.php?page=default&id=5245&cat=Energia&sez=