Chernobyl colpisce ancora: bambini a rischio polmonare
Pubblicato da Marco Pagani alle 09:35 in Nucleare, Salute
Il disastro nucleare di Chernobyl colpisce ancora: è stato pubblicato da poco uno studio epidemiologico sui problemi polmonari dei bambini ucraini. Lo studio ha coinvolti oltre 400 bambini per un periodo di sei anni (1993-1998).
Come si vede dal grafico qui sopra, il rischio di avere la capacità polmonare compromessa (1) cresce in proporzione alla contaminazione radioattiva del suolo (2).
I bambini delle zone più contaminate hanno in media un rischio cinque volte maggiore di respirare male dei bambini delle zone meno contaminate. In alcuni casi, il rischio è fino a trenta volte più alto.
Non ci dimenticheremo facilmente di Chernobyl, che continuerà a mietere le sue vittime per più generazioni, dal momento che il tempo di dimezzamento del Cesio 137 è all'incirca di 30 anni.
Occorreranno quindi circa 60 anni perchè i livelli di contaminazione più elevati di 350 kBq/m² (punto a destra in alto nel grafico) si riducano ai valori più bassi di 90 kBq/m² (punto a sinistra in basso). Occorreranno invece 120 anni perchè il valore di radioattività ritorni a un valore "normale".
Auguri a tutti i bambini ucraini e bielorussi.
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(1) E' stato misurato il rapporto FEV1/FVC , che rappresenta la frazione di aria espirata dai polmoni in un secondo, rispetto all'espirazione totale. L'ordinata del grafico rappresenta il rischio relativo di avere una FEV1/FVC minore del valore normale dell'80%. Sottolineo che il rischio non è relativo a soggetti che vivono in zone non contaminate, ma al gruppo di bambini ucraini che vivono nella zona con contaminazione minore.
(2) La contaminazione radioattiva da Cesio 137 viene misurata in kilobecquerel al m². Un becquerell rappresenta un decadimento radioattivo al secondo. I valori del fondo normale di radiazione, dovuti in particolare al decadimento del Radon, sono intorno ai 20 kBq/m²







1. Gigi, Venerdì 5 Febbraio 2010 ore 13:01
Bravo Marco, bel post !
2. Alex I., Venerdì 5 Febbraio 2010 ore 13:54
purtroppo invece molti se lo sono dimenticato questo disastro